Notte fonda allo Zac

Notte fonda allo Zac

Un famoso proverbio dice: “Chi lascia la strada vecchia per quella nuova, sa quello che lascia, non sa quel che trova”.
Ecco… mi sembrerebbe questa la frase che più emblematicamente sintetizza la situazione attuale: avevamo l’oro tra le mani ma per la cocciutaggine e la boria di Qualcuno, ce lo siamo fatti sfuggire dalle mani.
Signori miei, l’ho detto tante volte, troppe forse, e sono stata definita “nostalgica”: l’anno scorso Chi c’era ha fatto miracoli, con giocatori poco esperti, trasformati da bruchi in farfalle da un Maestro eccelso: sarebbe bastato mantenere tale squadra e, inserendo pochi innesti di qualità, avremmo potuto fare la parte del leone nel campionato attuale.
Invece no: si è preferito smantellare tutto, distruggere quel che di buono si era fatto e gettare alle ortiche un anno di soddisfazioni. Dove, se pure perdevi, uscivi dallo stadio non certo annoiato o deluso, come è grande la delusione di stasera.
Non vorrei apparire pletorica e ripetitiva, ma credo sia un dato evidente che questo attuale allenatore non abbia le carte in regola per far bene.
La squadra messa in campo, anche oggi, è il risultato scabroso della sua confusione: giocatori che non sanno cosa fare, incerti, spaesati, con un gioco alla “viva il parroco”.
A ciò si aggiunge una tenuta atletica e agonistica che lascia a desiderare: scandalosa anche la forma fisica.
Anche quelli della vecchia guardia, che l’anno scorso si erano fatti apprezzare dal pubblico, ora sono quasi irriconoscibili.
Ma non mi sento di addossare loro tutte le responsabilità, anzi: è chi li mette in campo che non è adeguato.
Un po’ come in una classe: se l’insegnante di turno non riesce a trasmettere alla propria platea di alunni le dovute conoscenze e a sviluppare le migliori competenze, gli allievi non daranno buoni risultati, e faranno fatica anche a conoscere un semplice alfabeto o far di conto.
Perdonate questa semplice metafora, ma mi pare l’unica in grado di spiegare quella che è la situazione attuale.
A questo nostro Foggia manca tutto: manca una identità di gioco, manca uno schema efficace, manca un’adeguata preparazione atletica e, aggiungo un dato importante, manca quella giusta dose di motivazione che alcuni allenatori sono capaci di trasmettere ai giocatori facendoli rendere anche oltre il 100%.
È buio fitto..
Sono preoccupata, sinceramente.
Serve una svolta, ma di quelle severe.
Altrimenti sarà notte fonda.
E difficile sarà “riveder le stelle”, per dirla come Dante.