Foggia, lascia aperta la porta dei sogni
Quella di “ieri” è Storia, “domani” non lo sappiamo… lo scopriremo.
“Oggi” è un regalo che la nostra squadra e il condottiero ci fanno. Non lo attendevamo così, non credo che ci fosse qualcuno che potesse delineare questo sviluppo che, a prescindere da come andrà, ci sta facendo vivere delle emozioni e delle attese incredibili.
Una grande passione collettiva, una religione senza atei capace di unire chi ha estrazioni sociali e sportive diverse.
Un “credo” dove il miglior modo di difendersi è attaccare e dominare il gioco o almeno essere disposti e intenzionati a farlo, chiunque stia di fronte.
Un “credo” che stravolge ogni calcolo, una preparazione che non tiene conto di nessun calcolo per trasformare movimenti complessi in semplicità. Sotto la guida di un Visionario geniale ed unico. Uno che non solo vede cose e spazi dove altri non vedono ma che riesce a crearli se anche non ci sono.
Uno che plasma, crea e modifica ciò che è fermo, ciò che è una routine cristallizzata in modi sempre uguali nella loro pochezza.
Uno che altri non hanno e noi sì.
E con Lui e la sua armata ci apprestiamo a vivere una emozione che andrà sempre e comunque al di là del risultato.
Provo, in questo tardo pomeriggio di mercoledì, a farmi interprete di quelle che sono le sensazioni e i pensieri di quel popolo foggiano che sogna, spera, ci crede, desidera…
Un popolo che non si ferma dinanzi a nessuna distanza spaziale, che è pronto, tra poche ore, a macinare km per sostenere dal vivo questi ragazzi che lo meritano senza dubbio alcuno.
A questi impavidi tifosi si aggiungeranno quelli da casa, pronti a soffrire, imprecare, sperare…
Siamo tutti avvolti da emozioni che le parole possono solo rimpicciolire.
Se potessimo parlare ora al nostro cuore, sono certa che gli chiederemmo di restare nel petto…
E se gli dicessimo di smetterla di battere così forte, ci direbbe che non conosce altro modo se non farlo in maniera smisurata e disperata.
Se no non è amore, se no non vale la pena di battere affatto… per questa maglia, per questi colori, per quegli undici scalmanati che proveranno, in quel di Chiavari, a fare un bel regalo a quel Foggia che festeggia il suo compleanno, a quell’Uomo senza pari che siede in panchina e che è pronto a soffiare sulle sue 75 candeline… e perché no… anche ad un’intera città che meriterebbe altri e alti palcoscenici…
Mi guardo intorno… il giorno sta andando, ma non è ancora buio.
Poi arriverà la notte.
Forse agitata, forse insonne.
Una notte pronta ad aprire la porta, per far entrare i sogni, le insidie, le speranze sottese, i desideri più nascosti… tutto quanto in un caos inestricabile.
Con l’augurio di continuare ancora questo percorso denso di emozioni e speranze
Perché chi non sogna, non spera.
E chi non spera, non vive.❤️?
4 Commenti
Reitero nei complimenti alla Barbaro. E’ un piacere leggerla.
Complimenti Sig.ra Barbaro, il suo non è uno scarno articolo giornalistico ma un ode ed una stupenda dichiarazione d’amore. Za Fo
Grazie Annalisa e complimenti sinceri per come riesce, sempre, a far voce alle nostre, mie, emozioni. Io vivo in provincia di Cuneo ma sono nativo di un paesino di montagna della provincia di Foggia e tifo Foggia da 60 anni, e Lei può immaginare cosa voglia dire un amore così diverso e per una squadra che non vedo mai dal vivo. Grazie ancora , la leggo sempre con piacere e ammirazione. Forza Foggia Sempre…… il sogno continua!
Al sogno alla realtà . FG e la provincia si collocano ai più bassi livelli del vivere civile. È un luogo spesso a delinquere che fa fuggire chiunque . Nessuno ci rispetta perché non meritevoli…..anche nel calcio ! Non a caso 14 punti dì penalizzazione e rigori determinanti non assegnati (docet ieri sera) e senza dire altro. Occorre a FG un vero risorgimento per il quale però, sento operare pochi idealisti ed istituzioni . Attenzione che comportamenti criminogeni perpetrati conducono alla criminogenicita’ Un abbraccio Forza FG