Tra sogno e realtà… Una piacevole chiacchierata
È ormai buio, le ombre della sera mi abbracciano e calano il sipario su una Domenica non proprio felice, calcisticamente parlando.
Sono ancora delusa e amareggiata per il derby perso coi cugini del Cerignola, quando… all’ improvviso…
– Buongiorno, Mister!
Peccato per come sia andata la gara.
Forse abbiamo pagato cara la presunzione di aver già vinto, in virtù del doppio vantaggio iniziale.
Chissà, però, se avessimo avuto il pubblico dalla nostra parte…
Quel pubblico delle grandi occasioni, festante, quel dodicesimo uomo in campo che ti spinge alla vittoria.
– “Eh già, è proprio un peccato. Ma gran parte della colpa è nostra. Abbiamo giocato con nervosismo, ci è mancata la giusta cattiveria sotto porta. Si poteva e si doveva fare di più. Come hai detto tu, il nostro pubblico oggi avrebbe fatto un gol in più se fosse stato sugli spalti. Tornando alla gara, sul 2-0 probabilmente abbiamo fatto l’errore di credere di aver già vinto la partita”.
– Mister, hai visto i tifosi del Cerignola cosa hanno combinato?
Fuochi d’ artificio,sfottò e cori ironici contro di noi…
Che rabbia, Mister. Quanto sono provinciali…
Manco avessero vinto il campionato.
– “È quello che avremmo fatto pure noi, se avessimo trionfato.
Bene hanno fatto a vivere questo momento di gioia, non capita tutti i giorni di battere una blasonata”.
– Ok, Mister…
Ma che esagerazione, però…
Comunque… tornando alla gara, posso dire sportivamente che hanno meritato perché ci hanno creduto, innestandosi su un nostro momento, durante il secondo tempo, poco conforme a quanto visto nel primo dove la tua tattica, Mister, aveva restituito, ai giocatori ed a noi, cose brillanti. Poi è successo qualcosa che sarà analizzato opportunamente dal tuo occhio attento e già esperto, ma che non toglie nulla a te che stai facendo bene…
Con obiettività parlerei di un incidente di percorso.
– “Sicuramente questa scoppola servirà da insegnamento per il futuro. Mai sentirsi paghi e appagati, occorre tenere sempre alta la guardia e avere quella bava alla bocca che oggi ci è mancata. Dispiace tanto per i nostri tifosi, che da casa hanno fatto il tifo per noi, che ci sono venuti a salutare numerosi nella gara di rifinitura di sabato mattina, incuranti di una pioggia battente e fastidiosa. Sono loro i veri vincitori. Loro e i loro tifo appassionato e irriducibile. Per questo sono oltremodo dispiaciuto!”
– Ehi, Mister, non vorremo mica fasciarci troppo la testa?
È vero, abbiamo perso, e forse anche alcune scelte tattiche non hanno funzionato. Ma tu, Mister, sei umano e, come tale, puoi sbagliare.
Chi di noi non è esente da colpe nella vita di tutti i giorni? Continueremo a darti fiducia, perché te la meriti.
Tu per me resti sempre la stessa persona, sia sul due a zero con tante occasioni create dal tuo gioco e certamente non sbagliate da te ma dal “materiale” in campo, sia nella vittoria entusiasmante in Coppa.
La mia stima per te resta immutata: continuo a credere che tu abbia fatto già un mezzo miracolo, ridando vita ad una squadra praticamente agonizzante.
Sei arrivato in punta di piedi e piano piano ti sei conquistato l’affetto del pubblico e, soprattutto, dei tuoi ragazzi, che seguono volenterosi i tuoi dettami, migliorando visibilmente.
Un materiale umano, non scelto da te, con degli evidenti limiti tecnici, che stai cercando di plasmare a tua immagine e somiglianza.
Questo “tuo Foggia” può solo migliorare. Pertanto, rimbocchiamoci le maniche e andiamo avanti, con coraggio.
– “Grazie per questa iniezione di fiducia: sono certo che i miei ragazzi sapranno ricambiare e ritornare vincenti già dalla prossima gara, col Monterosi.
Questa esperienza ci servirà da insegnamento per il futuro!”
Una stretta di mano suggella una breve ma piacevole chiacchierata.
Poi, all’improvviso, il suono rumoroso della sveglia mi riporta alla realtà e ai suoi numerosi impegni.
Perbacco, è già lunedì… e il derby coi cugini ofantini è ormai un ricordo.