Foggia, parla il mister Auteri: “Ci sono i presupposti per ripartire, Foggia deve tornare ad essere importante”

Foggia, parla il mister Auteri: “Ci sono i presupposti per ripartire, Foggia deve tornare ad essere importante”

Il Presidente Casillo è pronto ad iniziare la nuova stagione del Foggia, guidato da Auteri in panchina, il quale si è presentato ai microfoni in conferenza

Il nuovo Foggia Calcio sembra prendere forma dopo la scorsa stagione non sicuramente esaltante, che li ha portati in Serie D sul campo, salvo poi di riconfermarsi in Serie C, aspettando la conferma della riammissione che avverrà nei prossimi giorni. Dopo la presentazione del nuovo Ds Casella, oggi ha parlato ai microfoni il mister Gaetano Auteri. L’ex Benevento tra le tante, è entusiasta di aver abbracciato i colori rossoneri.

Di fianco al nuovo tecnico c’è il Ds Casella, che ha ricordato anche gli altri tasselli inseriti all’interno dello staff, come Simone Calori (allenatore in seconda), Giacomo Cofano (preparatore atletico) e Domenico Botticella (preparatore dei portieri, già presente nelle scorse stagioni.

La conferenza stampa si apre con la presentazione al mister della storia del Foggia, con riferimento ad un allenatore come Roberto De Zerbi, ora al Tottenham in Inghilterra. Queste le prime parole di Auteri: “Foggia è un ambiente con grande storia e tradizione, trasporto e passione. Il mio passato recente è aver avuto la possibilità di vedere colleghi allenare in questa città. Auteri non deve funzionare come specchietto. Ho allenato gruppi forti e giovani, cercando di ottenere il massimo, come dipendente della società e alla chiamata del Foggia mi sono precipitato, l’obiettivo lo deve esprimere la società. Ci sono sempre momenti in cui si inciampa, la bravura è quella di rialzarsi. Sicuramente è una piazza di enorme stimolo per me, quello che andremo a fare lo vedremo insieme, una delle prime volte in cui ho chiesto un biennale perché cominciamo un percorso di lavoro. In questo momento ci sono i presupposti per ripartire, Foggia deve tornare ad essere importante, cosa svanita nel recente passato. Tutti insieme possiamo fare tanto per ripartire dall’anno zero e ripartire più in alto possibile. Vedremo poi il ripescaggio, quando e dove, limitiamo a conoscerci”.

La società in questo momento deve fare i conti ancora con il ripescaggio con l’ufficialità a breve, ma nel frattempo i tifosi iniziano a rispondere in positivo con 4000 abbonamenti nel giro di poco tempo. Auteri risponde così: “Non c’è dubbio al di là degli orientamenti che avremo e degli obiettivi da raggiungere. C’è grande fiducia e questo mi fa piacere. Amiamo lavorare sul campo senza parlare. Dobbiamo produrre con il contributo di tutti per creare identità calcistica importante. Partiamo dall’anno zero. Costruiamo un’identità, dal punto di vista di risultati sportivi è difficile fare previsioni. Se noi usciamo bene dal mercato e io mi rendo conto che siamo stati fortunati, io devo essere certo nel dire le cose, stiamo tutti insieme e contribuiamo. La città deve rinascere e da un punto calcistico anche voi siete parte importante (giornalisti). L’interesse è comune. Personalmente non mi interessa vincere campionati per me stesso, sono sicuro che lo farò ancora, però amo lavorare con la mia società, realtà calcistica di grandissimo spessore, portare risultati che non vuol dire solo vincere le partite. Se saremo bravi di farlo in sintonia è bene, sono contento che in questo biennio il Foggia entrerà in altra dimensione”.

Nel corso della sua carriera da calciatore, Auteri si è ambientato in diverse piazze, scontrandosi anche con il Foggia, lanciando un messaggio anche ai tifosi: “Hai toccato il tasto giusto del destino. Dentro di me ho sempre sperato ad allenare in un posto come questo, non sono stato in piazze scadenti, però Foggia è una realtà particolare. Con i tifosi del Foggia non ho mai avuto nessun tipo di screzio”.

Il punto cruciale è il calciomercato, e il riferimento va anche sull’aspetto tattico che Auteri adotterà nella prossima stagione, ma il Ds chiarisce il primo punto: “Da un punto di vista tattico sarà il mister a rispondere. Sul mercato bisogna investire soprattutto in modo che si faccia riconoscere ai tifosi l’orgoglio che è mancato negli ultimi anni. E’ prematuro cominciare a identificare dai nomi, insieme a Pavone e Casillo bisogna avere l’orientamento giusto però dobbiamo aspettare tempi tecnici e burocratici. Da quel punto in poi lavorerete con più serenità (giornalisti). È una garanzia per il progetto. Abbiate pazienza in questi giorni, che ci permetteranno di concretizzare non solo con le parole. Bastano solo poche centinaia di euro o tempistiche differenti per cambiare il lavoro mercato”.

L’allenatore prosegue su quello che sarà il nuovo Foggia, con nuove figure e soprattutto con l’idea di vedere un gioco più propositivo in Serie C. Il pensiero di Auteri: “Vedremo che rosa comporre, ma non lo dirò più perché non deve sembrare un alibi. Abbiamo conoscenza per essere competitivi, dal punto di vista tattico il calcio si evolve, fatto di esempi, capisco che dovete definire numeri, ma il calcio è fatto anche di movimenti. Dovremo essere bravi ad attaccare. Quando serve attaccare con ferocia tutti insieme. Vedremo la rosa da comporre e saremo in grado di fare tante cose, il calcio è fatto di movimento. Io posso metterli in campo, poi però con il fischio d’inizio i calciatori si muovono”.

Il bicchiere mezzo pieno è quello di poter ricostruire una rosa da zero, senza considerare nessun paletto, mirando a calciatori giusti e con la giusta determinazione e voglia di fare bene per i colori rossoneri. Per Auteri questo è sicuramente un vantaggio: “Il foglio bianco lo dobbiamo aprire bene, avere un vantaggio, mancano le tempistiche. Ringrazio la tifoseria perché sono stato accolto bene e mi dà stimolo enorme. Quello che posso garantire non è il risultato, ma un lavoro adeguato e crescita continua e costante, se partiremo da 6 saremo in grado di arrivare a 7, di certo dobbiamo porci un obiettivo. In questi anni Foggia deve tornare ad essere di alto livello calcisticamente parlando”.

Il tecnico ha accettato una zona calda come Foggia, mettendo in secondo piano altre squadre (del nord), in cui poteva esserci progettualità e concretezza per gli obiettivi, ma la scelta è stata differente: “La figura degli allenatori in questo mondo del calcio è settoriale, solo in un anno potevo andare al Padova ma la società non mi liberò (10 anni fa). Io non amo tanto apparire, forse in questo mondo un po’ di più la forma, l’immagine, alcune cose le avrei fatte diversamente, ma sono una persona per bene, generoso, lavoro per una società fino alla morte, sono dipendente della mia società e devo produrre”. 

I meriti sono difficili da conquistare, soprattutto se ci si trova in campionati piuttosto complicati e piazze decisamente “calde”, come quella di Foggia. Auteri la prende larga, evidenziando l’aspetto collettivo anziché individuale: “Il calcio è un po’ stano, a volte può cogliere alcune cose, ma questi meriti ritornano. È difficile vincere tante partite, con il tiro sbilenco della domenica che finisce all’incrocio dei pali. Non è solo questo il calcio (essere belli, dominanti), ma dobbiamo giocare tutti quanti insieme. Quando ci sarà da difendere il risultato con attenzione e determinazione, ma non c’è bisogno di stare dietro la linea a oltranza. Se serve portare a casa il risultato, la palla può andare anche fuori dal campo”. 

Tra pochi giorni inizierà il ritiro del Foggia, e la sua visione e modo di giocare viene associata a quella di Roberto De Zerbi, che ha incantato per alcuni anni da allenatore rossonero e Auteri lo ricorda con piacere. In seguito spiega il tipo di lavoro che si svolgerà in ritiro: “Io l’ho chiamato e l’ho ringraziato. Quando si fa agonismo si è contro, non mi piace stringere la mano quando perdo, ma rimangono alla fine del confronto i valori veri. Ero a Matera nei primi anni di De Zerbi al Foggia. Intorno alla nona/decima inizio a vederlo. Ci possono essere equivoci in campo, è naturale. Abbiamo già predisposto con il mio staff un percorso di lavoro. Io mi auguro che dal 30-31 luglio riusciamo a lavorare poi vedremo cosa uscirà fuori. Non avremo tanto tempo, sappiamo cosa fare, staremo bene per il periodo in cui saremo, nessuna squadra è al top. Abbiamo competenze e conoscenze per fare conoscenze giuste”.

I satanelli hanno attraversato periodi complicati nella scorsa stagione, per tutti i motivi che oramai conosciamo. Sarà fondamentale ripartire dal ritiro per dimenticare quanto accaduto solo qualche mese fa, con la retrocessione in D sul campo. Auteri lo sa benissimo, e cercherà di cambiare la rotta sin da subito: “Metteremo dentro la valigia entusiasmo, conoscenza, competenza, passione, senso di appartenenza, metteremo tutto quello che sarà possibile inserire. I giocatori hanno bisogno di linee guida, dei giusti principi. Attraverso quelle il gruppo supererà le difficoltà, quindi metteremo tutto dentro. Quello che c’è stato in precedenza non vorrei esprimermi perché non ero presente”. 

Il mister Auteri ha confermato il biennio che lo legherà al Foggia a partire dalla prossima stagione. Per raggiungere gli obiettivi, bisognerà avere delle idee chiare: “Tutti dobbiamo avere bene in mente con chiarezza quello che deve essere il nostro percorso che per noi è iniziato 10/15 giorni fa, deve essere obiettivo. Quello che dobbiamo essere bravi a fare, durante il campionato ci sono momenti negativi, dovremo essere bravi a confermarlo quando sarà il momento. Nessuno può vincere tutte le partite. Voi giornalisti siete una parte fondamentale, attraverso quello che dite e i concetti che esprimete”.

Da oramai diversi anni si è notato un dislivello tra società del nord e sud, e tornando sull’accordo di contratto da lui firmato (2 anni), a differenza delle squadre meridionali il progetto non è considerato quasi sempre a lungo termine. Auteri cerca di dare una spiegazione in merito: “Sono tutte realtà diverse. Devi avere proprietà che investe milioni di euro, o calcio sostenibile. Ho accettato un calcio ricco di idee (tutti insieme). Possono anche esserci risultati negativi, però c’è quantomeno una base per poter ripartire. In nessuna categorie (Serie A a parte) ci sono certezze e non si può sapere nulla. L’unico giudice è il campo”. 

L’aspetto tattico è uno dei fattori fondamentali per costruire il futuro del Foggia calcio, ma Auteri vorrà prima vedere come si concretizzerà per davvero il mercato, per fare poi delle dovute riflessioni in merito: “Vedremo come usciremo da queste situazioni di rosa, il calcio è fatto di movimento, se si vuole aggredire in alto in un certo modo, per i numeri”.

L’ex Benevento ha allenato tante squadre, una delle quali gli è rimasta più a cuore e cercherà prendere spunto dall’esperienza vissuta a Matera: “Mi piace ricordarne una, ovvero Matera. Nel girone d’andata eravamo primi in classifica, ma poi non abbiamo vinto il campionato per una serie di motivi, si giocava a “porta romana”, ma non mi piace ricordare il passato”.

Questi primi giorni sono stati bollenti, non tanto per la temperatura quanto per ciò che accade all’interno della società, e il tecnico ci dà delle delucidazioni riguardanti il suo arrivo a Foggia: “Ci sono state delle riunioni di lavoro, faccio campo e casa, a volte mi toccherà uscire soprattutto nei momenti brutti, sono in una città che vive di calcio e mi piace essere educato, disponibile con i tifosi”.

A Foggia è mancato il bomber d’area di rigore alla “Iemmello”, tanto per intenderci. Per cui la domanda è lecita, ed è giusto aspettarsi un calciatore esperto nella realizzazione per tornare a sognare in grande, perché le vittorie passano soprattutto dalle reti siglate: “Io vorrei un giocatore che faccia gol, magari con possibilità di essere assistiti da una squadra, perché il calcio è gioco totale, dobbiamo essere pericolosi e soprattutto che si abbia vena realizzativa. Dobbiamo essere bravi difenderci tutti e fare gol. I nomi ce li teniamo per noi, poi ve li diremo”.

Il mercato per il Foggia non è ancora iniziato, e per questo la dirigenza sarà molto decisa su quali calciatori puntare, e soprattutto toccare il ruolo sul quale far eccellere l’intera squadra: “Il calcio è in continua evoluzione, competenza esperienza, limiti gli errori, a sbagliare sbagliamo tutti. Abbiamo conoscenza, esperienza, riflessioni che portano a fare opportune valutazioni. Le novità ci possono essere sempre. La squadra è importante, l’individuo si deve esaltare, senso e contributo di una squadra, tutti insieme diventiamo squadra, dopodiché verranno fuori al 100%”.

C’è tanta curiosità di scoprire i nuovi volti del Foggia che calcheranno il terreno di gioco dello stadio Zaccheria, ci sono stati dei contatti e apprezzamenti, ma il Auteri preferisce non andare oltre: “Auteri non è l’unico che dice che Foggia è piazza appetibile, i giocatori hanno espresso il piacere perché hanno fiducia e c’è un progetto nuovo, speriamo che questo si concretizzi”.

Il campionato di Serie C è molto intrigante, con squadre molto attrezzate e pronte a far male in qualsiasi modo. Anche le “piccole” spaventano e non poco: “Questo girone si differenzia non solo per qualità di squadre, tante outsider e qualità calcistiche piccole che hanno ottime società anche se di piccole dimensioni. Il girone lo conosciamo, mi aspetto un campionato difficile, nessuno vince in partenza, ma solo seminando di partita in partita”.

Il Foggia sta per prendere forma, e con il vice Simone Calori sarà molto interessante capire l’impronta della rosa ancora da allestire, e il mister non vede l’ora di cominciare, carico come non mai: “Con Simone ci conosciamo da un po’ di tempo. Nel percorso allenatori ci sono situazioni che variano, Abbiamo esperienza e conoscenza. Gli aggettivi sono tanti se mi limito ad un solo metterei primo e ultimo (offensiva e difensiva), dominante (gioco d’attacco) e feroce (impedire che ti possano far male)”.

Dopo quanto accaduto nello scorso Monopoli-Foggia, con invasione di campo di un gruppo della tifoseria rossonera, lo stadio sarà a porte chiuse per le prossime 2 giornate, mentre Auteri avrebbe sicuramente preferito ben altro: “Purtroppo non possiamo cambiarle, si gioca sempre sul rettangolo di gioco, è chiaro che avremmo preferito evitarle”.