Le pagelle di Foggiagol.it sulla stagione rossonera
È arrivato il tempo dei giudizi, inevitabili come il 730 o il modello Unico, temuti come lo scrutinio di fine anno scolastico. I commercialisti incasellano numeri, i professori sommano interrogazioni e compiti… noi riavvolgiamo il nastro di una stagione che a Chiavari ha chiuso i battenti e diamo le nostre pagelle, sintesi delle valutazioni dell’intera redazione di Foggiagol.it.
I MIGLIORI
Curcio: il capitano, con la fascia o senza! L’anima di un Foggia ambizioso. In estate lo voleva il Modena, attirato dalla sua balistica precisa e dirompente. È rimasto perché Zeman ha puntato forte su di lui. La scommessa vinta? Convincere gli integralisti tattici che puntavano il dito (e una buona dose di luoghi comuni!) sull’inadattabilità del suo football a un modulo così rigoroso. È stato il primo tassello del boemo quater. Il repertorio è rimasto immutato: destro, sinistro, tiro, assist, tocchi geniali e aristocratiche assenze per alcuni tratti di partita. Quello che lo ha reso diverso rispetto al passato è stata invece una leadership sempre più marcata. Spontanea, pulita, sorridente.
Petermann: il suo cognome è stato massacrato da pronunce inappropriate. Lui è Davide da Roma, cresciuto in quei piccoli club che sono epica e storia della Capitale. È partito nella normalità per un ruolo che – al contrario – normale con Zeman non lo è! Si è presentato con una rete di sinistro contro il Potenza, il mazzo di fiori per conquistare una tifoseria esigente come una donna al primo appuntamento. Con il tempo, però, si è preso il Foggia, ne è diventato l’alchimista miscelando traiettorie e disegnando linee di passaggio, ha lottato, sbagliato per foga agonistica, ma nessuno come lui ha cambiato i destini di un gioco divenuto un po’ più zemaniano solo quando Davide ne ha mutato ritmi e architettura.
Di Pasquale: allevato alla scuola di Paolo Montero, suo tecnico alla Samb, è stato irruento “borderline”, con quasi più punti in testa che in classifica. Il ragazzo ha pagato qualche infortunio di troppo all’inizio, ma quando ha trovato continuità si è trasformato nel guerriero che la piazza reclamava. Ha formato con Sciacca una delle coppie di centrali più efficaci del girone, si è caricato l’onere di affrontare a muso duro avversari smaliziati e pericolosi. Ha zittito il Partenio con uno dei gol più belli della stagione, ha mischiato fango e carattere nella battaglia “scottish style” con il Bari allo Zac. A Chiavari non c’era, un rimpianto concreto ma era giusto così: non puoi togliere a DiPa le sue scivolate. Imparerà con il tempo a dosarle. Come ha fatto (o forse no!) Montero il duro.
GRAZIE al TIGRE…
Ferrante: il suo girone di ritorno non è stato all’altezza dell’andata, il Covid lo ha massacrato, non ha ritrovato il feeling con la porta avversaria, ha sbuffato, recriminato, è stato richiamato e sostituito. Ma se il Foggia è arrivato a giocarsi il sogno lo deve al Tigre. Quando il gioco latitava, Curcio era in perenne discussione e Merola appena un progetto tecnico, infatti, Alexis si è caricato il Foggia sulle spalle. Lo ha difeso dalla noia emozionale di uno spettacolo latitante, ha regalato perle come quelle con Bari, Paganese e Francavilla ma per noi il Tigre è stato soprattutto l’eroe contro l’Andria. Quando non aveva nemmeno fiato per entrare ma dalla panchina, sullo 0-1, ha sbattuto a terra la tuta facendo capire: Tocca a me. E l’ha pareggiata ancora lui, vomitando rabbia e una pedata liberatoria sul malcapitato tabellone pubblicitario sotto la Nord.
LE DELUSIONI
Rocca: sulla carta, il più zemaniano dei centrocampisti rossoneri. Il più talentuoso, il cambio di passo ideale. Aveva tutto per essere il comandante in capo, ma si è limitato allo stretto ordinario. Se avessimo dovuto valutare altri per quanto fatto in campo dall’«8» rossonero avremmo assegnato un’ampia sufficienza. Ma da Michele ci aspettavamo (e ci aspettiamo l’anno prossimo!) di più, ovvero essere un “all round” che spacca le partite e umilia i mediani “pressaroli”, non un banale costruttore di corse senza guizzi o un soldatino appena diligente e grigio.
Maselli: aveva scalzato Petermann dal trono di mediano metodista, pareva avere la velocità di pensiero (più che di passo) ideale per diventare (con le dovute proporzioni!) il Di Matteo che Zeman modellò ai tempi della Lazio facendolo arrivare in Nazionale. I lampi d’avvio però si sono tramutati in pallidi schizzi di nulla. I problemi fisici lo hanno frenato, ma resta il rimpianto di un talento inespresso come un fiore mai sbocciato.
LA SORPRESA
Dalmasso: sfidiamo chi avrebbe scommesso un peso su Domingo. Avere fuori due portieri affidabili come Alastra e Volpe in un momento topico della stagione poteva suonare come il “de profundis” sulle ambizioni del Foggia. E invece l’argentino ha sovvertito pronostici e gerarchie si è imposto con esplosiva personalità. Lui è il classico arquero sudamericano, l’espressione di una tradizione di portieri istrionici, garanzia di spettacolo per il pubblico e di tachicardia per l’allenatore. Il rinnovo del contratto è il giusto riconoscimento per un’idea di futuro che è già presente!
IL GIOCATORE PIÙ CRESCIUTO
Merola: tutti pazzi per Merolino. Cominciamo dalla fine. Le lacrime di Chiavari davanti alle Curve che cantano. A Foggia si diventa giocatori veri. E Davide lo è diventato. Si è spogliato delle stimmate da predestinato nella Primavera dell’Inter e si è calato nel calcio che conta. Dove l’umiltà è il faro della crescita. Dove ascoltare il Maestro significa tornare alla base pronto per il grande palcoscenico. Cioè per tornare a Foggia e trascinare la squadra in «B». Qualcuno ci accuserà di creare fenomeni, nulla di tutto questo: solo l’applauso per un ragazzo che ha scelto bene in estate e ha sfruttato al meglio la sua occasione con forza di volontà. Del domani poi… non v’è certezza!
IL DODICESIMO
Garofalo: nel basket il 6° uomo è decisivo quanto chi parte in quintetto base. Nel calcio il ruolo di panchinaro non aveva la stessa importanza, poi però è arrivata la pandemia e la necessità delle cinque sostituzioni. E così è aumentato il peso specifico dei cambi sulle sorti dell’incontro. Ebbene, Vincenzo è il 12° in purezza, colui che nobilita il lavoro sporco delle prime frazioni di gioco con i cambi di intensità della ripresa. È entrato sempre con furore e intelligenza, ha segnato, battagliato con vecchi marpioni della mediana e si è guadagnato i consensi di un pubblico dal palato fine (e dalla critica pungente!) come quello foggiano.
IL MAESTRO
Zeman: Una sfida, la sua sfida: fare ancora calcio nelle complicanze esistenziali di Foggia, imporre il suo credo sul campo, insegnare, migliorare i giocatori. Con l’esperienza ha acquisito una visione più manageriale della partita, i cinque cambi lo hanno esaltato come stratega, forse non abbiamo visto se non a sprazzi il suo calcio verticale e strafottente, ma il Foggia si è guadagnato di nuovo un profondo rispetto in ogni stadio dove è andato a giocare. Perché c’era il Maestro. Che non ha lesinato stilettate alla proprietà, che ha continuato a confrontarsi dialetticamente con tecnici di serie A e con un mondo – forse – non più adatto ai suoi principi. Un Maestro che sogna di allenare a vita, sino a quando ci sarà almeno “(…) un ragazzo disposto ad ascoltarmi”.
Voto al Maestro 8, solo perché magari, un giorno, si convincerà che un po’ di cattiveria agonistica a volte può pure servire…
22 Commenti
Bella classifica intelligente e competente. Se la presidenza del Foggia vuole allestire una rosa migliore per arrivare il prossimo anno in B, deve ovviamente confermare il duo Pavone-Zeman, sempre se il Boemo abbia intenzione di restare, il che non e’, ad oggi, affatto sicuro.
Voglio collegarmi a 2 post pubblicati, il 1′ a quello di Gianfranco. Giusto chiedersi se Zeman vorrà restare ma io credo che un’eventuale suo diniego è correlato sicuramente alle scelte della società. Quando non si vuole investire x vincere è semplice cambiare allenatore e giustificarsi col dire: nuovo allenatore nuovi calciatori bisogna ripartire. Nel 2010 Zeman quando andò via disse: io sono venuto qui x vincere e non mi è possibile farlo vado via. L’altro post e quello pubblicato sulla pagina del Foggia calcio. NON VEDIAMO L’ORA DI RIEMPIRE DINUOVO QUESTI GRADONI. Bè cara società i gradoni si riempiranno solo con la riconferma di Zeman e Pavone!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Eh certo, prima viene Zeman, poi il Foggia…come molti Foggiani che tifavano il Pescara quando c’era Zeman.
Zeman è importante ma non imprescindibile, limiti ne ha anche lui e per vincere non devi averne. Non avere coinvolto nei playoff tutta la rosa a disposizione compresi Nicolao, Dipaolantonio e Turchetta che non erano certamente inferiori a Martino, rocca, gallo, garofalo ed un Ferrante al 50% intestardendosi a fare giocare quest’ultimo che ha fatto 4 playoff penosi, mi sembra evidenzi una cocciutaggine tecnica nella conduzione della squadra molto marcata. Almeno l’Entella di poteva superare, poi probabilmente c’erano squadre più forti. Comunque l’importante è invece che Canonico cacci i soldi non per gettarli dalla finestra ma per individuare 4-5 giocatori giovani di sicura prospettiva su cui costruire
C’è solo una cosa da fare per ripartire alla grande: confermare Zeman, Pavone e tutto il resto dello staff tecnico e lasciarli lavorare come sanno. Con pochi innesti questa squadra il prossimo anno arriva sicuro nei primi 3 posti.
Diversamente Canonico venderà tutto quello che Zeman ha valorizzato (Di Pasquale, Sciacca, Petermann, Rizzo, Garofalo) come ha già fatto con Nicoletti a gennaio e poi….come viene viene…
…e dove sta il problema? Io sono uno di quelli che viene da Lecce (600 km a/r) a vedere il Foggia di Zeman. siamo in due e a volte in tre, paghiamo il biglietto (tribuna est, 18 euro + 2 di prevendita)… Abbiamo quasi pianto al 90 quando Curcio ha segnato il gol all’Entella e lo Zaccheria è esploso. Sono andato in trasferta a Bari, Potenza, Monopoli, Taranto e Francavilla.
Certo …. solo perché c’è Zeman alla guida, ma a te cosa interessa. Tu quante partite hai visto allo Stadio? Quale è il tuo contributo al Foggia?
Lo capisci che avere Zan in questa categoria è un valore aggiunto da ogni punto di vista???
Certo, se Zeman avesse ascoltato voi allenatori patentati Merola era un bidone, Petermann era lento, Curcio non si adatta agli schemi, Di Grazia era da cacciare…tutti bravi con senno di poi…
Basta vedere la politica fatta da Monopoli, Francavilla e Lecce basata su acquisti giovani per capire cosa fare
Merola ha fatto 28 partite penose per poi migliorare nelle ultime dieci di campionato e fare di nuovo male nei playoff…..lo abbiamo migliorato nell’interesse dell’Empoli ma non è certamente pronto per la B. Comunque ci ritroviamo con un pugno di mosche in mano….che politica è mai questa…. valorizziamo giocatori e poi li restituiamo senza ricevere nessun vantaggio neppure economico. Bisogna investire su giocatori giovani di prospettiva che restano con te altrimenti non costruisci niente. Per fare questo un po’ di soldi ci vogliono, con ingaggi da 50.000 a calciatore non puoi ambire a niente, neppure se viene l’allenatore più bravo del pianeta
Probabilmente parli per sentito dire. Anzi è certo. Fammi sapere quali sono state le 28 partite che Merola ha giocato male. Visto che è stato fuori per infortunio gran parte del girone di andata. Dal girone di ritorno, quindi febbraio, ha ingranato ed è stato un crescendo. Uno dei suoi primi gol lo ha segnato a Potenza (io c’ero). Nei play off ha sbagliato solo la gara di Chiavari. Che poi era un prestito secco non è colpa di Zeman. In ogni caso il punto è che tutti gli intenditori, allenatori mancati come te, non contestavano il prestito ma il fatto che fosse scarso…basta rileggere i commenti quando Zeman disse di aver trovato il nuovo Baiano…
Non ho mai ambito a fare l’allenatore, mi limito a fare delle valutazioni tecniche che a me sembrano evidenti. Preciso di aver visto tutte le partite del Foggia, in casa e fuori, cosa che accade da una cinquantina di anni…. Ho espresso la mia opinione su Zeman e Merola, se qualcuno ritiene che Merola sia diventato un campione e che Zeman sia il migliore allenatore del mondo io non sono d’accordo, de Zerbi secondo me molto più bravo ma ha avuto la possibilità di costruire una squadra composta da giocatori di buoni fondamentali tecnici pezzo su pezzo. Comunque se Zeman rimane io sono contentissimo perché è bravo nel fare crescere i giovani, scarsi o bravi che siano, credo però che ormai non si possa più prescindere nella costruzione di una squadra da giocatori dotati di buoni fondamentali tecnici perché ormai solo con la corsa forsennata per 95 minuti non si vince un campionato. Aver accantonato nei playoff Nicolao, Dipaolantonio e Turchetta facendogli sentire scarsa fiducia nei loro confronti non mi è sembrata una buona scelta, considerata peraltro la ristrettezza qualitativa tecnica della rosa. E questo solo perché sono 3 giocatori che non corrono ininterrottamente per 95 minuti ma giocano un calcio poco zemaniano. Ma quest’anno di zemaniano non abbiamo visto nulla se non l’ottima preparazione atletica della squadra che ha quasi sempre corso fino al 95. Ed allora non emargini 3 giocatori che erano dello stesso livello, se non migliori, di alcuni che hanno giocato. Ferrante al 50% era meglio di Turchetta al 100%? Per me no. Tanto più che con l’Entella aveva 2 centrali molto fisici che erano a loro agio contro un giocatore fisico come Ferrante e guarda caso si sono sfaldati già quando Curcio si è messo al centro ed ancora di più quando è entrato Turchetta. Senno di poi? Queste cose le ho dette allo stadio alla fine del primo tempo con l’Entella, Ferrante fuori e Turchetta dentro andava fatto al 45. Zeman secondo me ha ritardato un cambio che avrebbe cambiato prima la partita. Questo è il mio pensiero. Rispetto il suo amore incondizionato per Zeman col quale ho vissuto gli anni più belli dell’epoca Casillo ma credo che il calcio sia cambiato e la tecnica individuale è diventata imprescindibile per costruire una squadra ambiziosa.
Dalmasso deve maturare,avere più coraggio,essendo tutto sinistro mi spaventa un po’.
Garattoni può dare molto di più,deve ascoltare Zeman.
Rizzo è un buon giocatore,Nicolao è più bravo.
Sciacca crescerà ancora.
Di Pasquale deve essere più riflessivo,evitare falli inutili,ottimo giocatore.
Gallo l’anno prossimo crescerà tanto perché ha voglia e determinazione.
Petterman già oggi è un punto fermo,lo sarà ancora di più nella prossima stagione.
Rocca,una delusione,non si è adattato,sempre fuori dal gioco.
Dipaolantonio,può dare molto di più,rimandato a Settembre.
Garofalo,una sorpresa in positivo.
Curcio,ha cominciato male stentando ad entrare negli schemi di Zeman,spesso sostituito,intestardendosi nel portare palla,quando ha capito che doveva giocare per la Squadra,è venuto fuori tutto il suo talento.Da trattenerlo assolutamente.
Ferrante non è il Centroavanti che cerca Zeman,oltretutto la Ternana difficilmente lo cederà a cuor leggero.
Merola è un punto interrogativo,non è di proprietà del Foggia,anche per lui stesso discorso di Ferrante,l’Empoli che farà?
Martino,Vitale,Turchetta,non sono da scartare,ma c’è da lavorare molto su di loro.Vitale in particolare potrebbe dare tanto,deve capire i meccanismi e potrebbe esplodere l’anno prossimo.
Troppi se e ma….. Certi giocatori dopo un anno nn hanno ancora capito il gioco del mister…..infatti si è visto molto poco e voi credete che il prossimo anno sarà meglio? si solo con integrazione di giocatori di qualità e gamba.nella prima parte di campionato e anche dopo ho visto partite da 1 categoria. Campagna acquisti insufficiente di chi
ha fatto scelte e da chi le ha condivise. Dobbiamo scegliere se dobbiamo viva chiare in serie c o puntare subito in alto con giocatori e allenatore motivati e di spessore.
Bravo, sig. Lino. Sono d’accordissimo con la sua disamina tecnica su ogni singolo giocatore, soprattutto su Rocca e Ferrante che non ritengo idonei ad un progetto di crescita tecnica della squadra. Incredibile, mi sembra di aver scritto io questi giudizi, simbiosi valutativa assoluta …. Mi consola constatare che il mio giudizio sui calciatori trova perfetto riscontro in altri tifosi
D’accordo anche con il sig. Mario.
E bravo al presidente, il presidente che si vantava di esperienza calcistica e di programmazione, ricordate cosa diceva: per vincere bisogna programmare e come mai è scontento?????? Xchè ho sentito anche questo. Scontento di cosa??????? Programmare vuol dire tenere zeman e Pavone non cambiare. Presidente lei avrà anche comprato il Foggia ma non sta mantenendo quanto promesso. Se cambia allenatore non ci venga a dire che Zeman non ha accettato ma ci dica che serviva una giustificazione x prendere tempo. Allenatore nuovo giocatori nuovi modulo nuovo e quindi ci vuole programmazione. Bravo, bravo, bravo
Sono,, purtroppo d’accordo con te, Zeman ha sbagliato la gestione della gara, perché due terzini destri e non Nicolao, perché non mettere prima Turchetta al posto di un Ferrante irriconoscibile, poi Dipaoloantonio andava fatto giocare di più, poi è altrettanto vero che Zeman ha fatto i miracoli quest anno, ma ha sempre avuto , a mio parere limiti nella gestione, mi ricordo un certo Grandini sempre in campo, e un Kolivanov spesso fuori, si lo so…che Grandini era un terzino , e Kolivanov fuori per gente come Mandelli ….sono solo degli esempi, per me comunque resta Grandissimo anche oggi.
Seppur con la consapevolezza del nostro ruolo, siamo ancora rammaricati per come è andata a finire.
Sappiamo che dalla Serie C non si esce tramite i playoff, che adesso sono davvero un altro torneo, ma vincendo direttamente il campionato.
Quest’anno abbiamo gettato le basi per creare qualcosa di bello, cerchiamo di non distruggerlo.
Sempre forza Foggia!
Sto guardando Italia Germania under 17…… Forse qualcuno della società dovrebbe darci uno sguardo per capire la singola qualità dei giocatori ……mi viene da dire che Zeman ha fatto il massimo con il
materiale a disposizione . Oltre ai gol di cui molti di buona fattura mi ricordo troppi errori elementari e libertà agli attaccanti avversari inammissibili al netto di palesi ingiustizie arbitrali e non . Sprovveduti comunque nel farsi squalificare anche per falli gratuiti.
Alcuni siti pur di riempire pagine iniziano a pubblicare notizie insensate, noi vogliamo solo e soltanto Zeman e Pavone. Cerchiamo tutti insieme di fare riflettere chi di dovere non è possibile buttare un puzzle messo insieme con tanta dedizione e abnegazione. Quando diciamo che il Foggia è della città è giusto esprimere e fare capire ciò che vuole la stragrande maggioranza!!!!!!!!
Come ho già avuto modo di dire, sono di opinione diversa da quella della quasi totalità degli intervenuti. .
Zeman è stato un grande allenatore abbiamo visto con lui un calcio sfavillante anche con calciatori non dotatissimi e anche alle prime esperienze nel professionismo.
Ma detto questo, ad oggi visti i risultati della stagione, possiamo dire di nn aver visto quasi niente del suo calcio. E chi dice il contrario vuol dire che ha dimenticato quel calcio.
E sono convinto che al di là delle parole formali, il primo deluso per questa stagione è lui. E poiché non può permettersi di fallire il prossimo anni , cosa molto probabile se rimanesse perché non è più quello di una volta, lascerà.
E , a mio avviso , è meglio così. ,
È il momento di abbandonare i ricordi, pensare alla realtà e cambiare.
Un saluto a tutti ed in particolare a Fabrizio
Il grande bluff di Canonico, caccia Pavone x ritrovarsi con dire che Zeman ha lasciato. Questa è una vera vigliaccata, è FOGGIA INTERA CHE BOCCIA CANONICO!!!!!!