Caro Maestro…
Mio caro Maestro,
voglia gradire i sensi della mia più alta stima.
Non vorrei sembrare inopportuna, ma Le scrivo questa lettera perché ho nell’animo parole e pensieri per Lei, che da sempre ammiro.
Auspico che perdonerà il disturbo che potrò arrecarLe.
Maestro, Lei non mi conosce ma io, come milioni di persone, conosco Lei, che osservo, affascinata, durante tutte le partite casalinghe del nostro Foggia, dal mio posticino in tribuna.
Lei, di cui apprezzo da sempre le imprese calcistiche e non solo, delle quali si è reso protagonista.
Riassumerle è difficile perché sono tante e tutte di qualità ed onestà. Quella onestà che Lei non sempre ha riscontrato in chi si è trovato sulla Sua strada. Una strada sempre impervia, in salita, tortuosa, mai scontata nelle tappe e negli eventi che Lei ha sempre affrontato “a testa alta” e “spalle dritte”, due frasi abusate ma che con Lei sono state sempre e solo vere.
Sto spesso pensando, in questi giorni di angoscia, a cosa possa pensare Lei che ha patito quello che ora stanno vivendo milioni di persone. Difatti so bene che fu costretto a lasciare la Sua amata Praga per evitare le malvagità in atto all’epoca. E immagino quale preoccupazione possa avere Lei per chi vive ora quelle stesse angosce. So che è così proprio perché il Suo animo silenzioso ha quella nobiltà che peraltro mette nella sua passione, che è poi la ragione della Sua vita: il Calcio.
Bene, Lei seppe trasformare quella tragedia con il Suo lavoro, la Sua passione, il Suo desiderio di lealtà, di onestà, di dedizione… e noi a Foggia abbiamo avuto la fortuna di prenderne il meglio in quell’epoca straordinaria che fece diventare quella squadra, figlia di Zemanlandia, un modello per i grandi del Calcio tanto da venirne a studiare ed imparare da Lei le caratteristiche complessive.
Era aiutato in questo da Peppino Pavone, altro grande Uomo e professionista eccellente che all’epoca dava lezioni ai più quotati (e ricchi) direttori sportivi. E soprattutto aveva le spalle solidamente coperte da quel grande Presidente che era il mai troppo compianto Pasquale Casillo. Già, il Presidente che, come Lei, chiedeva solo onestà, impegno e collaborazione. Quel Presidente che, come sappiamo, voleva uno Stadio che avrebbe risolto parte dei problemi che ha elencato Lei oggi, ovvero la possibilità, scusate se troppo, di poter fare due allenamenti al giorno.
Mai ebbe anche lui nessuna collaborazione.
E i risultati nefasti si vedono ancora oggi.
Il Suo sfogo odierno è legittimo, in tanti altri si sarebbero già arresi da tempo. Altri, ma non Lei che, con le Sue parole, sta lanciando un grido forte non per beneficiarne in prima persona ma per spronare, chi di competenza, ad agire sia con le strutture, sia con impegni di maggiore sostanza.
Certamente altri “quotati” colleghi suoi sbatterebbero la porta per poi prendere, misteriosamente, anche laute e sontuose buonuscite per togliere il disturbo.
Anche questo, che Lei mai ha fatto, La connota per quel grande Uomo che è stato e che È.
Se potessi, nel mio piccolo, Le direi di resistere, come sempre ha fatto, alle ingiustizie. Sì, alle ingiustizie, perché tale è questa in atto ancora una volta verso la Sua persona e verso il Suo lavoro che ora e sempre Lei fa col cuore, con semplicità, che è poi la più grande dote che fa, di una persona comune, una persona eccezionale.
In questo pomeriggio di marzo tanti cupi pensieri albergano nella mia mente: e i pensieri, sì sa, sono come il vento che soffia sulla pelle, lasciando un brivido di freddo lungo la schiena…
Gli stessi brividi che provo io all’idea che Lei possa decidere di non proseguire questo cammino iniziato insieme a dei ragazzi che La amano e La seguono come conviene ad un sommo Maestro, col suo carisma e i suoi lodevoli insegnamenti.
Mister caro, Lei non è solo al nostro fianco, Lei è il nostro fianco.
Quella parte mancante che è tornata da lontano a combaciare, e che mi auguro voglia continuare a farlo…
Per favore faccia per noi quest’atto eroico.
Per noi e per il nostro domani, se mai avremo un domani.
So che non è cosa semplice né tantomeno scontata, e che ora prevale un po’ di sconforto.
Ma so anche che, quando lo sconforto ha mille argomenti, dovremmo dar retta al coraggio: parla poco ma ci insegna la speranza…
Ed io spero in un futuro migliore.
Le porgo i più cari saluti.
Annalisa
(Una tifosa preoccupata ❤️?)
9 Commenti
È doveroso risponderti.
Non preoccuparti il mister resta. Non si dimette. Anzi il contrario.
Forse alcuni tuoi colleghi e opinionisti paventano questa opzione “se non sta più bene è meglio che si dimetta”. Ha solo detto la realtà delle cose sta ancora continuando a difendere la sua creatura giovane e inesperta e sta cercando di dare qualcosa a foggia. Ha un altro anno di contratto con una società poco chiara e con dinamiche che l’opinione pubblica è ancora arroccata a dinamiche poco chiare e stravaganti. Basta riavvolgere il nastro e guardare gli ultimi 5 anni. Oggi come dici tu giustamente c’è un barlume di luce a foggia, ma tanti non la vedono. Sono ancora avvolti nelle tenebre.
Complimenti. Bell’articolo e lo dice un tifoso romanista da sempre zemaniano. Una cosa che andrebbe spesso ribadita: Il mainstrem calcistico imperante ha sempre cercato con Zeman di buttarla sul patetico psicologico…. “l’allenatore della lotta contro il sistema”….”il don Chiciotte del calcio”….il “perdente onesto”…. e cosi’ via, dimenticando ( e volutamente) che il grande Boemo e’ stato ed e’ semplicemente un ottimo allenatore, il quale da 30 anni ha innovato il calcio italiano ed ancora oggi rimane uno dei piu’grandi allenatori della fase offensiva.
Lo pensava cosi’ anche Guardiola che si inebriava quando vedeva le partite del Pescara del 2012.
Brava Annalisa! Il maestro è l oasi nel deserto nostro!!! Zeman forever
annalisa proffessionista appassionata e romantica che rasserena gli animi e apre i cuori alla comprensione del momento attuale nn dimenticando il passato che pero’ rimane tale. il tifoso spesso manca di obbiettivita’ difendendo a spada tratta l’esistente oppure criticando tenacemente l’operato di tecnico e societa’. nn sono esperto di dirigenze ma dal punto di vista tecnico nn sono soddisfatto del gioco della squadra , poi nn condivido le lamentele dei giocatori,allenatore e tifosi contro l’arbitro —–nn hanno mai fatto cambiare idea all’arbitro che sicuramente in piu’ occasioni ci ha danneggiato.
Grazie per le tue belle e “vissute” parole! A Montjovet ho avuto la fortuna di scambiare poche parole con il maestro: gli ho solo detto GRAZIE !, per quello che farà’ per il Foggia e anche per Foggia. Io spero che il maestro sara’ con noi quando finalmente torneremo a riveder le stelle. Grazie Maestro.
Bell’articolo, belle parole ma ho paura che sia stato tutto già deciso a fine anno ognuno per la propria strada e Canonico che potrà dire (ammesso che resti e iscriva squadra ) di aver fatto il possibile per trattenerlo.
Speriamo di sbagliare
Sara sicuramente così .E scritto!
Zeman andrà via.
E Canonico farà la stesso , e non già , o comunque non solo ,perché lo ha deciso, ma perché sarà l ‘inevitabile conseguenza legale della verosimile conferma in sede di Collegio di Garanzia del Coni delle inadempienze che hanno portato alla penalizzazione .
Conseguenza di cui evidentemente nessuno dei pregevoli conduttori di programmi sportivi e illustri opinionisti è a conoscenza, visto che nessuno, tranne il sottoscritto, ne parla.
Famosa la lettera di Troisi e Benigni a Savonarola.
” Con la nostra faccia sotto i suoi piedi…..e si può pure muovere…..”
Grande zeman uomo saggio e grande del calcio italiano sta arrivando il momento di cui tutti lo ringrazieranno per quello che a dato e ha pagato personalmente. Grazie per aver salvato tanti ragazzi .