La tranquillità disegna i contorni di un futuro “sostenibile”
Andrò pure controcorrente, ma mi permetto di dissentire: la tranquillità forse stanca animi inquieti come quelli che popolano l’universo Foggia ma è il timbro necessario per vidimare il passaporto del futuro. Social scatenati, tornano le PEC “volanti”, gli abboccamenti, i nomi che riemergono per poi scomparire nell’oblio della volatilità. Troppo silenzio in società? Forse, ma nella confusione i conti si fanno male. Le cifre si analizzano nel silenzio tombale dei documenti e devono quadrare perché la matematica non è un’opinione: “Gli investimenti vanno fatti, ma con moderazione e dando il giusto valore al denaro”. Una frase che una pietra miliare della nuova “ecosostenibilità” calcistica. L’ha pronunciata Stefano Rosso, figlio di Renzo patron del marchio Diesel, uno che non alimenta certo dubbi sulla sua consistenza patrimoniale. Ebbene, in un’intervista alla Gazzetta dello Sport, il presidente del Vicenza ha scritto il manifesto di un’idea moderna di football: “Il nostro mantra è migliorarci sempre, vogliamo vincere ma nel calcio bisogna programmare e gestire, non fare un exploit per poi dover ripartire da zero”. La crisi, infatti, è sempre dietro l’angolo! Per maggiori informazioni chiedere ai tifosi dello Schalke 04, uno dei club più conosciuti di Germania. Quest’anno è arrivata la retrocessione in ZweiteLiga dopo 30 anni e con essa un passivo economico da brividi: 217 milioni di euro, che si sta provando ad arginare vendendo persino la licenza relativa agli E-Sports che potrebbe portare nelle casse della società della Ruhr (protagonista di epici derby con il Borussia Dortmund) circa 30 milioni di euro. E parliamo di un sistema calcio solido come quello tedesco! Ebbene, i conti devono tornare, i passi vanno fatti uno per volta anche a costo di chiedere all’ambiente una pazienza inconsueta per le nostre latitudini. Il Foggia ha una storia d’ambizioni mai sopite, è espressione di una passione che solo chi vive questa città può capire, ma Foggia è pure una piazza disabituata alla tranquillità. Che in questo momento è garantita invece da una proprietà unica: una Corporate di controllo divisa al 50% rendeva sterili iniziative e progetti, giusti o sbagliati che fossero. Con l’acquisizione del 100% della Corporate e dell’80% del club da parte del gruppo Pintus, questa anomalia è stata sanata e oggi – tra l’altro – chi volesse avvicinarsi al Foggia avrebbe un unico interlocutore con cui parlare. Già un passo avanti notevole. Poi è chiaro che la questione tecnica va risolta al più presto, l’allenatore è il fulcro su cui costruire il Foggia 2021/22 e deve essere scelto (se già non lo si è fatto) a brevissimo termine, anche per evitare disorientamento nei giocatori presenti in rosa. Senza chiudere il cerchio contabile, però, tutto diventa più complicato. Ecco perché si può andare un po’ controcorrente e celebrare questa tranquillità come primo passo verso decisioni di slancio e di rapida esecuzione. Del resto, come ha detto Stefano Rosso, occorre “programmare e gestire” e una sana dose di riflessione è più che auspicabile…
1 commento
La competenza e l’intelligenza di Limardi sono un balsamo in mezzo a tanti isterismi