Il guerriero “greco” nato a Crotone: Gabriele Germinio

Il guerriero “greco” nato a Crotone: Gabriele Germinio

Estate millenovecento settantacinque, un giovane cantautore calabrese incide e pubblica una canzone che avrebbe riscritto per sempre le leggi del mercato musicale e che avrebbe fatto cantare generazioni intere di italiani. Questo venticinquenne si chiama Salvatore Antonio Gaetano, anche se sua sorella preferiva chiamarlo Rino – come noi tutti lo abbiamo conosciuto – il quale aveva già pubblicato dei brani, che non ottennero però il successo sperato; anzi furono un vero e proprio flop. Ma il nostro Rino non si perde d’animo e con la caparbietà e l’ironia che lo contraddistinguono, arriva a comporre un pezzo della durata di otto minuti, scritto in una notte nel seminterrato di casa, dove vive con i suoi genitori; che lo avrebbero voluto bancario. Rino non si arrende, è motivato e soprattutto non vuole finire a lavorare in banca ed è così che nasce forse una delle canzoni più belle di sempre, dal titolo “Ma il cielo è sempre più blu.”

Il testo della canzone si basa su una serie parallelismi che esprimono le contraddizioni della società di fine anni settanta. Una lunga sfilza di disuguaglianze che ogni giorno incontriamo nella nostra vita, le quali diventano però vane davanti ad una frase semplice, ma carica di un valore intrinseco talmente forte da far invidia a milioni di libri e convegni sul tema. Perché il cielo è sempre più blu, anche di fronte alle tante ingiustizie e ai tanti soprusi che subiamo ripetutamente. Perché il cielo è sempre più blu, per tutti.

Ed è proprio sotto il cielo di Crotone, città natale di Rino, che nasce Gabriele nel millenovecento novantotto. Crotone è una delle città più belle e “contaminate” della nostra penisola, luogo d’incontro tra greci e bizantini. La leggenda vuole che il nome della città derivi dell’eroe greco “Crotone”, figlio di Eaco, che morì ucciso per errore dal suo amico Eracle.

Come un valoroso guerriero, a Gabriele è affidato il compito di difendere dalle insidie nemiche la retroguardia rossonera in terra foggiana. Le battaglie non sono poche e la guerra non è ancora conclusa, ma dal canto delle sue ventitré presenze con la casacca del Foggia – condite anche da una rete – per il nostro Gabriele, l’esperienza dauna può già considerarsi più che positiva. Ma per uno come lui le soddisfazioni fanno parte del passato, un vero guerriero deve essere, per forza di cose, proiettato più al presente rispetto a ciò che è stato ed ecco che dopo tre stagioni con la maglia del Rende e il conseguente trasferimento al Foggia, è importante continuare a sognare e anche in grande.

Mastino dal metro e ottantatré, abile anche con i piedi, Germinio è per media voto uno dei calciatori migliori di questa stagione. Ragazzo semplice e legatissimo alla propria famiglia, Gabriele si è sempre fatto trovare pronto quando mister Marchionni lo ha utilizzato in una Serie C, non facile per le motivazioni che conosciamo ampiamente. Numero 13 sulle spalle come i più grandi difensori del passato, un omaggio alla scuola di centrali nata con Alessandro Nesta e portata avanti dai vari Astori, Romagnoli, Bastoni, Rossettini, Caldara, Peluso, Ranocchia e tanti altri.

A ventitré anni, si ha l’età giusta per imporsi e programmare senza ansia il futuro, anche se le vittorie più belle si ottengono, senza stare troppo a pensarci sopra. Gabriele, solamente qualche anno fa, non avrebbe mai immaginato il calore di una terra come quella della Capitanata, tanto diversa dalla sua Calabria ma non per questo meno passionale. Gabriele si sa noi meridionali siamo fatti così ci esaltiamo e ci affezioniamo subito ai nostri beniamini. Che questo sia solo l’inizio di un piacevole viaggio insieme sotto un cielo sempre più azzurro da colorare però di rosso e di nero perché questa città vuole bene ai suoi figli adottivi come fossero propri.

E come Rino canta:

“La bella stagione che sta per finire

Ti soffia sul cuore e ti ruba l’amore”

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