Il calcio non è una scienza esatta

Il calcio non è una scienza esatta

Vorrei analizzare a freddo, con voi cari lettori di FoggiaGol, quello che è successo domenica scorsa nel dopo partita di Foggia-Latina, dopo una sconfitta meritata e giunta dopo una partita giocata in maniera disastrosa. Ho avuto modo di riflettere e cercare una risposta al perché Nicola Canonico, un imprenditore di successo, forte economicamente e non sprovveduto come qualcuno vorrebbe far credere, decide di esonerare Pavone con un comunicato scarno senza alcun dettaglio.

Apriti cielo, si è scatenato il finimondo, 24 ore di silenzio assoluto, poi la svolta. Martedì nel pomeriggio il Presidente arriva a Foggia e si incontra con Zeman, parlano e si chiariscono per tre ore poi arrivano allo Zaccheria e viene convocato Peppino Pavone, altre due ore di confronto poi la grande sorpresa, mentre fuori dallo stadio si mischiavano il fermento dei giornalisti e la spasmodica attesa dei tifosi infreddoliti che si erano radunati per avere notizie, finalmente la fumata bianca: Reintegrato il DS Pavone, ma anche e soprattutto il rinnovo del contratto fino a giugno 2023 non solo per il DS ma anche per Zeman e tutto lo staff tecnico. Quando si dice che il calcio non è una scienza esatta.

La maggior parte dei tifosi aveva già messo in preventivo di non vedere più sulla panchina Zdenek Zeman e in società Peppino Pavone. Invece NO, e poi ancora NO.

Allora perché? Certamente la mediazione svolta fin da domenica sera da Masi, Milillo, Belviso e Annarelli è stata importantissima e determinante per far tornare sui suoi passi Nicola Canonico, o almeno questo è quello che pensano molti se non tutti, sicuramente corrisponderà al vero, ma secondo me in parte. Io ho una mia idea e voglio condividerla con voi.

Sono certo che Nicola Canonico è stato un grande stratega, eccezionale e sottile psicologo, che avendo i due “grandi personaggi” in scadenza di contratto a giugno e non sapendo come fare breccia nel loro cuore per convincerli a rinnovare per un altro anno l’impegno sul progetto, ha pensato bene di fare un’azione di forza, esonerando Pavone per far scattare in Zeman l’ira di chi vuole lasciare, questo secondo il Presidente sarebbe accaduto per una logica, ma anche per l’orgoglio del Boemo, ma anche per riconoscenza verso Pavone che a Pescara quando Zeman fu allontanato, il buon Peppino, per solidarietà, rispetto e amicizia indissolubile, diede le dimissioni. L’effetto ottenuto è stato che non solo dopo solo 48 ore ha reintegrato il Direttore Sportivo accontentando il Maestro, ma come condizione ha preteso a gennaio, cosa mai riuscita e nessun Presidente, nemmeno al compianto Pasquale Casillo, il rinnovo anche per la prossima stagione sportiva, blindando e rafforzando così il Progetto che aveva promesso ai tifosi e alla gente di Foggia. Può essere che io sia un idealista e un sognatore, ma se le cose sono andate così, anche perché non si spiega l’esonero repentino e sorprendente di Pavone, allora Presidente Canonico… “CHAPEAU”.

Adesso dobbiamo aspettarci una chiusura di mercato con il botto e il ripristino della tribuna est con i sediolini nuovi, poi essere consapevoli delle proprie forze e far sì che questa squadra torni prepotentemente a farsi valere, perché se non sarà quest’anno presto il Calcio Foggia 1920 deve, e dico deve, tornare nelle categorie dove merita di essere e se il progetto partito quest’anno si realizzerà allora potremo affermare che è iniziato un ciclo come la prima Zemanlandia.

6 Commenti

  • Dott.Arcano mi sembra un po’ forzata questa ricostruzione e si continua ad ” osannare ” lo stratega Canonico , a me sembra un soluzione che serva a salvare capra e cavoli tanto poi se le cose non andassero come dovrebbero a fine anno Zeman e Pavone sarebbero dimissioni .
    Altro aspetto che nessuno prende in considerazione è la posizione della Pintus ( Masi) che tramite suo figlio ha fatto sapere che Canonico deve ancora ottemperare a tutti gli impegni presi in fase di acquisizione e che comunque Zeman non si poteva perdere .
    Ora far uscire Canonico da questa situazione è giustissimo ma esaltarlo come fine stratega mi sembra eccessivo e se mi consente fate qualche domanda sulla situazione societaria che non è chiarissima.
    Forza Foggia con ZEMAN e PAVONE

  • Buongiorno dott. Arcano e a tutti.

    Io ho un altra visione della cosa e un fatto certo, il fatto è Pescara.
    Zeman fu allontanato a febbraio dopo cittadella persa 2-0 solo perché non è rientrato con la squadra perché il giorno dopo si doveva votare. ma Zeman tornò a Roma lo stesso. Ma durante la settimana pre cittadella Zeman fece una conferenza stampa con Di Battista dei 5 stelle proprio a pescara. A qualcuno durante le votazioni non ando’ giù. Per quanto riguardano le dimmissioni di Pavone a Pescara furono di circa dopo un mese dell’esonero di Zeman. in quel periodo io andavo a vedere gli allenamenti almeno una volta a settimana e parlavo spesso con Pavone persona squisita e disponibile.
    detto questo, io credo che ci siano stati dei contrasti fra pavone e canononico sfociati in un gesto d’istinto con il liceziamento di pavone in tutto queto Zeman non centra niente. ma tra lunedi e martedì le persone si sono parlate, quindi dimostrando buon senso e voglia di andare avanti ancora insieme e meglio. sono convinto che Zeman abbia messo sul tavolino il rispetto dei ruoli e l’importanza del progetto con pavone. anche perché sono convinto che Zeman voglia vincere più di canonico. canonico da parte sua è stato abile con un messaggio forte e chiaro e con i fatti lavorando per il rinnovo di entrambi, e credo che tutta la società e staff tecnico vogliano fare veramente bene a foggia. oggi spero si riparta con più grinta e consapevolezza nel raggiungimento degli obbiettivi ma veri obbiettivi.
    saluti massimialiano

  • Si dipinge Canonico come un’abile stratega quando invece è uno normale che ha fiutato la contestazione in caso di addio del maestro. Ad oggi a livello societario non vedo miglioramenti rispetto alla banda precedente se non la presenza di Zeman e Pavone.

  • Che fantasia Sig. Arcano, solo domenica sera Lei si diceva “deluso e schifato”.
    Triplo salto mortale, Chapeau.
    D’accordo con i commenti precedenti.
    Detto questo sono felice che il Presidente sia tornato sui suoi passi per non lasciarsi sfuggire due mostri sacri, ora c’è tanto ancora da lavorare sia sul campo che in società.
    Sempre FORZA FOGGIA!!!

  • Mi chiedo perché insistere con queste pezze a colori, ormai si sono chiariti, è evidente che Canonico, sulla carta, crede al progetto e che per porre rimedio ad uno scatto d’ira è tornato sui suoi passi, e il rinnovo era l’unica soluzione per dimostrare che crede ancora al progetto.
    Da un certo punto di vista Canonico va anche compreso, troppe vicende extra calcistiche si sono accavallate tra loro, in più la squadra domenicai sembrava scesa in campo da ammutinati, probabilmente sapevano già a cosa doveva accadere nel fine gara.

  • Premesso che siamo contenti se le vicende della nostra squadra volgono al bello, devo dire, caro Bruno, che non condivido la tua ricostruzione .
    Licenziare Pavone per poi condizionare con successo Zeman per ottenere un altro anno di contratto.? E ‘ fantascienza.
    Zeman, uomo di indiscutibile coerenza e che non si è mai piegato a compromessi, non ha mai rinnovato a gennaio neanche quando le cose andavano superbene
    L ‘avrebbe fatto proprio ora in questa situazione critica e per di più soggiacendo a un condizionamento del tipo” se rinnovi per un altro anno, richiamo Pavone?
    Non sta ne’ in cielo ne in terra.
    E compito di seri giornalisti approfondire quello che è successo, e non limitarsi alla superficie , intervistando e incalzando gli stessi protagonisti, chiedendo a Zeman ad esempio, perché ha rinnovato per un altro anno o a Pavone le vere ragioni del licenziamento.
    Anche se la vicenda si è conclusa al momento bene, noi tifosi abbiamo il diritto di sapere la verità.

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