Dagli errori s’impara. Solo così si può crescere!

Dagli errori s’impara. Solo così si può crescere!

Dagli errori s’impara. Mai rinnegarli! E di errori il Foggia ne ha commessi parecchi in un debutto dal gusto amaro. Il risultato ha premiato un Latina quadrato e “scafato”, furbo il giusto per rovinare l’umore degli oltre 6000 dello Zaccheria. Reso però il giusto merito ai nerazzurri pontini, fissiamo lo sguardo verso l’orizzonte rossonero. Luci e ombre, più le seconde. Tanto fumo da dissipare con il vento del lavoro. Perché in fase difensiva la squadra ha letto male alcune situazioni topiche, a cominciare dal primo gol… la madre di tutte le sofferenze. Perché a centrocampo la palla ha fluttuato spesso in modalità “bradipo” senza la dovuta velocità. Per inciso: proprio sulla mediana occorrerà avere le idee chiare, soprattutto nella scelta della coppia titolare (almeno sino a che si giocherà con questo modulo), per evitare che l’abbondanza di soluzioni non si traduca nelle “(…) istruzioni di un giocattolo in giapponese” (citazione storica del collega di FoggiaToday Alessandro Tosques ndr). Infine, perché l’attacco è stato confusionario nelle proposte di un tridente di fantasisti anarchici e incapaci di dialogare tra loro. Lì il miglioramento sarà inevitabile, vista la qualità a disposizione, ma non immediato. L’appello alla pazienza è didascalico, magari appena… «fuori contesto» in un ambiente equilibrato quanto un derby tra Bayern e Monaco 1860. Lo staff del mister di Gela dovrà impegnarsi molto per risolvere le criticità mostrate all’esordio, acuite da un pre-campionato da “tour di provincia” e da un’oggettiva difficoltà (peraltro atavica!) nell’allenarsi lontano dalla Zaccheria.

Gli errori ci sono stati e ci saranno ancora in un cantiere aperto come il Foggia. Un’orchestra che suona ancora inseguendo più che seguendo lo spartito. Sarà comunque un processo di evoluzione naturale. Lo sa chi conosce il calcio, meno l’infiltrato da tastiera, che “facebookkeggia” sentenze trascurando le leggi matematiche del pallone. Costruire è complicato. Per farlo, però, si parte sempre dagli errori. E non solo dal punto di vista didattico, ma pure come filosofia di pensiero. Raphael Veiga, trequartista del Palmeiras, bi-campione della Libertadores nel 2021 e 2022, ha riportato in un’intervista il pensiero di un suo vecchio allenatore, Fernando Diniz (oggi treinador del Fluminense), che così si esprimeva sulla questione “errori”: “Nel calcio tutti vogliamo essere sempre protagonisti solo delle cose fatte bene e ognuno vuole solo fare la cosa giusta sempre. Soltanto che a volte per essere protagonisti nelle cose giuste bisogna essere disposti ad essere protagonisti anche negli errori”. Una sciarada inestricabile? Per nulla. La traduzione è semplice: nello sbaglio si cresce. Si apprende. Con umiltà e volontà. Riflettendo e ripartendo. Più forti di prima. È quanto chiediamo al Foggia contro il Picerno: almeno un errore in meno… e – possibilmente – tre punti in più. Elementare, Watson!