È tempo di scuse, ma ognuno faccia le sue

È tempo di scuse, ma ognuno faccia le sue

Non è tempo di cercare scuse ma di farle. Abbiamo una educazione sportiva ed una storia che non può accettare quello che è accaduto. Quindi ci scusiamo.
Lo facciamo con quei piccoli tifosi che hanno visto la partita sia dallo stadio (magari per qualcuno era la prima volta e immaginiamo cosa possa averne ricavato), sia da casa.
Lo facciamo con chi segue il calcio con passione, con difficoltosi risparmi sul bilancio personale poter comprare onestamente un biglietto, con l’attesa del momento perché ti dà quella adrenalina che non si può spiegare a parole.
Ci scusiamo con i giocatori che, pur con i limiti oggettivi ben risaputi, danno l’anima per onorare la Maglia.
Ci scusiamo con la Storia del Foggia, quella di Nocera, di Franco Mancini, di Pirazzini, di Patino, di Signori e Baiano, degli allenatori che hanno fatto questa Storia, dei Presidenti che hanno messo il cuore e permesso la scalata a vette altissime. Ci scusiamo con i grandi Uomini che, dalla politica quella vera, all’arte, alla cultura, allo spettacolo, hanno reso grande questo Territorio. Non siamo stati alla loro altezza. Ma non tutti noi, no, non tutti noi e non ci stiamo ad essere identificati con pochi aberranti individui dai quali non ci sentiamo rappresentati.
In tante occasioni abbiamo provato a salvare una barca alla deriva, travolta da tempeste societarie, non abbiamo dormito la notte per il cuore appesantito da eventi complicati e da un Destino spesso avverso.
Abbiamo ricevuto colpi di spillo, di lancia, sì… perfino cannonate.
Semplicemente non ne possiamo più. Non riesciamo più a sopportare tutto questo.
E ora pretendiamo le scuse da questi che rappresentano la parte marcia di una tifoseria esemplare, che nulla hanno a che vedere con quei tifosi che, in altre occasioni, si sono fatti apprezzare e lodare per il loro tifo onesto, passionale, forse anche sanguigno, ma all’occorrenza pure capaci di slanci di estrema solidarietà e sensibilità: basti pensare a quando, proprio nella trasferta di Catanzaro qualche mese fa, i nostri supporters – tralasciando il tifo e il sostegno alla squadra – hanno prestato soccorso a quel povero funzionario di polizia colto da malore improvviso.
Sono loro i veri tifosi!
La Foggia perbene, vera, semplice, sofferente e dedita al sacrificio, che soffre per una città sempre più in rovina, pretende delle scuse da chi probabilmente non ne sarà capace, perché non ha nel cuore né il Foggia, né una Terra fatta da panorami da favola.
Ma soprattutto… pretendiamo le scuse da chi con disinvoltura ci affossa con una facilità enorme sia nel campo, sia nelle segrete stanze. E questo da sempre.
Non piangiamo ma lo sappiamo da sempre cosa ci fate.
E abbiamo la dignità di scusarci per ieri.
Ma voi abbiate la dignità di rispettarci.
Perché lo meritiamo.❤️?

11 Commenti

  • Come si fa a non dare ragione alla giornalista foggiana: purtroppo la violenza che determina la qualità della vita a Foggia la si è vista anche ieri allo stadio. Come si può concepire che un nostro ex calciatore, idolatrato finchè è rimasto rossonero, colpevole di non aver trovato la porta con quello stesso petto che in altre circostanze ci aveva esaltati, in quella “fatal” Veronamerda, non debba più “presentarsi” in campo, seppure da avversario? Dimentichiamo che parliamo di professionismo e allora vanno anche bene i fischi ma poi non si può pensare di passare alle vie di fatto quando questi fa il suo mestiere. Dopo la tragedia contro il Pisa, adesso questa…
    Che aggiungere?

  • Niente può giustificare quanto è avvenuto ieri, ma non si può omettere che la Federazione e la Lega Calcio sono organismi, non da oggi, nei quali si annidano corruzione e indecenti interessi che vessano e prevaricano i fessi, cioè quelli che non hanno voce in capitolo, guardacaso noi foggiani come città e il Foggia Calcio, sia a livello regionale e nazionale sia nel calcio, non abbiamo nessuno che tuteli i nostri interessi o meglio che faccia prevalere la giustizia. Un esempio in campo sportivo lo è stato il Catania calcio che con 60 milioni o anche più di debiti da ben quattro anni è stato iscritto ai campionati e poi misteriosamente fallisce a tre giornate dal termine. Noi santi che fanno di questi miracoli…… non li abbiamo mai avuti. Stessa cosa Chievo Verona, altro esempio la Salernitana di Lotito e mi fermo qui.

  • Commento veritiero, grande giornalista, chapeau!!! Ha detto tutto con professionalità e obiettività esemplare. Spero solo che Zeman e Pavone rimangano a Foggia

  • Giusta analisi della brava Annalisa. C’è un altro giornalista di un’altra testata che ha scritto testualmente “Col senno di poi, Iemmello non sarebbe mai dovuto scendere in campo ieri sera.” Come ad avallare il fatto che Foggia è una città pericolosa, così pericolosa che non è possibile assistere serenamente ad una partita di calcio, e tutti gli ex giocatori, non benvoluti, ma poi da chi, non dovranno mai più giocare contro la loro ex squadra. Un altro ha scritto che hanno sbattuto in prima pagina i tifosi foggiani solo per i fatti negativi di lunedì diversamente da quanto avvenne durante la partita di andata quando i tifosi non tifarono per rispetto verso il poliziotto in fin di vita. Mi viene da pensare che i bastardi, a Catanzaro, non c’erano. Hai ragione Annalisa, noi abbiamo bisogno delle scuse, ma anche da chi scrive simili bestialità che rischiano di dare un minimo di scusa alle bestie, appunto.

  • Sei fuori tema. Il tema oggi sono le scuse da ricevere. Tutto il resto sono chiacchere che cercano di nascondere il vero problema della nostra città che non è, nè il traffico e nè il caldo!!!!

  • Anche la moglie di iemmello si deve scusare però per tutto quello che ha detto contro foggia e i foggiani, ma non per gli ultimi episodi, ma per quanto sono andati via da Foggia.

  • In Inghilterra le invasioni sono una costante, però vengono puniti come si deve, in Italia secondo la mente perversa dei radical chic devono essere puniti società e pubblico mentre il lestofante deve poter girare a piede libero

  • Carissimi lettori, innanzitutto mi permetto di ringraziare chi ha avuto la pazienza di leggere il mio pensiero e le mie riflessioni.
    Ad ogni modo, tengo a precisare che non sono una giornalista: mi piace semplicemente esternare delle considerazioni personali con equilibrio e moderazione, da semplice tifosa amante all’ ennesima potenza di questi colori e che tante volte ha apprezzato la nostra meravigliosa tifoseria..
    Quei tifosi che fanno sacrifici per seguire la squadra, che sono onesti, sportivi e che stanno tanto in tribuna quanto nelle due curve.
    Poi c’è una minoranza e che sarebbe meglio se non esistesse. Ma esiste, purtroppo, e fa danni.
    Un caro saluto a tutti

  • Gentile Annalisa,
    Le scrivo queste poche righe perché sento davvero il bisogno di farle i miei complimenti per il modo in cui Lei scrive, mi piace molto leggere i suoi pensieri, Le sue opinioni di rara acutezza non sono così comuni e anche se Lei dice di non essere una giornalista Io Le auguro di diventarlo presto perché ne ha le capacità e credo anche la passione,straordinaria e bellissima quella Sua “lettera” al Grande Zdenek Zeman di qualche settimana fa.

  • Mi unisco senza remore al pensiero del sig Greco specie quando esorta Annalisa a “diventare” giornalista. Se fossi nei panni di responsabili della Società Foggia Calcio, non esiterei a contattarla per avere la sua collaborazione. C’è equilibrio, cuore e competenza uniti assieme. Cose rare già da sole, figuriamoci unite in una sola persona: Annalisa Barbaro.

  • E come non rimanere commossa dalle parole di stima espresse con sincerità da alcuni di voi?
    Carissimo sig.Gianfranco, carissimo Vincenzo, vi ringrazio per quanto detto.
    Diventare giornalista sarebbe bellissimo..
    Per adesso questa idea è riposta nel cassetto dei sogni..
    Ad ogni modo, questa infinita passione rossonera mi suggerisce di continuare a raccontare le emozioni che essa regala e, seppur ci saranno, come sempre ci sono state, situazioni avverse o destino complicati, le nostre bandiere continueranno a sventolare, imperterrite.
    Un abbraccio sincero e tanti auguri di una serena Pasqua.

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