Foggia, da dove ripartire? Analisi e possibili punti fermi per inseguire i playout

Foggia, da dove ripartire? Analisi e possibili punti fermi per inseguire i playout

Dopo l’ennesima prestazione deludente, diventa inevitabile interrogarsi su ciò che non sta funzionando nel Foggia e su quali possano essere le basi da cui ripartire per provare almeno a difendere la possibilità di giocarsi la permanenza in Serie C attraverso i playout. Analizzando il rendimento – si fa per dire – dei calciatori scesi in campo nelle ultime gare, emergono alcune considerazioni che appaiono abbastanza evidenti anche senza essere tecnici di professione.

Il primo punto fermo sembra essere la porta. Perucchini si conferma un elemento difficilmente sostituibile tra i pali, spesso tra i pochi a garantire affidabilità in una stagione complicata. Come dodicesimo, Magro rappresenta una soluzione più che valida: nella gara di Coppa aveva offerto buone sensazioni e potrebbe garantire tranquillità in caso di necessità più di Borbei.

In difesa, la coppia Biasiol–Giron appare tra le poche certezze. Con il recupero di Buttaro, la soluzione di una linea a tre potrebbe diventare un’opzione interessante e tutto sommato equilibrata. In caso di bisogno, Minelli e Rizzo sembrano offrire maggiori garanzie rispetto a Staver, che nelle recenti uscite non ha convinto pienamente.

A centrocampo il discorso si fa più delicato. Garofalo ha dimostrato di rendere meglio da mezzala destra piuttosto che nel ruolo di playmaker, dove fatica nella fase di interdizione e a incidere nella costruzione del gioco. Tra i titolari dovrebbero trovare spazio Eyango e Menegazzo, mentre Castorri e soprattutto Romeo, sono apparsi fuori condizione nelle ultime gare e potrebbero beneficiare di un periodo in panchina per ritrovare brillantezza.

Le maggiori difficoltà sembrano emergere sulle corsie esterne. Dimarco e Valietti, finora, non sono riusciti a offrire il contributo sperato, lasciando spesso la squadra priva di spinta e profondità sugli esterni.

In attacco, invece, la sensazione è che il tridente più efficace possa essere composto da D’Amico, Liguori e Cangiano, con Nocerino come alternativa pronta a subentrare. Più complicata la situazione per Tommasini e Bevilacqua: entrambi, fino a questo momento, si sono dimostrati poco incisivi sotto porta e, giocando prevalentemente di spalle alla difesa avversaria, faticano a incidere nella fase offensiva.

Alla luce dell’attuale classifica, però, la situazione appare estremamente complicata. Il Foggia occupa l’ultimo posto e il calendario non lascia certo spazio all’ottimismo: all’orizzonte ci sono due trasferte consecutive, prima sul campo della capolista Benevento e poi a Cava de’ Tirreni contro la Cavese, sfide tutt’altro che semplici. In questo scenario, per riuscire almeno ad agganciare la zona playout e giocarsi la permanenza in Serie C servirebbe un autentico miracolo sportivo.

Anche perché i numeri delle ultime settimane raccontano una crisi profonda: nove sconfitte consecutive hanno fatto precipitare i rossoneri all’ultimo posto e minato pesantemente il morale dell’ambiente. Proprio per questo, trovare una struttura stabile e valorizzare i pochi punti fermi rimasti potrebbe rappresentare l’unica strada per provare a invertire la rotta.

Il tempo stringe e il Foggia non può più permettersi ulteriori passi falsi: la corsa verso i playout passa inevitabilmente da scelte chiare, da una reazione d’orgoglio della squadra e da un cambio di marcia che, a questo punto della stagione, appare quasi indispensabile.