La fiducia è d’obbligo
Non inizia nel modo migliore il Foggia targato Boscaglia, che soccombe ai colpi di un Latina che non è poi chissà quale corazzata vincente, oggi certamente baciato dalla buona sorte: nemmeno un tiro in porta, con qualche rimpallo fortunato e veloci ripartenze.
Certamente siamo amareggiati, nessuno avrebbe ipotizzato una sconfitta, oggi.
Ma guai ad avanzare giudizi affrettati: è troppo presto, come pure è troppo presto per pretendere il bel gioco.
Senza voler cercare alibi a tutti i costi, non dimentichiamoci che non si aveva una consistente preparazione nelle gambe e che alcuni giocatori sono arrivati solo pochi giorni fa, poco il tempo di lavoro a disposizione.
Le buone individualità non mancano, questo è certo…
Ciò che latita è l’intesa tra i reparti, ma non si può pretendere troppo da una squadra in cui 18 giocatori su 26 sono nuovi.
Fuor di metafora, diciamo che questo Foggia somiglia ad un bambino che sta imparando a muovere i primi passi, e che necessita di tempo per farlo bene.
Sicuramente siamo stati lenti, spesso prevedibili e oltremodo leziosi: ci sono stati degli errori grossolani in fase difensiva, però eviterei di puntare il dito.
Come pure non si può negare che oggi le dea Bendata ci abbia sovente voltato le spalle, con una traversa che ancora grida vendetta e il palo del possibile 2-2.
Nota di rilievo: Petermann in panchina è un’offesa a chi ha il palato fine, con lui in campo la musica è cambiata.
Come pure Vuthaj, un vero rapinatore d’area che farà parlare di sé: impressionante la sua lucida freddezza sotto porta.
Un applauso pure per Costa e Schenetti.
Sarà che sono ottimista di natura, ma io intravedo ampi margini di miglioramento.
La fiducia è d’obbligo…
#AvantiFoggia ❤️?