Il giudizio su coloro che… son sospesi
Tra color che son sospesi… come il giudizio. Che abbiamo volutamente tenuto in un Limbo di dantesca memoria in attesa che maturassero i tempi. Scrolliamoci di dosso ogni equivoco. Il mercato di gennaio – a nostro avviso – non era valutabile appena concluso. Mancava un vice Costa? Forse, ma Nicolao non giocava quando era in rosa. E la prolungata impossibilità di misurarsi sul campo lo ha indotto a eleggere un nuovo porto d’approdo dove attraccare con il suo contributo di onestà, abnegazione ed entusiasmo! Siamo convinti invece che andasse sostituito lo “strappatore” D’Ursi (poi immalinconitosi nei “teoremi” pitagorici di Crotone) ma qualcuno ha eccepito che non sarebbe mai sbocciato Iacoponi.
Più obiettivamente – però – crediamo che parcheggiare in “Purgatorio” la valutazione sull’operato del DS Sapio si dovesse agli “angeli dalla faccia sporca…”, ai due che avevano conquistato le copertine di Capitanata e che andavano attesi per dovere di storia e “casta” pallonara. Parliamo ovviamente di Vacca e Beretta. L’anima “tsunamica” di un Foggia votato all’impresa. Il primato è sempre stato cosa d’altri. Fin da quando le “sabbie mobili boscagliane” hanno inghiottito le fondamenta di un’ambizione mai nascosta. L’obiettivo sono di conseguenza diventati i playoff. Grazie a Gallo e al suo staff che hanno ricomposto i legni di una barca alla deriva ed evitato il naufragio in mare aperto. Oggi siamo qui, a 90 minuti dalla fine della regular season. L’ora è scoccata. Manca il match con la Turris, è vero. Non una passeggiata di salute. Ma certo un “virgolettato” alla voce: – Poteva andarci peggio -. Il 3° posto è svanito, il 4° o il 5° sono tuttora in gioco. La post season però è lì. E toccherà ad Antonio Jr e Jack dimostrare che la società non ha preso una “cantonata” a scommettere forte su di loro.
Le sensazioni non sono purtroppo incoraggianti. Ci aspettavamo una crescita – pure in stile VAR ma almeno continua – della loro condizione. Invece l’aritmetica sinora li ha condannati: minuti centellinati e pochi sprazzi per il bomber, decibel di campo e un rosso di frustrazione per il play di Scampia. Probabilmente l’eccessiva generosità (che fa a pugni con un assennato processo di recupero!) nel volersi mettere a disposizione del gruppo ha penalizzato soprattutto l’ex Venezia, ma è evidente che nella tabella di marcia verso la sufficienza prestazionale c’è un pesantissimo ritardo. Che speriamo – comunque – sia ancora colmabile. Il tramonto è un orizzonte prossimo ma non imminente. Gli dei del calcio sono spesso capricciosi e imprevedibili. E noi vogliamo ancora immaginarci un sostanzioso contributo alla causa rossonera di Vacca e Beretta. Perché loro sono il fattore che può sparigliare in un “piccolo” torneo come quello dei playoff. Dove l’esperienza e la classe fanno la differenza. Dove l’anima di un popolo si fonde con la forza delle sue legioni. Dove servono pretoriani coraggiosi. Dove chi conosce “l’odore della vittoria” annienta le paure di compagni disabituati alla “singolar tenzone”. La cifra dell’oculatezza in sede di mercato sarà valutata per quanto accadrà da qui a qualche settimana. Puntare su giocatori di qualità ma fermi da un po’ o con uno scarso minutaggio in stagione è un azzardo. Che può pagare o meno. A breve ci sarà “l’assemblea” per approvare il “bilancio” tecnico annuale. Speriamo che ci saranno i dividendi da distribuire a un tifo che ha sempre acquistato le sue azioni con il pegno della passione…