Mortificare un’intera collettività
La partita Foggia-Taranto del 6 gennaio 2024 verrà giocata a porte chiuse. Così si legge nell’ordinanza prefettizia che dispone l’assenza di spettatori per motivi di ordine e sicurezza pubblica così come indicato dal Questore di Foggia.
Un provvedimento che sa di beffa, di umiliazione. Fino a quando Foggia e i suoi tifosi dovranno ancora pagare per quanto successo nella partita di andata a Taranto? Perché se situazioni simili succedono da altre parti, allora vengono chiusi singoli settori, mentre a Foggia viene chiuso uno stadio intero? Qualcosa non torna, sembra che esistano due pesi e due misure quando si tratta di punire, anzi mortificare, una intera collettività. Perché umiliare tantissimi tifosi che ad inizio campionato hanno sottoscritto un regolare abbonamento e per l’ennesima volta si vedono negato il diritto di assistere alla partita casalinga della propria squadra del cuore? E magari si tratta di tifosi che nel match di settembre a Taranto non c’erano nemmeno andati?!
E dopo Taranto ci saranno le partite interne con l’Avellino e il Catania, considerate ancora più a rischio. Ed allora cosa accadrà? Si deciderà di chiudere lo Zaccheria fino a data da destinarsi?
Ma poi non si poteva semplicemente vietare la trasferta ai tifosi ionici in terra di Capitanata?
Fa bene la società rossonera ad esprimere totale disappunto per il provvedimento emesso e sarebbe bello se tutte le istituzioni locali e l’intero popolo rossonero esprimessero in modo pacifico solidarietà al Calcio Foggia.
Si ritiene che la società ed i suoi tifosi abbiano già pagato abbondantemente per quanto successo a Taranto. Qui non si tratta di punire dei pseudo-tifosi violenti, ma sembra quasi che si voglia umiliare l’intera collettività foggiana, persone perbene.