Un Foggia in caduta libera
L’ultima sconfitta al “Viviani” di Potenza ha aperto una serie di domande. Il Foggia non solo non ha un gioco, ma non riesce ad avere nemmeno una reazione istintiva, di cuore. È un Foggia che preoccupa molto perché ormai è da diverse partite, esclusa la parentesi a Casarano, che i ragazzi di Delio Rossi stanno mostrando una evidente e preoccupante difficoltà a reagire. Qui non si tratta di sudare la maglia, perché i ragazzi hanno sempre mostrato un certo impegno, ma si tratta di capire se questa squadra possa disputare un campionato sereno. Che la rosa non fosse competitiva si era capito già durante la preparazione estiva, ma la situazione si è clamorosamente palesata con il lungo infortunio di Petermann. Il Foggia non ha nessuno che possa costruire gioco e fare da collante tra attacco e difesa. A Potenza, dopo il doppio vantaggio dei lucani, tutti si aspettavano una reazione dei ragazzi nel secondo tempo. Così non è stato e non si è visto un solo tiro in porta degno di nota dei satanelli, anzi sono stati i lucani ad avere sfiorato altre reti in varie occasioni.
Come sottolineato dallo stesso Rossi a fine gara, i ragazzi non hanno avuto alcuna capacità di reazione, si sono spenti ma vanno comunque aiutati e spetta a lui trovare le giuste contromosse.
Sicuramente preoccupa la classifica, con i satanelli al penultimo posto, ma preoccupa ancora di più questa evidente incapacità di reazione. La fase difensiva è assolutamente deficitaria e ogni azione degli avversari è una potenziale azione gol. Il centrocampo, senza Petermann, è evanescente e privo di uomini in grado di fare da filtro ed impostare. L’attacco, il peggiore del girone con solo 7 reti, sta mostrando tutti i limiti realizzativi con Sylla, D’Amico e Ilicic in evidente difficoltà.
Se a questo si aggiunge il perdurante disinteresse e distacco dei tifosi che non seguono più la squadra nei turni casalinghi, allora la situazione è veramente preoccupante.
Preoccupa l’idea di una società che da tempo ha deciso di mollare tutto in attesa di possibili acquirenti, preoccupa l’idea che a gennaio non è detto che si possa fare mercato di un certo livello, preoccupa il distacco e il disinteresse di una tifoseria che non si sente più rappresentata da questa società.
Il Foggia è un patrimonio di tutti e va difeso con ogni mezzo; servirebbe un esame di coscienza da parte di tutti ma soprattutto da parte della società.
Ha ragione Delio Rossi quando afferma che bisogna fare quadrato attorno ai ragazzi e che non ha nulla da rimproverare a dei ragazzi che sia in allenamento che in campo sudano comunque la maglia.
Il Foggia ha dei limiti individuali e strutturali, bisogna fare punti fino a gennaio e poi programmare un mercato di riparazione per dare serenità e fiducia ad un ambiente che sembra aver perso ogni stimolo.