Il Foggia e la sua mediocrità
Partiamo dal minuto 36 del primo tempo quando Peralta ha messo la palla sul dischetto e si è fatto parare il rigore da Alastra. In un’altra situazione la squadra avrebbe dovuto reagire con ancor più veemenza per dimostrare che voleva la vittoria a tutti i costi, per se e per i propri tifosi lasciati a casa da una decisione alquanto discutibile. È un Foggia brutto, mediocre, depresso quello visto contro il Potenza in uno Zaccheria deserto.
Si ha l’impressione che si faccia il compitino, manca quella cattiveria agonistica che ti porta a schiacciare gli avversari, a non farli respirare, a tenerli chiusi nella propria area. I giocatori avrebbero dovuto farlo soprattutto per i propri tifosi, per dimostrare un vero attaccamento alla maglia rossonera.
Ed invece si ha la sensazione di una squadra nervosa, priva di idee e di uomini chiave, una squadra che lancia la palla avanti aspettando e sperando nella buona sorte.
È una squadra in confusione che ha messo in luce tutti i suoi limiti caratteriali e tecnici. Sembra quasi abbandonata a sé stessa in attesa di novità importanti.
Questo Foggia non piace, non piace come Cudini stravolga continuamente moduli e uomini, non piace l’atteggiamento dei ragazzi che sembrano calcisticamente depressi, non piace la società totalmente latitante. Un tempo si faceva il silenzio stampa e il ritiro per compattare l’ambiente, per cercare tutti assieme di sollevarsi dalle sabbie mobili, per dimostrare alla piazza di onorare quella maglia che per i tifosi ha tanta importanza, troppa importanza.
Invece si ha la percezione che manchi tutto questo, manca il mister, la società, i leader. Gli stessi giocatori che solo pochi mesi fa sembravano fenomeni durante i play-off ora sono in totale confusione, nervosi e non determinanti.
Si parlava di un campionato dignitoso ma qui siamo ben oltre e in negativo. Una involuzione tecnica, tattica ma soprattutto caratteriale che sembra non avere freno. E poco cambiava se l’arbitro avesse assegnato un altro rigore nell’ultimo minuto di recupero che a tutti è apparso evidente. Questo Foggia è troppo mediocre per non preoccupare. Forse conviene cominciare a guardare le squadre in zona playout.
foto di Monica Carbosiero