Zeman e il suo Foggia sono a buon punto

Zeman e il suo Foggia sono a buon punto

Il Foggia non tradisce le aspettative della vigilia e piega allo Zaccheria la Vibonese di D’Agostino con un risultato piuttosto largo nel punteggio ma con una prestazione dai due volti, superlativa nei primi quarantacinque minuti della contesa, sconcertante nella prima mezz’ora della ripresa. E sì perché i rossoneri surclassano i rossoblù in lungo e in largo nel primo tempo colpendo per ben quattro volte giocando un ottimo calcio con manovra e verticalizzazioni di zemaniana memoria. Una prima frazione di gioco dove tutti gli uomini in campo hanno sfoderato una prova che ha strappato applausi ai presenti allo Zaccheria, per la verità ancora poca la presenza di spettatori, che si sono sicuramente divertiti. Quattro reti a zero e successo ormai in cassaforte al rientro negli spogliatoi. Successo che al termine del match finirà per arridere a Curcio e compagni che però, come spesso è accaduto nel corso di queste prime sedici giornate, si rendono protagonisti di una mezz’ora che ha macchiato il pomeriggio di grande calcio dei rossoneri. Una mezz’ora nel corso della quale gli uomini di D’Agostino vanno in gol per ben due volte e sfiorano la terza segnatura che non va in porto grazie ad un palo che salva Volpe nell’occasione. Avessero segnato per la terza volta gli ospiti avrebbero riaperto i giochi e fatto trepidare il popolo rossonero che ad un certo punto ha cominciato a mugugnare e si è lasciato andare anche a qualche fischio di troppo. Rilassamento figlio della convinzione di aver già portato a casa i tre punti o le solite amnesie che spesso si impadroniscono della mente di questi ragazzi che continuano a mostrare limiti psicologici e mentali più che tecnici e di tenuta fisica? Non lo sapremo mai ma un fatto è certo che la paura e l’ansia da vittoria mandano in confusione un gruppo che quando gioca libero da pensieri si esprime su grandi livelli. Non a caso allorquando Curcio ha trasformato il calcio di rigore, a dieci minuti dalla fine, che ha ristabilito gli equilibri in campo si è rivisto il Foggia della prima frazione di gioco che ha rischiato anche di dare un risultato tennistico al match. Limiti caratteriali sui quali Zeman non è riuscito ancora ad intervenire a dovere ma che dovranno essere risolti al più presto anche alla luce delle prossime tre gare che attendono il Foggia da qui al termine del girone di andata. A cominciare dalla prossima trasferta di Catanzaro, gara che si giocherà a mezzogiorno e che in giornata ha visto l’esonero di Calabro da tecnico dei giallorossi, e prima di affrontare nell’ordine Virtus Francavilla e Avellino. Tre gare che diranno quali potranno essere i veri obiettivi dei rossoneri in questa stagione.

1 commento

  • Articolo ben strutturato filante, che va a rimarcare puntualmente le fasi cruciali dei 2 tempi della partita dai volti troppo diversi fra loro.ben vengano articoli di calcio ragionato.complimenti.

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