Avanti Foggia, sognare si può !!!
Il “momento magico” del Foggia sta tutto in quella immagine finale di Fabio Gallo che, al triplice fischio di Foggia-Taranto, alza i pugni al cielo soddisfatto per l’ennesima prestazione da incorniciare dei suoi e per la classifica che, da ieri sera, sorride ai rossoneri solitari in quarta posizione. Tre vittorie consecutive in Campionato più quella nell’andata della semifinale di Coppa Italia hanno rimesso in corsa Di Pasquale e compagni su entrambi i fronti e domenica la possibilità, nel secondo turno casalingo consecutivo con la Gelbison, di allungare ancora in classifica e mettere nel mirino quel terzo posto, occupato dal Pescara, che non è più un miraggio. Peccato per quelle nove sconfitte, alcune delle quali hanno caratterizzato il disastroso inizio con Boscaglia in panchina ma almeno tre dell’era Gallo, vedi Cerignola, Giugliano e Picerno, che potevano essere tranquillamente almeno tre pareggi e oggi darebbero molto più valore alla classifica dei rossoneri. Ma non vogliamo tornare sul passato anche perchè crediamo che i ragazzi di Gallo abbiano fatto tesoro degli errori commessi in alcune gare. A noi piace guardare avanti e apprezzare i sacrifici, il lavoro e la coesione di un gruppo che probabilmente ha deciso di regalare un sogno non solo a loro stessi ma a tutto l’ambiente pallonaro foggiano che ha voglia di tornare a gioire. Superato in scioltezza il Potenza, schiantato il Pescara a casa sua, liquidato il Taranto dopo la prima frazione di gara, nove gol realizzati e la porta di Tommaso Nobile inviolata, trentasette reti realizzate e terzo attacco del girone dietro solo a Catanzaro e Crotone. Gallo che gongola, e ne ha ben donde, ma che tiene tutti con i piedi per terra definendo “bravini” i suoi giocatori che a suo dire hanno ancora margini di miglioramento. Anche il più scettico in questo preciso momento della stagione farebbe fatica a trovare negatività nel trend e nel modo di stare in campo dei rossoneri alla luce della ritrovata vena degli uomini a disposzione del tecnico rosonero. Anche ieri sera il gruppo ha mostrato di godere di ottima salute e se Nobile è tornato il portiere bravo tra i pali e sicuro nelle uscite, se il trio dei centrali di difesa (Di Pasquale, Leo e Rizzo) è insuperabile, se Petermann ha preso per mano la squadra, se Garattoni e Costa sono continue spine nel fianco degli avversari con le loro sgroppate sulle fasce, se Schenetti è tornato sui suoi standard che conosciamo, se a turno Frigerio e Di Noia sono instancabili nel loro incedere sul rettangolo di gioco e se Ogunseye è diventato pedina inamovibile intorno a cui Iacoponi, Peralta e Beretta si contendono una maglia nel reparto di attacco bisogna avere l’onestà di riconoscere che la formazione assemblata in questa stagione non era poi così malvagia come la si voleva dipingere. Poi un altro aspetto importante, e da non trascurare, è che il Foggia di quest’anno, facendo un parallelo con quello della passata stagione, è quello della panchina lunga con Kontek, Rutjens, Bjarkason e Odjer che assicurano valide alternative al tecnico di Bollate. Proprio Moses Odjer, rimasto in maglia rossonera, potrebbe rappresentare un altro valido elemento a condizione che torni sui livelli delle passate stagioni calandosi anima e cuore nell’attuale progetto Foggia. E poi un pensiero finale al lavoro della Società, tanto bistrattata, che si gode il momento magico della squadra ma che ha lasciato socchiusa la porta del mercato di quei calciatori svincolati entro il 31 gennaio, o meglio di chi ha rescisso il legame con il proprio club, attraverso il quale potrebbe reperire ancora un paio di pedine da inserire nel mosaico a disposizione di Fabio Gallo. Avanti Foggia, sognare si può…