Foggia, attento, stai precipitando…
In un anonimo pomeriggio di ottobre, il Foggia subisce la 5ª sconfitta in campionato e resta appollaiato in penultima posizione, in compagnia del Messina.
Dopo appena 7 gare disputate, i numeri sono inquietanti e impietosi: solo 3 gol fatti, 14 quelli subìti, peggior differenza reti.
Un incubo, stile film horror: credo che pure allo stesso Dario Argento si rizzerebbero i capelli per la paura.
E pensare che si parlava di squadrone…
Ma questa che purtroppo ci ritroviamo è una squadra innanzitutto scarsa per condizione fisica, senza aggressività, fatta da atleti che non sanno passare la palla, che faticano a tirare in porta, che a tratti sono pure abulici.
Scusate pure la presunzione, ma a me questo manipolo di calciatori sembra più un’accozzaglia di gente scelta senza criterio né buon senso, ma solo per “buttare fumo negli occhi”, come si dice in gergo.
Non è nemmeno un problema di entusiasmo o voglia di fare: è proprio che mancano le capacità.
Dispiace per il nuovo Mister che, con grande coraggio ha preso questa gatta da pelare: sarebbe come pretendere da un cuoco volenteroso di preparare un pranzo succulento servendosi di ingredienti di infima qualità.
Perdonate questa metafora, ma è l’unica che in questo momento credo riesca a delineare la situazione.
Insomma, sono scarsi i giocatori, o quanto meno non sono assolutamente di categoria.
Ringraziamo vivamente chi ha voluto e permesso questo scempio, chi ha distrutto quanto di buono si era costruito lo scorso anno, chi ha messo alla porta quei due Signori del calcio che conta, ovvero Zeman e Pavone, chi non ha riscattato Ferrante e ha ceduto Curcio ai calabresi.
Che ha promesso un campionato di vertice e i primi posti in classifica, ripetendo a più riprese: “Fate fare a me”…
Sto criticando, vero?
Beh, pazienza…
Tanto io, come altri, non capiamo nulla di calcio.
Intanto, però, il nostro Foggia sta annegando in un mare tempestoso.
E chi ne soffre è quella Foggia innamorata di questi colori, quella Foggia che vive di “pane e pallone”, che ha conosciuto giorni fasti, ammirata e apprezzata ovunque, quella Foggia che ha fatto parlare di se’, e che brillava alla luce dei riflettori.
Quella Foggia che, pur tra tante difficoltà, sa essere generosa quando Le si chiede di aiutare chi è in un momento di indigenza economica.
Perché ha un cuore grande cosi…
Quella stessa Foggia che ora rischia di veder calare il sipario sul palcoscenico della propria visione calcistica.
Ma se a Qualcuno questo poco importa, se poco interessa la nostra Storia, se poco interessa che meriteremmo altri lidi per quella sfrenata passione che ci anima.
Beh… se a Qualcuno tutto ciò non interessa, che uscisse di scena, per sempre.
Prima che il danno diventi irreparabile.