Un’attesa… che pesa

Un’attesa… che pesa

In genere l’attesa è un piacere, porta con sé quella imprevedibilità e quell’adrenalina, vitali e indispensabili per le emozioni. In genere. Ora decisamente no, perché si alternano notizie e sensazioni non sempre positive. Non ce lo meritiamo, non lo merita nessuno.
A questo punto, dopo un’annata fatta di suspance e colpi di scena che manco la fantasia del miglior Hitchcock avrebbe potuto prevedere, dovevamo soltanto attendere di sentire i colpi di mercato e gli aggiustamenti messi a disposizione del Maestro da parte di Pavone, per iniziare il nuovo campionato e raccogliere i frutti di una semina che, per sfortuna e non solo, non ha dato frutti.
Invece no. Stiamo ad attendere chissà quali grazie per ottenere quello che sarebbe assolutamente spontaneo e forse dovuto a noi tifosi, quelli che davvero gettano il cuore avanti e lo rincorrono.
Sento dire che Zeman non è “l’unico allenatore”. Ma guarda, non lo sapevamo.
Potremmo dire tranquillamente che non è l’unico ma è “Unico”… per quella onestà e rettitudine che lo distingue dalla massa.
Ma non voglio rischiare di essere pletorica, ribadendo convinzioni già espresse in altri momenti.
Come potremmo dire che neanche un presidente è “unico” ma non è tempo di lotte dialettiche o meno, dalle quali esce malconcio solo il Foggia Calcio, patrimonio di una città e di una Provincia e di tanti tifosi sparsi per vari motivi per l’Italia e nel mondo.
Posso e possiamo solo sperare nel buonsenso che consiglia, urlando, una continuità di intenti.
Quel buon senso che consiglia di anteporre alle divergenze di vedute solo il bene di una società calcistica e civile che gronda di entusiasmo e passione come nessuno mai.
E che quest’anno ha ritrovato nella guida del boemo un motivo in più nel credere che il calcio sia ancora lo sport più bello, specie quando ad insegnarlo c’è quel Capolavoro che abbiamo avuto la fortuna di riavere tra noi, insieme a quell’uomo eccelso che è Pavone.
Un duo imprescindibile, a cui non vogliamo dire addio per quel paziente lavoro che è stato fatto e che, siamo certi, si potrebbe continuare a fare, aprendo il sipario su palcoscenici importanti, per dare lustro ad una città che da anni “vive di pane e pallone”.
In caso contrario, beh, si sarà responsabili di fronte a tutti delle proprie scelte alle quali noi, a prescindere, auguriamo sempre il bene.
Ma per una volta almeno vorremmo essere ascoltati. ❤️?
Perché ce lo meritiamo.

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