Non dire gatto se non l’hai nel sacco

Non dire gatto se non l’hai nel sacco

Un noto proverbio dice: “Non dire gatto se non l’ hai nel sacco”..
Ecco… credo che questo famoso adagio ben si addica a dare una prima interpretazione della gara odierna, di questo derby tanto atteso coi cugini del Cerignola.
Primo tempo vivace e gestito bene dai Satanelli, che trovano il vantaggio con il capace e combattivo Costa, pedina sempre più indispensabile dello scacchiere rossonero.
Nella ripresa, succede di tutto: il Foggia raddoppia con Peralta, ma la gioia del doppio vantaggio dura pochi minuti perché gli avversari prima accorciano le distanze con Russo, poi agguantano il pareggio con Malcore… e addirittura al minuto 82 realizzano il sorpasso con Neglia.
Come spiegare questo capitombolo?
Innanzitutto, mi preme dire che paghiamo dazio per non avere una punta che sia letale: il Cerignola può vantare quell’attaccante che servirebbe alla nostra causa, e che risponde al nome di Malcore: sta tutta lì la differenza!
Inoltre, credo che il nostro Foggia abbia smarrito verso metà secondo tempo l’unità di squadra: e questo è quello che succede quando, in virtù del doppio vantaggio, ti pervade l’erronea convinzione di aver già portato a casa il risultato. Guai a sentirsi già appagati! Poi arriva il destino e ti presenta il conto salato.
Volendo trovare a tutti i costi un alibi, forse avrà pesato pure una certa stanchezza dovuta alla gara di coppa Italia di mercoledì. Fatto sta che abbiamo perso la bussola. Il Cerignola l’ha trovata, invece, e psicologicamente ha preso forza.
Un appunto, se mi è consentito, vorrei farlo pure a mister Gallo, esattamente come l’ho elogiato e incensato in altre e meritate occasioni: Mister, mi dispiace dirlo, ma oggi non ho condiviso alcune tue scelte.
Se mi fosse data la possibilità di chiacchierare con te della gara odierna, con molta umiltà (perché non sono del mestiere) ti chiederei: “Mister, perché hai tolto Petermann e Peralta, scegliendo Tonin, il cui ruolo mi è ancora oscuro?
Come mai hai lasciato in campo Di Noia e Frigerio?
Mi spieghi come mai non hai sostituito Vuthaj, oggi praticamente inconcludente?”
Ecco… Questi e altri quesiti fanno eco nella mia mente: avevamo la partita in pugno e ci ritroviamo con… un pugno di mosche in mano..
Amici rossoneri, credo che la rabbia che provo io sia la stessa che assalga pure voi, in questo uggioso pomeriggio di novembre.
Una rabbia che già era palpabile perché siamo stati costretti a vedere questo derby tanto atteso, accontentandoci del divano di casa, comodo ma mai entusiasmante come gli spalti del nostro Tempio, oggi orfano dei suoi irriducibili tifosi.
Che pena vedere quelle telecamere impietose sugli spalti vuoti per evidenziare una decisione penosa di chi dovrebbe garantire spettacolo e bellezza del Calcio.
Un derby tra due espressioni calcistiche del Territorio, dalle storie diverse, ma che avrebbe meritato un pubblico festante e all’altezza delle aspettative. Non c’entrano i valori tecnici sui quali potremmo dire tanto, non doveva andare così.
Si rifletta perché poi è facile dire che le cose non vanno.
Amici rossoneri, propprrei di archiviare questa partita, consci che il nostro percorso è ancora lungo e complesso: certo, ora siamo tutti piuttosto amareggiati e pure un po’ delusi.
Ma siamo pure quelli che mai rinunceranno a questi colori che ci portiamo dentro: per cui, non buttiamo alle ortiche quanto di buono fatto finora da Mister Gallo e da questi ragazzi, ma con coraggio rialziamo la testa… o meglio, la cresta.
Sono certa che già dalla prossima partita tornerà grintoso quel Foggia ammirato nelle precedenti gare, con i suoi risultati utili consecutivi e la sua voglia di emergere.

#avantiFoggia ❤️🖤