Intervista a Mario Salgado
Da bambino, quando mio papà mi portava allo stadio a vedere il Foggia, ero invaghito da un ragazzo cileno dalla lunga chioma e con il 10 sulle spalle. Avevo poco più di cinque anni (o qualcosa in meno) ed ero già totalmente innamorato del gioco del calcio, certo in uno stadio non vi ero mai entrato prima di allora, né tanto meno avevo mai visto dal vivo i campioni che ammiravo alla tv. Ma fu amore a prima vista o quasi, e non ero l’unico che in una vera e propria bolgia quale lo stadio Pino Zaccheria osannasse quel calciatore, il “Diez” o come meglio veniva chiamato dalle nostre parti “El pescador”. Ricordo come se fosse ieri la reazione dello Zac alla vista del suo profeta, veniva decantato e ammirato come un gladiatore prima nel combattimento nell’arena.
La mia attenzione di bambino vivace e perspicace si soffermava sul riscaldamento e sull’entrata in campo dei calciatori dal sottopassaggio, osservavo con attenzione tutti i gesti e i riti scaramantici che questi svolgevano. Era l’età dei perché e non smettevo mai di domandare a mio padre il perché quel ragazzo indossasse una maglia bianca nel riscaldamento e rossonera durante la partita, perché con nervosismo masticasse una gomma prima del match e soprattutto perché venisse applaudito da tutto il pubblico prima ancora che i novanta minuti iniziassero… Perché?
Quel ragazzo cileno dalla lunga chioma e con il dieci sulle spalle si chiamava Mario Salgado, uno degli attaccanti più forti della storia del Calcio Foggia e sicuramente uno, se non il mio preferito. Quando mi soffermo a pensare a quei momenti, a quelle domeniche e al racconto della partita che avrei fatto l’indomani all’asilo o alla scuola primaria, mi rendo conto di quanto la mia passione per il calcio e per il raccontare fosse già ben radicata in me dalla tenera età. Quando penso al “Pescador” torno bambino e insieme a me torna più giovane una generazione foggiana alla ricerca di un proprio eroe, di un proprio salvatore, il quale per molti anni è mancato o tardava ad arrivare…
A distanza di quasi quindici anni, io Gabriele Mucelli e con me il bambino vivace e perspicace che ero un tempo ho avuto la possibilità di intervistare in live Mario Salgado per FoggiaGol.it e per Spazio Foggia. il resto è storia che avverrà, il resto è un mucchio di ricordi molto nostalgici e malinconici, che avrò cura di custodire…