I verdetti del campionato in rossonero, dalla Champions ai playout…

I verdetti del campionato in rossonero, dalla Champions ai playout…

Si è chiusa con un pareggio la stagione regolare del Foggia. L’appuntamento è ora con i playoff, contro Catania o Juve Stabia: un confronto secco, un coacervo di speranza e ribellione, una sfida senza domani per cuori forti e orgogliosi.

Prima di immergerci però nel clima da “dentro o fuori”, vogliamo soffermarci su quello che è stato, sui protagonisti di un’annata sorprendente e “istruttiva”. E allora abbiamo pensato di stilare un’”ipotetica” classifica del campionato 2020/21, con i giocatori in luogo delle squadre e i piazzamenti (scudetto, coppe e zona retrocessione) invece dei soliti voti. Ecco quindi i nostri verdetti.

Titolo e qualificazione alla Champions League.

Lo scudetto va al tecnico Marco Marchionni. Dopo un’estate da Tapiro d’oro, con le apparizioni meteoriche di Capuano e Maiuri a dipingere i contorni di un approccio ancora dilettantistico con la categoria, ecco il tecnico di Cretone, provincia Nord di Roma, una vita nel pallone, lo stop più elegante ammirato quest’anno allo Zaccheria, quello con il Monopoli il giorno della conquista matematica della post season. Equilibrio, misura, educazione. E tanto calcio nel sangue che lo ha reso capace di domare lo spirito elettrico che pervade inesorabilmente la piazza foggiana e di condurre la barca verso approdi sicuri nella tormenta della querelle societaria.

In Champions League Alessio Curcio, e chi altrimenti? La balistica migliore del girone, la genialità espressa nell’azzardare virtuosismi come quello di Torre del Greco, la coerenza nel “matare” le ansie dagli undici metri, quei tremori che avevano bloccato colleghi anche più titolati di lui in terra di Capitanata. La base da cui ripartire per popolare di sogni le notti del popolo rossonero.

In Champions diretta anche Ermanno Fumagalli, l’highlander della “baliza” (la porta, come direbbe CR7), l’angelo dalla faccia sporca, il custode del tempio in sua assenza profanato senza pietà. Un estremo difensore diretto e sfrontato, uno di quelli che piace solo ai tifosi della squadra per cui gioca.

Ai preliminari di Champions si “qualifica” Michele Rocca, una prima parte di torneo da «Top 11» del torneo, un 2021 condizionato invece da infortuni e forse da ambizioni cadette frustate. La classe non è in discussione, è uno da “box to box” secondo i «programmi crescita» di Fifa21, la mezzala dai lampi imprevedibili, che a fine campionato ha avuto l’umiltà di calarsi in un ruolo non suo imposto a Marchionni dall’emergenza in cabina di regia.

Qualificati per l’Europa League

In Europa League “approda” con pieno merito Fabio Gavazzi, il capitano eletto dal campo. La sua esperienza lo ha aiutato nei periodi iniziali di buriana quando qualche errore di troppo e un calendario durissimo (Catanzaro, Avellino, Ternana in sequenza) avevano minato le fondamenta della sua stagione. Pulito e attento, si è guadagnato in allenamento e in partita la stima di tecnico, compagni e ambiente: mica poco in una piazza esigente come Foggia.

Insieme a lui, merita i “palcoscenici europei” anche Gaetano Vitale, lo “scugnizzo” devoto di Padre Pio, una simpatia tutta partenopea unita a un rigore teutonico nella corsa e nell’applicazione. L’Under più continuo, l’allievo che ha carpito i segreti al maestro, una sorpresa per la Lega Pro e un futuro da scrivere con i caratteri dell’ambizione.

C’è però anche un’altra strada per giungere in Europa League: è la finale di Coppa Italia. Se la giocheranno Biagio Morrone e Sedric Kalòmbo (con l’accento parossìtono). Il primo, in prospettiva, è il miglior talento rossonero; il secondo ha rappresentato la regolarità in un torneo per tanti versi “irregolare”. L’uno è cresciuto sotto la sapiente guida di Marchionni che lo ha custodito per lungo tempo in una teca protetta, l’altro ha mostrato sì dei limiti tecnici ma non ha mai lasciato il terreno di gioco senza avere la maglietta impregnata di sudore.

Ai playout

Non ci sono retrocessioni dirette nei nostri verdetti virtuali, la salvezza può ancora arrivare, magari realizzando nei playoff quei gol mancati in campionato. Ci riferiamo a Ibou Balde e Simone Dell’Agnello: una rete decisiva e qualche “idea in potenza” per il fratellino di Keita Balde; una perla con la Juve Stabia e tanta attesa non corrisposta per il ragazzo cresciuto nell’Inter. Pochi centri in due (scusate la banalità, ma il gol è l’essenza di un attaccante!) e l’incompiuto che traccia il confine tra progetti e creazioni…

Abbiamo voluto giocare costruendo una graduatoria ideale, ricordando comunque che tutti hanno contribuito all’ottimo (viste le premesse) torneo del Foggia. È inutile sottolineare come si vinca e si perda sempre insieme, qualcuno però – magari – è capace di “pesare” sulla vittoria un po’ di più di altri…

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *