Un Foggia cuore e grinta annulla il Catania
Ci sono uomini destinati a passare inosservati sia nel quotidiano, sia nel mondo del calcio.
Sono insapori, neutri, per loro o grazie a loro non accade nulla.
Di contro, ce ne sono alcuni che, vogliono o meno, sono al centro di fatti ed eventi. O vengono tirati dentro ad arte o meno e fanno parlare di sé.
Uno di questi è il Maestro…
Oggi, la sua squadra, la nostra squadra, ha dimostrato quanto i suoi insegnamenti stiano dando i frutti sperati: in una gara praticamente perfetta, con un gioco entusiasmante e convincente, rimandiamo a casa il Catania di Baldini con 5 sonore sberle: uno più bello dell’altro i gol messi a segno da Merola (doppietta per lui), Curcio (una perla), Ferrante, Petermann.
A tratti e’ sembrato quasi di rivedere quel Foggia targato anni ’90, con i Satanelli sempre propensi all’attacco, mai paghi né sazi.
Ci godiamo questa terza vittoria consecutiva e il migliore attacco del girone, con 57 reti all’attivo, di cui ben 12 realizzate nelle ultime 3 gare: veramente un rullo compressore.
Chi mi conosce sa che, non più tardi di un mese fa, invitavo, soprattutto i più scettici, ad avere fiducia, ad attendere che la primavera incipiente facesse giustizia tecnica e agonistica..
E non mi sbagliavo.
Era solo una questione di tempo: questa squadra, col rientro dei titolari, sta facendo benissimo!
Alla faccia dei pessimisti e criticoni…
Quella odierna è la vittoria di chi ha sempre avuto fiducia in tecnico, squadra, staff.
Persino da lontano arrivano polemiche: l’ultima con un Mourinho che replica ad un pensiero espresso dal boemo, dicendo:“Non ci si aspetta mica che un allenatore con 25 titoli dia risposta a uno con due Serie B all’attivo”. Risposta senza senso da parte dello Special One che non ci azzecca niente con quello che aveva detto il maestro: si parlava di calcio non certo di trofei. Insomma, una polemica sterile, inutile. Tanto che stamane un certo Italiano, tecnico della Fiorentina, che ha messo seriamente in difficoltà la squadra campione d’Italia, ha detto che per lui Zeman è un modello elevato. Insomma… un poco come avviene in una parte, fortunatamente piccola, della tifoseria rossonera.
Quante ne ho sentite, quante corbellerie pronunciate invano: “È vecchio”, “Ma quando se ne va in pensione?”, “Il suo gioco è superato…” e tanto altro che ripetere non voglio.
Ma Lui, il Maestro, a prescindere ignora e va avanti così come ha fatto ancora una volta oggi.
Per Lui vale il motto latino “Facta non verba”: è bene saperlo e tenerlo in mente.
Lo stesso motto, a mio parere, deve valere per la Società. Personalmente mi ritengo equidistante da qualsiasi posizione ed attendo i fatti che sono stati promessi.
E solo dopo potrò dire se sono stati “Facta” o “Verba”.
#AvantiFoggia ❤️?
3 Commenti
Ma mi scusi,fai parte dei filo zemaniani senza se e senza ma!? Se ti riferisci alla persona tanto di cappello ma come tecnico a volte ha toppato…..ma voi vedete o ricordate quello che mi fa comodo …..abbiamo visto solo in qualche partita il suo gioco, oggi abbiamo visto qualcosa di nn criticabile ma lui sa che certi gol nn si possono prendere.
Gioire quando c’è da gioire e soffrire quando c’è da soffrire…amare il Foggia significa questo..in 35 anni che seguo il Foggia é la regola…è una malattia indomabile…portiamo pazienza e meno male che Canonico ha dato seguito ai nostri dubbi!!!Za Fò adesso testa al 6 posto e a breve riavremo i 2 punti..
Per rispondere a chi ha 25 Titoli, gli direi con le forze economiche e con giocatori che parto o dalla D o C lui non avrebbe nemmeno fatto 5 partite poiché l’avrebbero esonerato…Zeman fa crescere l’erba dalle pietre invece il Cafone ha vinto grazie ai grandi campioni, soldoni e squadre fatte da altri prima di Lui…ricordiamo che è un mercenario di panchine a chi offre di più e spesso ha izzato le tifoserie avversarie dando un cattivo esempio e sicuramente non da sportivo ma da arrogante cafone..Deve solo imparare da chi lotta contro un sistema viziato e falso del calcio malato…C