L’alba di un nuovo giorno per mettere la “paura” in… fuorigioco

L’alba di un nuovo giorno per mettere la “paura” in… fuorigioco

Serafico, quasi ieratico. Uno stile unico, come il suo modello di football. Il Maestro, anzi il professore, è salito in cattedra. Indossando gli occhiali, con i fogli in mano. Numeri da snocciolare. Uno Zeman diverso, forse più contemporaneo… Una risposta a chi – ingenerosamente – ne ricorda la carta d’identità per giustificare prese di posizione a volte puramente ideologiche e strumentali. Statistiche alla mano, si è presentato in conferenza stampa dopo il 4-1 al Palermo per dire la sua verità, supportandola però con dati analitici e matematici. Il Maestro ha sorpreso ancora. Si è allineato ai mister rampanti della «nouvelle vague» tecnologica, quelli armati di I-Pad ultrasottili che masticano cifre per disegnare i grafici di rendimento dei giocatori. Ha rivendicato (carta… canta, si direbbe!) la bontà del suo Foggia, ha ricordato i tiri in porta, le percentuali di passaggio, sintetizzando in algebra concetti già espressi a parole. Si sa, però, che se i numeri sono oggettivi, le interpretazioni possono essere differenti e il linguaggio universale resta poi quello del campo. E finalmente sul prato verde dello Zaccheria è germogliato qualcosa. “Il coraggio delle azioni”, definiremmo la prova dei rossoneri contro i siciliani, una prestazione che acquista ancor più valore perché segue il 2° tempo tambureggiante di Messina. Un numero lo diamo subito anche noi, per adeguarci al new deal “aritmetico” del boemo: il fuorigioco è riuscito 8 volte. Un conteggio forse marginale ma da cui traiamo linfa per la nostra riflessione. “Il coraggio delle azioni”, dicevamo, l’entusiasmo di cui si nutre il calcio espressionista di Zeman (dall’animo del tecnico direttamente alla realtà, senza mediazioni), quell’anelito al protagonismo che rende il Liverpool di Klopp (o il City di Guardiola) un modello planetario. Gli attaccanti del Palermo sono finiti in offside in 8 occasioni, un primo segnale di “revanscismo” zemaniano. Finalmente una crescita certificata. E non è una questione di assimilazione di schemi (ci vuole molto tempo per entrare nella testa e nel cuore dei giocatori non per applicare meccanismi: sono due cose ben distinte!), ma di spudoratezza, di ferocia nel voler indirizzare il destino di una partita, di fiducia nelle qualità di un calcio che ruggisce ambizione. Per supplire ad alcune carenze strutturali e tecniche (il Foggia – ad esempio – non ha a metà campo due “giganti” come Cigarini e Sciaudone che stanno facendo le fortune della Reggiana nel girone B) ci vuole convinzione e arroganza! La chiedeva Luis Enrique quando si presentò ad allenare la Roma. La piazza capitolina lo giubilò dopo appena un anno e un “proyecto” sviluppato solo in potenza. Luis se ne tornò in Spagna (al suo posto arrivò – ironia della sorte – proprio Zeman) e qualche anno più tardi vinse tutto con il Barça dei fenomeni che non avevano mai paura di giocare oltre i propri limiti! Al Foggia di Zeman chiediamo d’ora in avanti esattamente questo: di non arretrare mai e di superarsi sempre. Con “il coraggio delle azioni”. I risultati? Quelli non sono sempre “(…) sotto il nostro controllo” (come disse qualche anno fa Leo Greco, uno che ha regalato classe e risorse morali alle lande di Capitanata), ma l’idea non dovrà più cambiare. Il fuorigioco è appena uno schizzo letterario dello «Zemanesimo», che però a noi dice tanto. Otto offsides con il Palermo. Dovranno aumentare ancora nella concezione del Maestro. Sarà rischioso? Certo. Ma la notte oscura della paura si è chiusa: è appena sorta (o almeno così crediamo!) l’alba di un nuovo giorno di consapevole speranza…

5 Commenti

  • Nel mio piccolo vorrei aggiungere che si sono visti finalmente gli inserimenti dei centrocampisti, che hanno fruttato ben 2 gol su 4, cosa che raramente si è registrata nel primo scorcio di campionato. Altra considerazione che mi vien da fare è relativa all’assenza di Rocca e mi pongo una domanda: non è che le sue caratteristiche tendenti a portar palla sono incompatibili con la rapidità delle azioni e la velocità di esecuzione richieste dal Boemo?

  • E se aumenteranno i tentativi del fuorigioco, aumenteranno anche le possibilità di non riuscirvi, con rischio di interventi da ultimo uomo del portiere e conseguenti espulsioni.
    Quindi invocare o auspicare in questo momento che siamo senza portieri, un incremento del fuorigioco è,caro Limardi, veramente inopportuno e poco saggio. ;
    Speriamo che Zeman se ne avveda, e invece lo limiti compatibilmente con le caratteristiche del suo gioco.

  • Io invece, voglio complimentarmi con firma che ha scritto questo bellissimo e autentico articolo. Aggiungo che dal mio canto, intoccabile zemaniano dico a tutti gli scettici e ingenerosi pallonari foggiani, abbiate fede nel maestro che nonostante la sua veneranda età scriverà un’altra pagina indelebile della nostra città calcistica.

  • Non commento perché la tua penna e lo sviluppo dei tuoi concetti meritano da parte del lettore solo l’ascolto in questi casi la lettura.

    Ti ringrazio con stima

    Massimiliano

  • Bravo, ottima riflessione tecnica

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