La lirica del talento e quel “ragazzino” su cui Zeman aveva sempre puntato

La lirica del talento e quel “ragazzino” su cui Zeman aveva sempre puntato

Il fútbol è talento. È arte. È l’incrocio astrale di corpo e sfera. È il dominio di un pensiero che diventa emozione. È l’eleganza di uno stop felpato, è l’esterno sinistro che imbuca il corridoio, è l’arrogante follia di un colpo di tacco. Vogliamo raccontare l’essenza del calcio: la tecnica. Che a Vibo Valentia si è concessa un pomeriggio di riposo. Almeno in apparenza, perché in realtà il “ragazzino” l’ha comunque omaggiata con un paio di giocate di una naturalezza irritante.

Ci balena in mente un ricordo confuso… risale a un confronto di qualche anno fa della Copa Rio-São Paulo, la Copinha, la competizione giovanile più importante del Brasile. La culla di craques come Kaká, Neymar e Paulo Roberto Falcão, il Divino, l’ottavo re di Roma. In campo c’era il São Paulo (l’avversario è marginale nella vicenda!) e – d’improvviso – un tracciante fende il campo. Sull’out destro lo aspetta uno “scugnizzo” di Osasco con la faccia sfrontata. Addomestica la palla con l’eleganza di Zidane e la stampa a terra! Il resto dell’azione non conta. È bastato l’aggancio: poesia in rima baciata. Quel menino si chiamava Antony Matheus dos Santos, semplicemente Antony, oggi fenomeno dell’Ajax e della Seleção e nuovo oggetto del desiderio del gotha pallonaro europeo.

Antony è tutto mancino. Come il ragazzino di Zeman. Il piccolo Baiano. Quando l’umorale borsino rossonero, a inizio stagione, segnava un “più” nel titolo “Merkaj”, il boemo rispondendo a chi gli suggeriva una titolarità incontrastata del robusto Olger aveva ribattuto con chiarezza e convinzione: “C’è il ragazzino che è più tecnico”. Aveva emesso la sua sentenza! Davide Merola sarebbe stato il numero 7. Chi conosce il Maestro sa perfettamente che con lui gioca proprio chi è più tecnico. L’idea zemaniana di costruzione in velocità e armonia di movimenti, infatti, presuppone una cifra qualitativa elevata. Non ci sono compromessi. Un puledro di sola corsa serve poco alla scuderia zemaniana. Se il futebol è divertimento, non può mancare la genialità. Contro la Vibonese abbiamo visto un Foggia un po’ confuso, forse pure un “tantino” sazio dopo il “gozzoviglio” delle partite precedenti. Però il “ragazzino” si è alienato dalla tristezza del Razza e ha sciorinato qualche numero d’alta nobiltà futbolistica.

Ecco: secondo noi, la chiave per sparigliare ai playoff sarà il talento. Con Zeman la prestazione fisica è assicurata, soprattutto quando gli altri cominciano a boccheggiare. La tecnica invece non è codificabile. È mistica. E la tecnica in casa Foggia è patrimonio del “ragazzino”. E di Curcio, contagiato anch’egli dal torpore rossonero nel feudo dell’Amaro del Capo, ma dotato di una qualità totale e carismatica! Alessio è imprescindibile nella testa di Zeman. È stato assente dall’undici titolare solo per problemi fisici. Del resto il Maestro sa benissimo che “(…) se metti in panchina il tuo miglior giocatore per via di un modulo, stai partendo con il piede sbagliato”. Lo disse uno dei più grandi numeri 10 della storia argentina, Norberto “Beto” Alonso, uno a cui l’immenso Didí (l’inventore della “foglia morta”), suo tecnico al River, mise il soprannome di “Pelé bianco”, perché in un confronto con l’Independiente replicò la mitica finta del brasiliano al portiere uruguagio Mazurkiewicz nella semifinale dei Mondiali 1970 riuscendo però – a differenza di O Rey – a segnare. Perché il talento non è cosa che si compra al mercato come voleva fare con l’amalgama il vecchio presidente del Catania Massimino, ma è un vento che soffia impetuoso. Occorre lasciarlo andare e goderne voracemente sino a che non decide di placarsi…

5 Commenti

  • La bellezza del calcio. Giocatori distanti, cresciuti in mondi a migliaia di chilometri l’un dall’altro ma accomunati dallo stesso spirito, dal genio della pedata.
    Ottimo articolo col quale non si può che concordare.
    SEMPRE FORZA FOGGIA

  • Se tu fossi un giocatore di Calcio,quello che hai appena descritto con maestria,fantasia,ma soprattutto Amore,saresti un fuoriclasse alla Maradona,tutto sinistro,con la calamita al piede.Un Articolo che non è un Articolo ma bensì un inno,una Poesia di un innamorato che dipinge un quadro della sua donna reale e fantasiosa allo stesso tempo.I talenti si riconoscono subito e tu lo sei.

  • Il gesto tecnico è a prescindere dal risultato, ma molti se accorgono o lo rimarcano solo con quando la squadra vince,il talento fa la differenza quando c’è continuità della prestazione, allora può nascere un campione,mi auguro che sia questo il caso.

  • Nel primo tempo il ragazzo è stato il migliore in campo, certo è che deve ancora crescere parecchio (vedasi il tiro al volo alto sopra la traversa, certo non era facile). Essendo in prestito secco, non è dato sapere dove giocherà il prossimo anno. Il problema è che non ci sono valide alternative a lui se consideriamo i vari Tuzzo e Vitali

  • Volendo potrà decidere se fare la panca inn una squadra di serie A, che molto probabilmente verrà sanzionata, o magari chiedere di venire a Foggia per guadagnarsi il posto da titolare per la stagione successiva, perché non andrà mai via alla Baiano con la sola stagione attuale

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *