Solo applausi per il Foggia nel derby di Giove Pluvio
Un derby d’altri tempi, schizzi di un pomeriggio governato dai capricci di Giove Pluvio. Sembrava la pioggia invocata per combattere la secca nordestina in Brasile: interminabile e vigorosa! I lampi dipinti in uno Zaccheria dall’orgoglio ritrovato, che ha affrontato con strafottenza i brividi di temperature modello Balcani. L’inferno rossonero nel fragore di tumulti, il verbo scritto nel furore di una lotta a oltranza per rimanere in piedi, prima di tutto! Le scintille di classe di Alessio Curcio, il “paradigma” del rapporto ischemico che il popolo foggiano ha con i suoi idoli, giudicati “brocchi” e poi “fenomeni” nel breve volgere di un aggancio sull’out di sinistra. Il capitano ha timonato con maestria la barca nelle trappole di un terreno a tratti impossibile. Lui poteva! Perché – in realtà – come raccontavano i vecchi maestri di football, da Liedholm a Trapattoni, il campo difficile penalizza soprattutto chi non ha talento. Per migliori informazioni, cercare su You Tube i video degli allenamenti di Maradona quando Soccavo era un tappeto di fango!
Sono stati novanta minuti in stile “National Conference” inglese o “Third Division” scozzese. Il nubifragio ha imperversato, così come le scivolate di Di Pasquale, che saranno pure costate l’ennesimo stop (diffida, giallo e squalifica, in ordine rigorosamente cronologico!) ma che hanno elettrizzato gli spalti come scosse di pura adrenalina. E poi il coraggio di Domingo, che in spagnolo vuol dire «domenica». Il giorno di festa. Mancata per poco, almeno nel risultato! Stavolta il portierino rioplatense è stato lucido nella sua interpretazione sudamericana del ruolo. Sulle orme di arqueiros “profeti” di un estro tutto latino: il colombiano René Higuita, il paraguayo José Luis Chilavert e – ancora prima – “El Loco” argentino Hugo Gatti. Una scuola di rivoluzionari con i guantoni, che attentavano alle coronarie di hinchas y técnico con scelte imprevedibili ma perlopiù vincenti. Foggia-Bari ha riecheggiato antiche sfide gladiatorie, dove il fiume in piena dell’agonismo però non è mai tracimato in gratuite entrate “a far male”.
L’aspetto puramente calcistico si è preso lunghi momenti di pausa, ha sorriso peraltro a qualche controllo elegante, al sinistro telecomandato di Nicolao, all’uno due Merola-Curcio, e – ahinoi! – al jolly balistico di Mallamo quando il tramonto del derby s’approssimava con autorità! Il pari è stato didatticamente corretto: inutile negarlo. Ci sono stati errori, è del tutto logico. Ma come ha spiegato spesso Julio Velasco, se non ci si ferma solo a trovare il colpevole ma si analizza il perché dello sbaglio ecco che questo diventa elemento di un processo di crescita e conoscenza. Poteva vincere il Foggia, ma ha lottato. Poteva perdere il Foggia, ma ha lottato. Secondo il mister è stato piatto, si è schiacciato troppo nella seconda frazione. Vero: ma c’erano anche gli avversari che hanno imposto la rabbia della capolista ferita e il carisma fisico di esperti mestieranti. Ferrante ha fallito il colpo del ko. Vero: Dalmasso – però – aveva in precedenza ipnotizzato gli avanti biancorossi con prodigiosi salvataggi.
Il derby è andato in archivio. Con delusione e soddisfazione. Dipende dai punti di vista… Un messaggio chiaro però lo ha lasciato: il Foggia c’è. E si è sporcato pure la faccia. Ha perso un altro legionario (Nicolao) ma ha continuato a battersi. I rimpianti li lasciamo indietro, ripensando a esibizioni dai contenuti tecnici ed emotivi molto più scadenti. Contro il Bari solo applausi per i ragazzi di Zeman. Che se li sono guadagnati e se li sono presi a fine gara sotto le curve, sfidando le ire funeste di un Giove Pluvio non ancora pago dei suoi deliri…
9 Commenti
Bell’articolo, ma ancora nessuna riferimento a quello che e’ accaduto sabato relativo alla questione societaria . Come mai ….?
Bell’articolo, che riassume le emozioni che abbiamo provato sabato pomeriggio. Io spero che la società sia scaltra e si affretti a blindare contrattualmente Dalmasso, visto che non tarderanno ad arrivare offerte dalla serie B e dalla serie A, che potranno essere monetizzate adeguatamente. In prospettiva, è un portiere destinato a grandi palcoscenici
Salvatore…ho scritto tre volte a riguardo di questa questione… VIENE SISTEMATICAMENTE CANCELLATO…A QUALCUNO EVIDENTEMENTE CREA PROBLEMI
Querelle tra soci sul dare e avere, che ovviamente non arriverà nei tribunali perché si saranno affidati ad un arbitrato, rispetto alla precedente società hanno avuto il buon senso di non lavare i panni sporchi attraverso i media
Oliver, lascia perdere e stendiamo il pietoso velo. Canonico, come certi ” giornalisti”, anche di questa testata è arrogante e poco educato.
Ma ragazzi Canonico non ha partecipato all’asta… vergognoso…I SATANELLI SONO LA NOTRA STORIA e abbiamo rischiato!!! Grazie Massimo Mozer…grazie però non darlo a Canonico dallo al comune di Foggia così siamo veramente padroni del nostro logo…Canonico ha partecipato all’asta?
Cmq 28000 euro pendo che chi ha portato Zeman a Foggia avrebbe dovuto partecipare per rispetto alla Città di Foggia e ai tifosi Foggiani di tutto il mondo..
Grazie Presidente… che figuraccia
Ma ragazzi Canonico non ha partecipato all’asta? vergognoso…I SATANELLI SONO LA NOSTRA STORIA e abbiamo rischiato!!! Grazie Massimo Mozer…grazie, Please non darli a Canonico ma al comune di Foggia così siamo veramente padroni del nostro logo e futuro…Canonico ha partecipato all’asta?
Cmq 28000 euro per chi ha portato Zeman a Foggia era il minimo e avrebbe dovuto partecipare per rispetto alla Città di Foggia e ai tifosi Foggiani di tutto il mondo..I Satanelli sono i Satanelli ..ho sempre compreso e cercato di supportare in senso buono questo progetto ma sono deluso da questo menefreghismo e rispetto per i nostri colori e per i satanelli.
Grazie Presidente… che figuraccia, dopo avervci ridicolizzati nel giorno del derby, della partita più importante con il pro Foggia..totalmente fallita come azione commerciale e imprenditoriale ..almeno poteva far festeggiare chi non può permettersi il biglietti..PRO FOGGIA..
PRESIDENTE… SERVE UN CAMPO DA CALCIO IN ERBAAAA, STRUTTURE PER IL VIVAIO ALTRIMENTI SE NON COTRIUSCI LE BASI NON TORNEREMO MAI NEL CALCIO CHE CONTA…
CREDO NEL PROGETTO MA SERVONO LE STRUTTURE
GP canonico non ha partecipato perché se domanil’arbitrato gli da torto lui diventa nessuno, in quanto non ha saldato alla Pintus, ovviamente mal consigliato, perché doveva prima saldare il conto e poi agire nei confronti di chi secondo lui ha fatto le carte false.
Non è questo articolo, sublime prodotto di una penna che dovrebbe scrivere su ben altre testate, a dover ospitare le critiche, comunque più che giustificate, sulle beghe societarie.
Cerchiamo di dare il giusto spazio e godiamo per una volta dei racconti da epopea del calcio di un giornalista che sta lasciando a Foggia un segno indelebile, inserendosi, a mio parere, nella scia di maestri del giornalismo sportivo come Gianni Brera e Beppe Viola.
È un piacere leggerla, Dott. Limardi. Attendo la pubblicazione di un suo libro che non mancherò di comprare.
Continui a parlare di calcio, le polemiche non le appartengono.
Zafò da Roma