Intervista a Francesco Russo: il mio futuro, Pio e Amedeo e lo Zac!
Quella di Francesco Russo è una storia nella quale qualsiasi ragazzo cresciuto “a pane e pallone” può immedesimarsi. Nato ad Aversa (provincia di Caserta) nel 1996, Francesco coltiva fin da piccolo la propria passione per il calcio, giocando inizialmente con la maglia dell’Ortese e poi con quella della Reggina. Giovanissimo, completa la crescita con una parentesi in Puglia al Taranto per poi vestire le casacche di Fermana, Reggio Calabria, Bra, Sicula Leonzio e infine Foggia. Arrivato alla corte di Ninni Corda, l’esterno offensivo campano ha da subito dimostrato la propria propensione per la fase offensiva con caparbietà, grinta e tenacia. In rossonero la scorsa stagione, ha giocato per ben 991 minuti in campionato e 275 in coppa, certamente uno dei jolly d’attacco più in vista della compagine pugliese che ha da poco ottenuto la promozione in Serie C, considerate le vicissitudini di Bitonto.
Noi di FoggiaGol.it abbiamo avuto il piacere di poter scambiare quattro chiacchiere con Francesco Russo, un ragazzo molte umile che ci ha trasmesso con tanta semplicità la sua indole e l’amore che nutre per il proprio mestiere…
Ciao Francesco, 27 presenze e 3 gol tra campionato e coppa, questo il tuo bottino nella stagione 2019/20… come ti senti in vista della prossima annata?
“Mi sento carico e ho una gran voglia di ritornare ad allenarmi e scendere in campo. Ho dovuto aspettare obbligatoriamente l’esito della sentenza in merito alla situazione Picerno-Bitonto, perché in caso di serie D avrei avuto un altro anno di contratto qui a Foggia. Per fortuna i rossoneri sono in C e io pur essendo attualmente svincolato, sono molto contento e orgoglioso di questo traguardo!”
Come molti componenti della rosa della scorsa stagione, non sei stato confermato per la serie C, come commenti questa scelta?
“Ognuno fa le sue scelte, c’è un po’ di rammarico ma sono tranquillo e sereno perché ho sempre dato tutto per la maglia. Mi dispiace solamente perché avrei potuto fare qualcosa di più, ma va bene così… Ci sono state tante difficoltà nondimeno sono ugualmente soddisfatto.”
Questo anno a Foggia cosa ti ha dato sia a livello calcistico che personale?
“A livello calcistico che dire: ho sperimentato nuovi metodi di lavoro (ride ndr) ma è difficile da spiegare! Giocare a Foggia è a dir poco stupendo, entri in una bolgia ogni domenica e ciò migliora assolutamente il rendimento tecnico. A livello personale, posso dirti di aver conosciuto ragazzi eccezionali sia all’interno dell’ambiente calcistico che fuori. Ho legato molto con gente con la quale mi telefono ancora e questo simboleggia come l’uomo sia più importante del calciatore.”

Sei un classe 1996 con diverse esperienze alle spalle, ti senti pronto per tornare tra i professionisti e quali opzioni stai valutando?
“Sicuramente mi sento pronto, anche perché la serie C è una categoria che ho già fatto, giocare tra i professionisti con la maglia del Foggia sarebbe stato stupendo. Per quanto riguarda il mio futuro, io e il mio procuratore (Giovanni Delle Vedove ndr) stiamo valutando la soluzione migliore, la speranza è di giocare la C dopo aver vinto sul campo il campionato di D.”
Il compagno di squadra avuto a Foggia, che ricordi con maggiore affetto?
“I compagni che ricordo con maggiore affetto sono tanti. Sono un ragazzo che ama stare in compagnia e divertirmi anche durante gli allenamenti, se però devo dirtene uno su tutti scelgo Cittadino! Andrea è un ragazzo molto socievole come me, dal primo giorno di ritiro non ci siamo mai staccati e colgo l’occasione per salutarlo.”
Puoi raccontarci di quella volta con Pio e Amedeo nello spogliatoio dello Zaccheria.
“Beh, di quella volta con Pio e Amedeo conservo un bellissimo ricordo. Era l’ultima partita prima della sosta natalizia ed eravamo in svantaggio, poi ci fu una grande reazione di squadra e riuscimmo a recuperare il punteggio. Nello spogliatoio eravamo tranquilli, contenti del risultato ottenuto e dopo un po’ entrarono loro due a festeggiare con noi. E’ stato forse il momento più bello della stagione: raggiungemmo il Bitonto a pari punti, eravamo in testa alla classifica; il 2020 non è iniziato nei migliori dei modi… L’importante è però essere tornati in C.”
Invece, che esperienza è stata quella con la maglia della Sicula Leonzio?
“Con la Sicula Leonzio sono stati due anni belli in cui sono cresciuto molto, ho giocato con giocatori forti e contro squadre importanti che avevano stadi da serie A proprio come lo Zaccheria. Il ricordo più bello è legato al derby contro il Trapani, vinto 1 a 0 con un mio gol!”

Ti mancherà la città di Foggia?
“Foggia mi mancherà sicuramente. Sono stato benissimo, ho conosciuto persone fantastiche come il grande magazziniere Antonio che voglio ricordare poiché era un uomo con un cuore d’oro, ho perso un amico ma anche un fratello.”
Come hai trascorso il tempo libero durante la tua militanza con i colori rossoneri e soprattutto quanto ha inciso lo stop causato dal covid per la tua forma fisica e per il tuo lavoro?
“Durante il giorno, oltre gli allenamenti mi piace tanto passeggiare con la mia compagna e andare a cena con gli amici; ho passato diverso tempo anche con la Play e con le serie tv. Riguardo al Covid-19 è una stata una situazione davvero difficile per tutti, fisicamente è normale che ne abbiamo risentito un po’ tutti: siamo stati fermi troppo e allenarsi in maniera autonoma è totalmente un’altra cosa rispetto al lavoro di gruppo con la squadra. Ci sono molte società che stanno riscontrando problemi economici di seria entità, speriamo che il tutto finisca presto e ci si concentri solo sul calcio giocato!”
Infine, cosa ti senti di augurare al popolo foggiano per il prossimo campionato?
“Auguro con tutto il mio cuore le migliori fortune sportive ad una squadra fantastica come quella di Foggia che da oggi avrà un tifoso in più: Francesco Russo. Un abbraccio forte a tutti coloro che mi hanno aiutato e alla redazione di FoggiaGol.it per questa intervista”.