Io ho un sogno!

Io ho un sogno!

Io ho un sogno… I have a dream. Lo diceva Martin Luther King, che combatteva l’arroganza dei pregiudizi con la forza delle parole. Perché di parole si nutre la speranza. Io ho un sogno, molto più umile, quasi banale ma lo devo a questa città. Alla sua gente, che si sveglia ogni giorno nel compasso delle illusioni. Io ho un sogno. Rivedere il tumulto delle passioni. Giovanni Stroppa disse che il pubblico del Foggia è da Champions League e i suoi ragazzi disegnarono un arcobaleno di follia nei cieli di Capitanata… Sembrava una rivoluzione copernicana, la Terra che girava attorno a piazza Cavour. E non perché ci fosse un pullman scoperto a sbuffare nell’ingorgo di una folla impazzita, ma perché il cuore rossonero tornava a battere impavido, orgoglioso come uno scozzese che sfida le truppe d’Albione.

Io ho un sogno, scrostare dallo Zaccheria le ruggini della depressione, ritrovare l’anima nobile del tifo rossonero, la comunione d’intenti, la sapienza del dolore, la sofferenza dell’ambizione! Io ho un sogno. Raccontare il Foggia al mondo, spiegare le radici di una fede che si alimenta nelle viscere dei fallimenti. Ascoltare il silenzio assordante di un amore che non conosce confini territoriali. Che riunisce sotto un’unica bandiera gli eroici attori della diaspora dauna. Satanelli con bisaccia e sciarpa che fagocitano chilometri da Nord a Sud solo per gridare: “Magico Foggia alé, canto solo per te…”! Il mercato è chiuso. Domenica si comincia, in casa con il Latina. Che sia il torneo di Boscaglia, di Peralta e di Schenetti; che sia l’anno di Petermann e Nobile, di Nicolao e Ogunseye… Che sia il campionato del nuovo Foggia voluto da Canonico!

Ma io ho un sogno… rivoglio il Foggia che unisce e non divide, che esalta e abbatte in purezza, che rifugge da interessi o concessioni al calcolo personale, che spinge il suo popolo verso un progetto di riscatto sociale. Rivoglio il Foggia inconcepibile, incomprensibile ma terribilmente romantico, rivoglio il Foggia che strapazza le emozioni come un duello tra Prost e Senna… rivoglio il Foggia, solo il Foggia. Quello che assalta le lacrime della fatica come un “praho” timonato da Sandokan. I have a dream, io ho un sogno. E i sogni, nel linguaggio delle favole di Disney, son desideri di felicità…