Foggia, che cuore e che grinta contro la prima della classe!

Foggia, che cuore e che grinta contro la prima della classe!

Nella penultima gara del girone di andata, i riflettori dello Zaccheria si accendono nuovamente su Foggia-Catanzaro, che già si erano misurate in coppa Italia qualche giorno fa, con la bella vittoria rossonera.
In tanti, però, oggi erano scettici, diciamo pure quasi convinti che la corazzata calabrese di mister Vivarini avrebbe fatto faville.
Oggi, sostenevano i più timorosi o forse realisti, avremmo visto il vero Catanzaro.
Quello in coppa di mercoledì era solo un lontano parente.
Addirittura qualcuno, oltremodo sfiduciato, consigliava di preparare persino un pallottoliere per contare i gol che avremmo subìto da Iemmello e compagni.
E invece, così non è stato.
Come dico sempre, il calcio non è mai una scienza esatta e sul rettangolo verde tutto può accadere: proprio per questo tale sport resta il più affascinante in assoluto, perché mai scontato o prevedibile.
Stasera abbiamo visto un Foggia ben messo in campo, aggressivo, attento a non concedere troppo alla prima della classe che ha dovuto riconoscere i nostri meriti.
La componente motivazionale ha prevalso, superlativa, tant’è che non si è notato il divario tecnico tra le due compagini in campo.
Tutto questo perché, si sa, che l’impegno, il sacrificio, l’abnegazione possono annullare le oggettive distanze tra le formazioni.
Una convincente prestazione, preziosa quanto una vittoria.
Ognuno ha dato il suo lodevole contributo, ma un plauso particolare va ad Odjer,che vorrei vedere sempre titolare, con Frigerio e Petermann.
E di Costa tanta roba, cosa dire di più??
Bravo pure Nobile, in più di un’ occasione.
Ma chi, più di tutti, merita un inchino doveroso, con un battimani sentito, è il nostro Mister, quel Fabio Gallo che tanto ci piace: avere un allenatore capace di motivare, di ricavare il massimo da ogni partita, di interpretare la gara, di dare alla squadra una propria identità è la più grande fortuna che abbiamo potuto avere.

Peccato per quel gol regolare negato a Frigerio: un gol che grida vendetta, dato che il portiere avversario si è scontrato con il suo difensore.
Ma il signore con la casacca gialla, tale Michele Giordano di Novara, grande esperto in confusione, non ha avuto il coraggio di convalidare.
Un furto, un vero furto…
E poi, permettetemi di esprimere una triste nota dolente: la mancanza del pubblico sugli spalti, di quel 12esimo uomo in campo che oggi avrebbe, come sempre fa, motivato i suoi beniamini.
Che tristezza per i nostri occhi!
La costrizione di vedere il Tempio dal divano è pari ad avere una chiesa senza fedeli, un museo con opere d’arte senza visitatori e potrei continuare.
In un mondo del calcio permeato da scandali indicibili ci si accanisce contro una realtà “piccola” (ma storica) per un qualcosa della quale davvero si hanno poche responsabilità. Faccio fatica a sopportarlo ma tant’è.
Oltretutto le telecamere nell’intervallo sono andate, spesso, impietose, sugli spalti come a rimarcare tutto questo. Lasciamo stare che è meglio. Senza offesa per nessuno, è lo “Zaccheria” il luogo per antonomasia di cose calcistiche epiche, e che oggi è rimasto – ahimé – orfano dei suoi allegri e festanti fruitori.

Ad ogni modo, possiamo chiudere il sipario su questa serata, contenti e soddisfatti per la bella partita, per il gioco ordinato, per la lucidità messa in campo.
E, seppure non abbiamo vinto, ma ottenuto un pareggio che vale una vittoria, abbiamo certamente battuto la presunta e boriosa convinzione di superiorità degli avversari.
Ecco. Stasera ha vinto l’umiltà, l’autostima, ovvero quella preziosa qualità di non sentirsi inferiori a nessuno e che dovrebbe prevalere sempre, nel calcio e in ogni circostanza della nostra vita.

Forza Foggia sempre ❤️🖤