Incompetenza o malafede? Che dubbio amletico!

Incompetenza o malafede? Che dubbio amletico!

Già nel lontano ‘600, il drammaturgo inglese W. Shakespeare, col personaggio di Amleto, era assillato da quel famoso dubbio: essere o non essere?
Più o meno come succede, da alcuni giorni, ormai, alla maggior parte del popolo foggiano, che, esitante e incerto, si sta chiedendo spesso: ” Sarà incompetenza o malafede?”.
Sgombriamo subito il campo da eventuali equivoci: sia chiaro, a priori, che qui non si cercano scuse o alibi.
La squadra allestita quest’anno, lo sappiamo benissimo, non è esente da oggettivi limiti tecnici, dovuti a tanti fattori e non vogliamo che siano una scusante.
Limiti che il Maestro è riuscito in parte a limare, grazie al suo carisma e ai suoi preziosi insegnamenti, forgiando questi ragazzi nel modo migliore possibile.
Per quei limiti, invece, legati al miglioramento della Rosa, ci penserà la società con i vari attori coinvolti. È stato già detto che eventuali e auspicabili progressi sono attesi al secondo anno per vedere se sono “Facta” e non solo “Verba”. È doveroso attendere la fine di questo tortuoso torneo e vedere anche come andrà a concludersi, per poi tirare le somme. Le tirerà chi di competenza e noi avremo il diritto di vagliarle e dire, democraticamente, la nostra.
Dall’altra parte, poi, ci sono limiti legati alle strutture sportive e questi sono antichi. Il Maestro, si sa, non ha una campo di allenamento pienamente disponibile per fare quei due allenamenti al giorno dei quali parla da sempre, essenziali per i suoi metodi. Deve spostarsi qua e là con pazienza e sopportazione. Beninteso, vuole fare due allenamenti al giorno e non dei picnic su prati verdi. Magari se voleva fare scampagnate coi ragazzi magicamente “uscivano” i campi, perdonatemi la battuta ma è surreale tutto ciò.
Detto questo, veniamo al dunque, veniamo a ciò che non è di nostra responsabilità: incompetenza o malafede? Il tifoso rossonero ha il diritto di averlo un piccolo dubbio e tutto questo è grave sia nell’uno, sia nell’altro senso. Incompetenza perché i sei punti delle vittorie sul Catania gridano vendetta. Non è stato competente chi ha “ordinato” questo, non prevedendo che la squadra etnea doveva essere portata per mano al termine del campionato proprio per non ledere un principio sportivo distrutto dalla decisione di cancellarla. E guarda caso , che combinazione, una squadra è stata penalizzata più di altre. E qui, mi chiedo, se sia lecito pensare alla malafede.
Come fare finta di no? Come pure tante altre decisioni arbitrali palesemente non conformi al regolamento e stigmatizzate anche dal Magister che solitamente non parla di questo. Evidentemente anche lui, misurato e garbato, ha ritenuto la misura colma sotto questo aspetto.
Tutto questo, o in un senso o nell’altro, va a ledere quel momento che dovrebbe essere sacro, tramandato dai Greci al barone De Coubertin riguardo allo sport, fonte di vita e comunione tra genti, atleti e semplici tifosi.
Per cui, se non vi è di troppo disturbo, manovratori del Calcio, procurate di regolarizzare le cose perché non è così che funziona: e non ci si condanni se poi a noi viene il sospetto che qualcosa legata alle esternazioni del passato fatte dal Maestro sul marcio che esisteva (ed esiste) in questo mondo vi abbia pesantemente condizionati.
Ma ricordate che Lui, con le sue denunce, potrebbe aver salvato la vita a migliaia di giovani atleti.
Lui che ha sottolineato come i campionati si debbano decidere sul campo e non in freddi tribunali.
E tanto dovrebbe essere solo un merito.
Lunga vita al Maestro❤️?

3 Commenti

  • Sicuramente imperizia, negligenza e incapacità nel non prevedere i riverberi che una decisione del Giudice civile avrebbe provocato sulla regolarità del campionato. D’altro canto, pare difficile pensare che un Organo giudiziario siciliano possa aver voluto interrompere l’esercizio provvisorio della gestione calcistica a poche giornate dalla fine del campionato con il precipuo scopo di danneggiare la posizione del Foggia Calcio :). C’è chi ci ha guadagnato e chi ha perso da questa storia, in sostanza si è trattato unicamente di fortuna/sfortuna. Se Canonico vuol far ricorso, potrebbe venire in rilievo una questione risarcitoria per danno economico subito. Altrimenti si sarebbe dovuto agire d’urgenza chiedendo la sospensione degli effetti della delibera che ha estromesso gli Etnei dal campionato. In quel caso le ultime squadre ad incontrare il Catania avrebbero ottenuto 3 punti a tavolino e noi non avremmo subito la falcidia dei 6 punti in meno.

  • Esattamente cosi;
    Sante parole di una giornalista che ci mette la faccia proprio come ha fatto tempo fà il Maestro ZEMAN,si e proprio cosi le rivelazioni del maestro nuoce alla gente altrui,quella gente di merda che vuole mettere i bastoni tra le ruote la maestro perchè è vero di sani principi calcistici.
    Mi chiedo come fanno coloro a farsi corrompere e non imporre una giusta interpretazione realistica sul questo campionato falsato.Non vi Vergognate a non avere le…..!
    Se fosse stata la Juve o chissà chi avrebbero eliminato il Catania dal campionato e eventualmente sottatto 6 punti alla Juve..?non credo.
    Purtroppo aimè fin quando ci sono e ci saranno persone senza …… e con il polso duro il calcio Italiano sarà sempre una VERGOGNA.P.S.A buon intenditor……!

  • Salve, sig.Gianluca.
    Ho letto con attenzione il suo commento e condivido pienamente il suo sfogo.
    Purtroppo ribadisco la convinzione ( nell’ articolo ho usato la parola ” dubbio” ma chiaramente ero ironica) che il nostro Maestro stia pagando dazio per delle esternazioni fatte in passato.
    Lui, che oltre ad essere Maestro di calcio, lo è anche per gli insegnamenti lodevoli quali l’ onestà, il sacrificio, l’ impegno che, alla lunga, ripaga sempre.
    Una piccola precisazione: La ringrazio infinitamente, ma per onestà Le dico che non sono una giornalista (anche se mi piace dire espressamente il mio modesto pensiero ), ma soltanto una semplice tifosa appassionata di questi colori e seguace di quell’ Uomo d’ altri tempi che siede in panchina.
    Un caro saluto

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