Ritrovare l’identità con orgoglio e concretezza

Ritrovare l’identità con orgoglio e concretezza

Calma e sangue freddo calma… cantava Luca Dirisio in un testo melodico che iniziava con un eloquente “Cerco di trovare la mia identità senza chiedere aiuto ma sono lontano…”. In fondo è un po’ quello che accade in casa Foggia. Il silenzio tombale che avvolge il buio rossonero è un forte segnale. Ci vuole “calma e sangue freddo”: non serve pensare a ciò che è stato né a quanto potrà essere. I rossoneri dovranno ritrovare sé stessi nel “nascondimento” del lavoro. Senza proclami o “promesse che non si possono mantenere”. Come quelle che non ha fatto nella conferenza stampa della sua presentazione come nuovo tecnico della Spal Daniele De Rossi. Il quale – però – ha pronunciato una frase che deve diventare un manifesto anche nelle segrete stanze di uno Zaccheria che sta tornando in pieno possesso del club di Canonico: “Per uno come me”, ha affermato l’ex collaboratore in Nazionale del CT Mancini, “giocare per qualcosa, per una città, per qualcuno che veramente non ci dorme la notte per il nostro risultato è importante”. C’è un’unica causa da difendere dunque. Bisogna remare tutti dalla stessa parte per il Foggia e per la sua gente, mai come quest’anno già “illusa e disillusa” nello spazio di una minuscola porzione di campionato.

L’obiettivo finale non conta adesso: occorre solo riappropriarsi di quell’identità citata nella canzone di Dirisio. Che però nasce nelle viscere dello spogliatoio, con le porte sbarrate agli spifferi e alle indebite ingerenze. È il tempo della responsabilità che ognuno dovrà necessariamente assumersi, a partire dal tecnico Fabio Gallo, a cui il vertiginoso crollo dei satanelli ha sottratto il tempo della pazienza di un ambiente già di suo recalcitrante quando si tratta di ridimensionare sogni e speranze. L’allenatore sarà chiamato a decidere anche in maniera drastica. Non si può più guardare a curricula o esperienza, a talento o contratto: è necessaria una formazione base da costruire peraltro in fretta. Come ha detto proprio De Rossi “(…) l’allenatore bravo deve far viaggiare i propri cavalli al massimo e per farlo deve metterli nelle posizioni congeniali”. Scelte puntuali e decise, quindi…. Infatti, la cosa che proprio non ci si può permettere nella posizione in cui si trova oggi la compagine dauna sono gli equivoci tattici e tecnici, gli esperimenti in corso d’opera a danno della concretezza e del risultato.

Il Crotone è forse inarrivabile… come peraltro sembrava essere anche il Bari di Auteri quando venne a sfidare allo Zaccheria il Foggia di Marchionni reduce da una cospicua serie di sconfitte consecutive: eppure finì 1-0 per i satanelli. La situazione appare molto diversa ma non si può guardare in faccia a nessuno e con “somma” umiltà si dovrà provare a portare a casa almeno un punto. Quello che conta è solo la prossima partita, oltre non si può andare. Il progetto “primi tre posti” è – almeno per il momento e speriamo non definitivamente – accantonato. Sarà fondamentale ritrovare unità d’intenti e armonia interna per uscire dalla zona rossa. Poi – e solo poi – con spirito positivo si potrà iniziare a scalare qualche gradino in classifica indossando l’armatura dell’orgoglio. Quello che mai può mancare a chi veste la maglia rossonera…