Mercoledì la Vibonese per dimenticare Bari. Arriva in città la Pintus
Continua il momento no dei rossoneri di Marco Marchionni che anche al “San Nicola” hanno mostrato tutti i loro limiti soprattutto nel reparto avanzato con il Foggia che non va a rete da oltre quattrocento minuti. Un atteggiamento che comincia a preoccupare seriamente il popolo rossonero che, da quattro domeniche, continua a non vedere più in campo quella formazione che con carattere, grinta e sano agonismo aveva ribaltato i pronostici negativi di inizio stagione. Anche in terra barese sono venuti meno gli uomini più rappresentativi della compagine di Marchionni con Curcio e Rocca sotto tono e lontani parenti dei due calciatori che avevano tirato la “carretta” da inizio stagione dimostrando di essere elementi di altra categoria. Lo stesso Salvi sembra non essere più il calciatore faro del centrocampo mentre qualche altro uomo appare stanco e avrebbe bisogno di rifiatare ma il Foggia ha un problema da non sottovalutare quello della panchina che non ha validi elementi capaci di poter sostituire i più titolati compagni di squadra. Il mini ciclo di quattro gare terribili si è chiuso con il quarto stop consecutivo che, a questo punto, mette in discussione anche la posizione di classifica che rischia di far uscire i rossoneri dalla zona playoff considerato il recupero di formazioni che sono a soli tre punti da Fumagalli e compagni. Da Bari ci si attendeva un cambio di rotta da parte di questi ragazzi che vestono la gloriosa maglia rossonera ma purtroppo il popolo foggiano è rimasto deluso ed ha dovuto incassare l’ennesimo boccone amaro come accade da circa un mese nel corso del quale il calendario si è divertito a mettere uno dietro l’altra le formazioni che occupano le prime quattro piazze del girone meridionale di serie C. Fa rabbia il modo in cui è maturata la sconfitta in terra barese con i padroni di casa che sono rimasti in dieci uomini poco prima della mezz’ora per l’espulsione di Maita e che hanno perso Ciofani per infortunio qualche minuto dopo con il Foggia che non ha mai dato un minimo cenno di reazione. Una formazione che non va a rete da quattro partite e da più di 400 minuti e anche al San Nicola è stata incapace di offendere. Nella ripresa, nonostante i cambi che Marchionni ha mandato sul terreno di gioco, la musica non è cambiata fino al gol su calcio di punizione di Cianci, dopo un’ora di gioco, che ha inventato un eurogol e che ha spezzato gli equilibri tra le due formazioni dando slancio alla vittoria dei galletti di Carrera.
Una sconfitta che ha gettato nello sconforto il popolo rossonero proprio nel giorno del cambio al vertice societario con la Maria Assunta Pintus che ha rilevato le quote in capo a Roberto Felleca che deteneva il 50% della Corporate. Neanche il tempo di archiviare il derby di Bari che mercoledì il Foggia tornerà in campo allo Zaccheria alle 15 contro la Vibonese, che è sicuramente un avversario alla portata dei rossoneri, ed ha l’occasione per tornare al successo e riscattare questo periodo negativo del Campionato. Un impegno che non bisogna assolutamente sbagliare e che va sfruttato al massimo per cercare di tornare alla vittoria senza snobbare però l’avversario che è in lotta per evitare un posto nei play out. Proprio in vista della sfida di mercoledì il gruppo si è allenato anche ieri domenica. Attivazione tecnica, esercitazioni tecnico tattiche sulla fase di possesso e non, partitella a campo ridotto per chi non è sceso in campo al San Nicola compresi i calciatori entrati a gara in corso. Palestra invece per chi ha giocato i novanta minuti. Allenamento individuale per Said, differenziato per Aramini, terapie specifiche per Turi.
La gara di mercoledì potrebbe essere anticipata, o martedì o subito dopo il match, da una conferenza stampa della Maria Assunta Pintus che dovrebbe arrivare a Foggia nelle prossime ore ed esporre il proprio progetto e dare inizio alla nuova era in seno al Calcio Foggia 1920.
1 commento
Tiziano, avendo un buon rapporto con lei chiedile cosa intende fare del nostro amato Foggia. Inoltre falle presente che continuità del progetto non significa salvarci o entrare nei playoff giusto cosi. Foggia ha un blasone e una storia per cui ha bisogno di una programmazione con persone solide e che comprende un centro sportivo solo così potremmo avere un futuro diversamente c’è solo una cosa cedere la società ad un gruppo solido come quello Di Silvio.