Pausa di riflessione in casa Foggia prima del rush finale
E mentre in casa Foggia si comincia a fare la conta sui disponibili per la trasferta di Palermo, in programma il prossimo 14 Aprile, è il momento di triplicare le forze per superare senza eccessivi danni la convivenza con la pandemia che è entrata prepotente nello spogliatoio rossonero e farsi trovare pronti al rush finale da qui al 2 Maggio. L’obiettivo sarà, come ha dichiarato il Direttore tecnico Ninni Corda intervenuto ieri sera nel corso della trasmissione KickOff andata in onda dagli studi di Teleblu, quello di raccogliere al più presto i punti necessari per essere sicuri matematicamente di partecipare alla lotteria dei playoff un traguardo di tutto rispetto sul quale nessuno avrebbe scommesso alla vigilia di questa stagione. In questo momento crediamo sia utile rimanere tutti concentrati sull’obiettivo e magari perché no migliorare anche l’attuale settima posizione in classifica. Lavorare in silenzio senza grossi proclami così come sta facendo anche la compagine societaria ad un mese e mezzo circa dal suo insediamento ai vertici del club. A tal proposito siamo abituati, come sempre, a raccontare le storie di casa Foggia guardando ai fatti e alle vicende attuali in seno al club più che le chiacchiere che taluni personaggi ci avevano abituato ad ascoltare da mesi attraverso le solite apparizioni nei “soliti salotti” televisivi degli “amici” compiacenti. Si continua a dare addosso a questa nuova compagine societaria che si è insediata da poco più di un mese e mezzo ma non si ama sottolineare che chi è al timone del sodalizio rossonero in questo momento ha scucito fior di quattrini per rilevare la quasi totalità delle azioni del club e che, senza facili proclami, sta lavorando alacremente per il bene del calcio in questa città. Di chiacchiere e promesse ne abbiamo ascoltate a iosa e chissà perché si permetteva, a chi era a capo di questo club, di fare il bello ed il cattivo tempo facendo passare ogni tipo di dichiarazione per oro colato. Ora è il momento dei fatti. Chi aveva promesso di portare il Foggia in serie B nel giro di tre anni e chi aveva tranquillizzato la piazza affermando in taluni “salotti” di avere la forza di andare avanti anche da solo ora non c’è più. Se ha lasciato evidentemente non c’era tutta questa volontà di andare avanti, così come la solidità economica tale per sostenere una formazione ed un club tanto blasonato in una piazza esigente.
Il calcio si fa investendo, programmando. Valuteremo strada facendo i fatti, senza farci abbindolare da proclami come quelli che hanno riempito le pagine dei giornali nei mesi passati. Rispettiamo chi ha scelto di operare in grande silenzio, soprattutto in un momento così difficile e delicato imposto dal contagio dilagato anche nella famiglia rossonera. Abbiamo sempre sottolineato che le redini della società dovevano essere tenute da una sola persona, in modo da non scaricare responsabilità ed essere giudicata unitariamente.
Intanto per tornare al calcio giocato ciò che ci interessa maggiormente in questo momento è la salute della squadra che deve terminare la stagione regolare prima di regalare le emozioni play off al popolo rossonero. Tutti uniti per il raggiungimento dell’obiettivo sul cui esito positivo molto dipenderà da come il gruppo risponderà alle sollecitazioni psico fisiche da ripresa dell’attività agonistica dopo circa venticinque giorni di sosta forzata. Bisognerà riprendere da dove ci si è fermati con lo stesso entusiasmo e la stessa voglia di continuare a sorprendere chi ancora è scettico sulla forza di questo gruppo. Bisognerà continuare a fare punti come è stato fatto da inizio stagione quando i risultati positivi mascheravano ben altri problemi.