Foggia e Avellino: un punto ciascuno!
Quando gioca il Foggia non è mai un giorno qualsiasi.
Oggi più che mai, un lunedì di novembre, un mese che purtroppo rievoca antichi drammi uniti ai recenti.
L’omaggio ai caduti di Viale Giotto, il braccio listato a lutto per sette splendide anime che hanno chiuso la loro esistenza terrena sull’impervio Gargano, l’incoraggiamento a Claudio, fratello rossonero, hanno costituito attimi di profonda commozione prima del fischio d’inizio.
Foggia è sensibile, Foggia non dimentica, Foggia ama la sua gente.
Poi il fischio d’inizio e gli eventi legati al gioco. Un gioco che diventa sempre più nitido, come emergente da una nebbia fitta nel quale ristagnava.
Partita che finisce in parità, nonostante le diverse occasioni create dai Satanelli: peccato per il palo preso da Garattoni o per quel salvataggio sulla linea dell’estremo difensore Pane, esperto tra i pali certamente, ma pure fortunato.
Amici rossoneri, quel che manca a questa squadra per essere veramente competitiva è un bomber di razza, un rapinatore d’area – per intenderci – perché davanti si fa gran fatica a gonfiare la rete: Vuthay è spesso inconcludente, Ogunseye giganteggia solo per il fisico e D’Ursi non ha quella tecnica sopraffina che vorremmo.
Guardando il classico bicchiere mezzo pieno, tuttavia, continua la striscia positiva con la cura di mister Gallo: determinazione, grinta e prestazione volenterosa sono senza dubbio da applaudire, oltre al monumentale Di Pasquale, sempre prezioso, e al giovane Leo, abile e capace.
Insomma, la mano del coach è evidente. Si farà bene, ne sono sicura, anche se il gap iniziale peserà.
Ho seguito dalla TV con sofferenza aumentata perché non sono potuta recarmi nel Tempio e ho visto immagini del verde del prato sul quale correvano le maglie rossonere: una veduta affascinante anche dallo schermo che mi fa auspicare che è tempo per riportare lo Zaccheria alle alte attenzioni del calcio professionistico. Lo esigono questo colpo d’occhio, questo territorio martoriato ma passionale, questi tifosi indomiti e sempre corretti.
Vorrei dire degli “Ospiti”, certamente non rispettosi del posto dove si trovavano, ma non mi va di spendere troppe parole per chi non le merita affatto.
Semplicemente aberranti i 6 minuti di follia sugli spalti, con lancio di petardi: viene spontaneo chiedersi come mai abbiano permesso agli avellinesi di venire a Foggia sapendo dei trascorsi tra le tifoserie.
Sarebbe stato più conveniente vietare la trasferta, tanto più che i supporters avversari sono entrati senza scorta e muniti di petardi.
Al di là di questo aspetto certamente nefasto, che avrà purtroppo delle conseguenze, tanto più che Ghirelli ha già promesso che verranno puniti gli autori, calcisticamente parlando si è guadagnato un punto importante: un punto che, ad ogni modo, muove la classifica, un punto per ciascuno, per due squadre che meritano di occupare la posizione che attualmente hanno in classifica.
Testa al Monopoli, dove siamo chiamati a garantire continuità, in attesa che a gennaio arrivino rinforzi importanti, specie in quella fase realizzativa dove si registrano maggiori difficoltà.
#AvantiFoggia ❤️🖤