Delio Rossi: “Foggia, niente illusioni. Il nostro obiettivo è salvarci prima dell’ultima giornata”

Delio Rossi: “Foggia, niente illusioni. Il nostro obiettivo è salvarci prima dell’ultima giornata”

È un Delio Rossi autentico, diretto, senza maschere quello che ha preso la parola durante la conferenza stampa d’inizio stagione. L’allenatore del Foggia ha scelto la via dell’onestà, dei piedi per terra e del lavoro vero, senza slogan né promesse vuote.

“Il presidente mi aveva proposto un contratto triennale. Ho preferito firmare per un solo anno. Le risorse non sono illimitate e non siamo qui a vendere illusioni. Il nostro obiettivo è salvarci prima dell’ultima giornata, migliorare quanto fatto, ma soprattutto guardare in faccia la realtà: siamo in Serie C, e ci sono squadre più attrezzate di noi”.

Rossi non gira intorno alle difficoltà che il Foggia sta incontrando nel costruire la rosa: “Ci sono problemi, è inutile nasconderlo. Alcuni giocatori rifiutano di venire. Per convincere chi è titubante non basto io, serve tutta la città. Io farò la mia parte: far giocare bene la squadra e tirare fuori il meglio dai ragazzi, ma devo avere gli uomini giusti. Ho già indicato le caratteristiche che cerco”.

L’approccio è chiaro: zero scuse, massimo impegno. “Sarò giudicato per ciò che farò, non per le intenzioni. Ho chiesto al presidente giocatori sani e motivati, che vogliano davvero vestire questa maglia. Poi certo, ci vogliono anche qualità tecniche e fisiche, ma senza l’anima non si va lontano”.

Delio Rossi liquida con una battuta la domanda più classica: giocherà col 4-3-3? “Il calcio è cambiato, il modulo ha una valenza relativa. Conta l’interpretazione, l’attitudine. Io ho le mie idee, ma sarà il campo a dire se funzionano. Voglio una squadra che, alla fine, il pubblico difenda anche quando perde, perché ha dato tutto”.

Il tecnico non nasconde il disagio logistico legato alla preparazione: “Allenarsi in pianura, nel tardo pomeriggio, vivendo in due strutture diverse, non è l’ideale. Ma non ci lamentiamo: chi allena in C deve anche sapersi adattare. A me piacerebbe guidare il Real Madrid, ma oggi alleno il Foggia, e voglio farlo nel modo migliore. Questo non è X Factor. Nessuna prova: chi arriva dal settore giovanile lo farà per meriti. Voglio gente pronta a sporcarsi le mani con noi”.

Rossi torna con emozione a quel maledetto finale di stagione: “La finale con il Lecco? Non avrebbe cambiato nulla. Avevo già deciso di andar via. Non potevo restare, non avrei saputo spiegare quella scelta ai foggiani. Eppure… quei playoff non mi fanno dormire la notte, li porto ancora dentro. Ma devono essere una motivazione, non un fardello”.

In chiusura, il mister manda un messaggio alla tifoseria: “Non prometto promozioni, ma lavoro, sudore e verità. Ogni viaggio comincia con piccoli passi. Spero solo di poterlo iniziare e finire.
I ritorni di ex giocatori? Molte voci sono infondate. Ho dato un profilo tecnico, ma non faccio nomi né tratto. I nomi che ho letto? Nessuno di quelli arriverà. Due anni fa, un gruppo mi ha dato più di tutti, moralmente. A loro, gli auguri di Natale li ho fatti. E non li faccio nemmeno ai parenti. Il Foggia va meritato”.

Poche frasi, molti concetti. In una piazza spesso travolta da illusioni e attese, Rossi punta tutto su concretezza, umiltà e lavoro duro. Sarà una stagione di sacrifici, ma anche di identità. E proprio da lì potrebbe rinascere il vero Foggia.