Tifare è l’infinito del verbo amare

Tifare è l’infinito del verbo amare

Non si fa in tempo a gioire per il trionfo sulla Turris che già si pensa alla prossima, complicata gara di mercoledì sera, allo stadio Partenio di Avellino, per quello che sarà il secondo turno dei playoff, e dove solo una vincerà ed una no.
Noi sappiamo bene chi vorremmo che vincesse… certo.
Ma in verità c’è già un vincitore.
Da sempre. Ha sempre vinto anche quando il risultato ha detto il contrario.
È il tifoso del Foggia. Sì, il tifoso del Foggia. Quello che in silenzio si reca allo stadio con la sua maglietta o la sua bandiera che ha comprato sulla bancarella o forse allo store. Quello che porta la foto di Zeman o di Mancini o di Signori o magari quella vintage di Pirazzini sul vetro del “tre ruote” o la calamita rossonera sul cruscotto.
O quello che va in tribuna, magari con stile naif, ma che – allo stesso modo – non può fare a meno della partita del suo bel Foggia.
Quello di Candelaro o del Cep o del salotto buono.
Quello che paga il biglietto a prezzo di sacrifici, magari con la ritenuta sulla busta paga.
Quello che va all’allenamento per sostenere la squadra prima della gara, soffrendo come in una notte insonne prima di un esame importante.
Quello che si faceva e si fa migliaia di km per seguire la squadra, perché un amore così grande non conosce limiti spaziali né geografici.
Quello della provincia che non ha nulla di meno dagli altri, anzi.
Quello che trema e teme per gli sviluppi societari che saprà solo dopo e per i quali spera che avvenga il meglio.
Quello che, leggendo il giornale, va direttamente sulla pagina della lega Pro, saltando a piè pari le notizie su Messi o Ronaldo perché non sa cosa farsene dei campioni strapagati.
Quello che c’era nel 1965 quando l’Inter euromondiale usciva sconfitta e stupita dal nostro tempio, quello che c’era quando, nel lontano giugno 1989, atterrava l’elicottero sul prato verde dello Zaccheria, che portava il Presidente Casillo, con moglie e figlioletto, dalla lontana Sicilia, quello che c’era durante la serie D perché non importava e non importerà mai la categoria: quella è solo un dettaglio.
È la Maglia che conta.
Ecco chi ha vinto già.
E se poi, come vogliamo, vinceranno anche i nostri ragazzi di ora l’apoteosi sarà totale.
Ma in realtà abbiamo già vinto perché abbiamo il Maestro e ci siamo noi.
Diversi da tutti e spesso contro tutti.
Ma con quell’amore per i colori rossoneri che ci tiene uniti, nonostante tutto..
Un amore che somiglia ad un crescente batticuore di cavalli imbizzarriti dentro l’anima.
Che solo chi ama questi colori può capire e comprendere.
Perché a spiegarsele certe magie si sciupano: è meglio viverle.
Ad Avellino, col cuore❤️?

6 Commenti

  • Bra-va!!!
    Se domani si perde ci saranno molti pseudo-tifosi a criticare il Foggia ed i tuoi articoli , noi tifosi ” malati” saremo sempre al fianco della squadra e di chi rappresenta al meglio la nostra Passione .
    Forza Foggia

  • Ho ascoltato la conferenza stampa di mister gautieri pre foggia, nonostante la grammatica poco fluida ha fatto intendere o meglio ha confermato che la partita sarà messa pochissimo sul lato tecnico ma tutta sulla cattiveria, ha usato la parola cattiveria più di 10 volte e si è capito che non sia cattiveria agonistica. Attento Foggia!!!!

  • Nell’intervista Gautieri arringa i suoi chiedendo la partita perfetta. Considerato che siamo ancora soltanto al primo turno dei playoff (seconda fase), questo è senza dubbio sintomo di insicurezza degli avversari, che temono di dover subire dal Foggia una seconda batosta nel giro di 10 giorni. Ecco, su questo aspetto di apparente agitazione dell’Avellino dobbiamo puntare per accrescere le possibilità di superare il turno. Peraltro, loro sono stati fermi domenica e quindi, sebbene più riposati, hanno perso il ritmo partita. Ciò non toglie ovviamente che partiamo svantaggiati, considerato anche che hanno recuperato dei big come Maniero e Di Gaudio, ma 2 partite di playoff degli altri gironi hanno registrato altrettante vittorie esterne, quindi sperare non costa nulla.

  • Sperare dice paki…io invece dico che realisticamente LA POSSIBILITÀ che il Foggia passi il turno è meno del 50% per ovvie ragioni di piazzamento nella regular…gautieri a giusta ragione dice di metterla sul piano della CATTIVERIA..e non solo agonistica.. poiché una sconfitta per loro a differenza nostra sarebbe una CATASTROFE quindi a tutti i costi vogliono passare…e visto che sul piano tecnico GLOBALE..non individuale..li abbiamo già battuti.. vuole provare con la garra..con cattiveria.. magari GIOCANDO A CALCI…E NON A CALCIO…beh..alla fine siamo undici contro undici..e vincerà chi avrà saputo giocarsela al meglio..se i nostri ragazzi avranno più voglia e più forza… contro ogni aspettativa… possiamo continuare a sognare…odio da sempre i playoff…ma il cuore ancora una volta mi obbliga a crederci..zafo

  • Il punto è che la formula dei playoff con 27 squadre per un posto è completamente priva di senso, quindi tocca far finta di crederci 🙂

  • …..e la favola dei diavoli continua

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