Foggia, con l’Avellino la vittoria dei rimpianti
Tre punti nel confronto con l’Avellino sceso alla Zaccheria con l’obiettivo dichiarato di voler dare seguito alla striscia continua di risultati che durava da ben dodici turni. Un successo meritatissimo, al termine di una prestazione maiuscola, che ha fatto il paio con quella di quindici giorni fa con il Benevento che accresce ulteriormente il rammarico per una stagione che poteva regalare maggiori soddisfazioni al popolo rossonero. La vittoria del cuore dei ragazzi e del suo tecnico cui va dato il merito di un lavoro determinante soprattutto sotto il profilo mentale e caratteriale prima che sul piano tecnico. I meriti del tecnico abruzzese rivestono maggiore valenza se si pensa che i rossoneri hanno sciorinato la migliore prestazione di tutta una stagione al termine di una settimana ricca di polemiche e veleni in un ambiente deluso per le operazioni di mercato che non avevano solleticato il palato fine dei tifosi preoccupati dalla difficile posizione di classifica. Su tutti il mancato arrivo di una vera punta centrale che potesse sostituire il partente Murano più volte sottolineato da Zauri alla vigilia della sfida agli irpini. Delusione, paura e scoramento i sentimenti predominanti prima del fischio d’inizio dello Zaccheria ieri pomeriggio. Paure che sono andate svanendo man mano che passavano i minuti con il Foggia padrone del campo e capace di creare più di qualche grattacapo al più quotato avversario. Il ritorno in grande stile di De Lucia tra i pali, per lungo tempo bistrattato per un inizio di campionato thrilling, che ieri sera è stato protagonista di un paio di interventi determinanti e che ha saputo dare tranquillità a tutto il reparto difensivo dove Salines e Dutu, subentrato dopo appena sei minuti all’infortunato Camigliano, sono stati i padroni dell’area di rigore annullando completamente lo spauracchio del duo Lescano-Patierno. Soprattutto l’ex viola ha sorpreso per come si è calato subito nel match dimostrando di avere personalità, padronanza e ottime qualità tecniche. Sugli esterni devastante Silvestro a destra con Felicioli nella sua migliore serata. A centrocampo determinante la prestazione di Da Riva perfetto nel modo in cui ha dettato i tempi ai compagni di squadra supportato da un eroico Tascone e e da uno straordinario Vezzoni che, oltre al gol vittoria, è stato il vero trascinatore in campo. In avanti Zunno ed Emmausso hanno creato tanto ma sono poi calati alla distanza nella ripresa, così come Sarr, che ha lavorato tanto al servizio della squadra, ma mai pericoloso negli ultimi sedici metri. Anche i cambi nella ripresa si sono fatti trovare pronti e hanno lottato e sudato la maglia contribuendo alla vittoria finale. Zauri soddisfatto a fine partita e vittoria che può essere salutare e magari dare più slancio a tutto il gruppo nelle prossime dodici partite che rimangono al termine del campionato. In questo momento serviva ritrovare la vittoria per tirarsi fuori dalla preoccupante posizione di classifica e così è stato. Tre punti che possono ridare entusiasmo non solo ai calciatori, ma un pò a tutto l’ambiente, distratto dalla contestazione verso la proprietà, rea di aver fallito un’altra stagione che ha regalato sinora solo incertezze, amarezze e delusioni. Finire bene il campionato potrebbe rilanciare le ambizioni di chi sarà chiamato, nella prossima stagione, a guidare il club nella prossima stagione. Che sia un nuovo gruppo, che sia l’attuale proprietà. Intanto il calendario offre l’occasione per pensare a qualcosa di più di una semplice salvezza. Il Taranto in crisi, in trasferta, e il Potenza allo Zaccheria potrebbero cambiare il cammino dei rossoneri in questo campionato.