Foggia, è ora di darti una mossa
Nelle ultime cinque partite il Foggia ha giocato quattro derby, ne ha vinto uno a Monopoli, ma ne ha pareggiati tre con Fidelis Andria, Bari e Taranto, nel mezzo la sconfitta di Torre del Greco.
Questo Foggia stenta a vincere due partite consecutive perché ormai da troppo tempo gioca un solo tempo, dando quasi sempre agli avversari la possibilità di recuperare il risultato.
Ma perché questo accade? Analizziamo insieme le prestazioni di ogni reparto e dei singoli calciatori che lo compongono.
Il portiere. La sfortuna ha voluto che si siano fatti male contemporaneamente sia Alastra che Volpe, per cui si è dovuto affidare la responsabilità di difendere la porta rossonera al giovane terzo portiere Dalmasso, il quale ha sfoderato ottime prestazioni lasciando di stucco tutti, ma in virtù della sua giovane età ha anche commesso errori che hanno pregiudicato alcuni risultati, come ad esempio a Taranto.
La difesa. È un reparto abbastanza forte ed equilibrato, forse il reparto migliore della squadra, abbiamo avuto molti infortuni che non hanno mai permesso a Zeman di poter contare su tutti gli uomini a disposizione. Venduto Nicoletti al Crotone, a gennaio Rizzo ha preso il suo posto, poi l’infortunio di Garattoni prima e Martino poi ci hanno penalizzato, ma l’arrivo di Nicolao ci ha permesso di poter essere ancora competitivi. Di Pasquale ha inanellato diversi infortuni e la sua assenza al centro della difesa si è fatta sentire. Anche Sciacca ha dovuto fare i conti con un infortunio, insomma difesa quasi sempre rabberciata, ma comunque sempre all’altezza, anche per il contributo di Girasole e Buschiazzo.
Il centrocampo. Anche qui si è dovuto fare di necessità virtù, perché Rocca non è quello dello scorso torneo ed in più fatica a rimettersi dal suo infortunio. Maselli anche lui è stato fermo per un infortunio alla spalla, nel momento in cui stava dando garanzie al Boemo e non ha potuto dare a pieno il suo contributo. Petermann tra infortuni e squalifiche ha lasciato spesso la squadra senza la qualità a centrocampo, mentre Gallo e Rizzo Pinna, quando sono stati chiamati in campo, hanno sempre risposto in maniera positiva. In questo reparto la vera evoluzione e la vera crescita l’abbiamo vista in Garofalo, che rispetto allo scorso anno ha veramente fatto un bel salto di qualità, mentre Di Paolantonio, arrivato a gennaio, si è subito inserito, giocando a volte anche in un ruolo non suo cavandosela egregiamente.
L’attacco. Questo reparto da sempre è stato il vero punto di forza delle squadre di Zeman, ma purtroppo quest’anno non sempre ha saputo rispondere presente. Alexis Ferrante con i suoi 12 gol nella prima parte del campionato sembrava dovesse arrivare molto in alto, ma dopo che è stato colpito dal Covid sembra un altro calciatore, oltre a non segnare da ormai diverse partite, anche se è pur vero che agli attaccanti basta un gol per ritrovare autostima e forza propulsiva per riprendersi la scena. Sono stati gli esterni d’attacco che hanno deluso in maniera determinante, perché a parte l’assimilazione degli schemi, i vari Tuzzo, Merkaj, finché è stato a Foggia, Merola e Di Grazia non hanno contribuito in maniera efficace alla realizzazione delle reti che ci si aspettava, poi gli infortuni lunghi di Merola e Di Grazia non ci hanno consentito di poter verificare il loro vero valore, anche se adesso Merola ristabilitosi sta guadagnandosi la fiducia di Zeman. Poi sono arrivati Vitali e Turchetta, ma anche loro fino ad adesso hanno inciso poco in fase realizzativa. Un discorso a parte va fatto su Alessio Curcio, il capitano, lo sappiamo tutti, è uno che in questa categoria fa la differenza, ma anche lui ha alternato grandi prestazioni a partite sottotono, però i suoi 9 gol li ha fatti e da lui per il prosieguo del torneo ci aspettiamo molto, ma molto di più.
Questo è lo screening del Foggia fino ad ora, in classifica siamo al nono posto con 41 punti, all’interno della griglia play off, alla vigilia della prossima gara interna contro l’AZ Picerno. La domanda è: saprà il Foggia ritornare a vincere? È quello che ci auguriamo, ormai non sono rimaste molte partite in questa prima fase del campionato, migliorare la posizione di classifica deve essere il mantra che Curcio e compagni dovranno mettere nel loro mirino, anche perché la speranza di tutti è che ancora qualche soddisfazione questa squadra può regalarla, in attesa che il prossimo anno si possa puntare finalmente a qualcosa di più concreto che rispecchi le ambizioni di questa Squadra, di questa Società e dei suoi insuperabili Tifosi.
8 Commenti
Chi crede nel progetto non può esaltarsi ad una vittoria per poi demoralizzarsi alla prima sconfitta, a Taranto ci aspettavano con il sangue agli occhi, su un campo di patate il gioco alla Corda viene meglio del calcio giocato, il portiere è giovane ha talento ed ha solo sbagliato le misure, pensava di trovarsi fuori dalla sua area, può capitare se sta sempre fuori aria..
Ambizioni di questa società????? Forse a parole …..
Temo che ci sia qualcosa che non permetta Petermann di essere quello conosciuto all’inizio del campionato…A volte commette errori grossolani. Dalmasso è una scoperta che va valorizzata…E se rientrasse Alastra io lo utilizzerei avanti all’area di rigore, ha l’occhio e il senso della posizione di un grande libero…
Bisogna solo cambiare allenatore e affidarsi ad un tecnico più elastico e giovane che pratica un calcio moderno e forse qualcosa riusciremo a combinare….
Francesco rischi il linciaggio mediatico per l’opinione espressa.
Alcuni credono che Zeman è lo stesso di 30 anni fa e che i suoi schemi siano ancora attuali.
La sua storia è stata costellata di soddisfazioni e di originalità ed il Foggia ha goduto di quel famoso calcio “champagne “.
Ora,però,sanno tutti come fermarlo;ne è la prova ciò a cui stiamo assistendo in questo campionato.
Non mi si dica che il problema è legato esclusivamente ai giocatori visto che lo stesso Zeman non ha voluto rinforzi come Kragl ora in forza ad Avellino dove è già un pupillo della tifoseria irpina per come si sta comportando.
Il boemo non è più un precursore calcistico,ora è soltanto un buon allenatore che ha fatto il suo tempo e, in buona fede, non si rende conto del tempo passato. Lo dico con rammarico,anch’io avrei voluto vedere altro ma ahimé la realtà è sovrana ed imprescindibile.
Criticare Zeman è pura follia. Con i 43 punti fatti sul campo il Foggia sarebbe due posizioni più avanti. Se non mi sbaglio è imbattuto nei derby dove ha pareggiato due volte con la corazzata Bari e battuto due volte il Monopoli. Ha battuto il Palermo e pareggiato vado Avellino, altre due squadre forti. È sempre stata in zona play off. Tutto questo con una squadra nuova fatta da ragazzi spesso provenienti dalla D o comunque con pochissima esperienza in C. Inoltre non si tiene conto che il periodo più nero dove sono stati persi molti punti, alla ripresa dopo la pausa, al Foggia mancava la spina dorsale costituita dai centrali Sciacca e Di Pasquale, il regista Petermann e il centravanti Ferrante. Prendersela con Zeman è da cretini…senza offesa per nessuno. Lasciatelo lavorare e pregate che rimanga anche il prossimo anno. Un allenatore che fa quattro cazzate e magari vivacchia a metà classifica senza prospettive di crescita (l’attuale posizione del Foggia più o meno) si trova facilmente. Uno che insegna calcio come Zeman è unico. Basta sentire i calciatori cosa ne pensano.
Antonio mi dispiace per te,offendi chi ha un’idea diversa dalla tua e questo è da immaturi.
Non vuoi renderti conto della realtà .
Oppure, come tanti,parli per partito preso.
Ho amato Zeman anch’io e ancora gli sono grato per ciò che ha fatto a Foggia,ma non possiamo nasconderci dietro ad un ricordo lontano.
Parliamoci chiaro,non è più un un’antesignano del calcio.Lo ripeto è un buon allenatore che denota conoscenza del calcio,punto.
Come in tutti i lavori ,i giovani chiedono strada ed è giusto così. Zeman persiste nel suo credo e ciò lo rende vulnerabile agli occhi di chi lo studia da oltre trent’anni.
Per accomodare una massima ti dico:
“Non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere”.
Sempre forza Foggia.
Dopo i furti in casa Foggia cosa dire…..situazione ambientale molto difficile. Conosco gente che per questo motivo, peraltro atavico, è andata via. Ma c’è ancora civiltà in questa città oppure occorre farsene una ragione e fuggire ?!