L’opera magna di Peppino Pavone

L’opera magna di Peppino Pavone

“Se hai Kroos e Modric, non puoi pressare alto; Vinicius Jr ha il motorino sotto i piedi… con lui devi sfruttare il contropiede”! Così parlò il condottiero merengue Ancelotti, e dietro la saggezza tutta “contadina” di Carletto si nasconde una precisa filosofia: adattare il gioco ai giocatori. Un concetto maturato in anni trascorsi a frequentare i salotti buoni del football planetario e a far finta di lasciar comandare presidenti “ingombranti” o anarchici campioni per poi decidere da sé con praticità e senso della misura. Carletto è l’alfa. E il mercato delle sue squadre, succulento o meno, è sempre partito dal calciatore, mai dallo schema o dal modulo. Il bengodi per un Direttore Sportivo, che individua il talento, razionalizza le spese, lo mette sotto contratto e poi lo consegna al tecnico che dovrà impiegarlo nella maniera più congrua alle sue qualità.

Dall’altra parte della barricata, accampato come pazdarán di un teocratico 4-3-3, c’è Zdenek Zeman, l’omega, il “murales” dell’assoluto, colui il quale ha costruito il suo mitologico personaggio sull’architrave di un sistema in purezza, come un vitigno pregiato. Senza mai abiurare il suo pensiero: è il giocatore che si adegua allo schema (che resta immutato e immutabile), mai il contrario. Il punto di contatto tra Ancelotti e Zeman è comunque il talento: per entrambi è decisivo… per questo Curcio gioca sempre! C’è però da considerare che con il boemo, il mestiere del DS diventa un cruciverba complicato da risolvere. Soprattutto nel mercato di gennaio, quello povero di opportunità e denari, ma ricco di urgenza e suggestioni. Prima di congedarsi per le feste e per una sosta divenuta interminabile a causa del Covid, il mister di Praga aveva distrattamente risposto a una domanda sui possibili acquisti parlando non di uomini ma di “caratteristiche”. Punto primo quindi: la necessaria funzionalità tattica (e il rigore morale negli allenamenti, aggiungeremmo noi…). Poi occorre valutare non solo l’adattabilità al ruolo ma anche alle fatiche fisiche. Mentre la maggior parte dei tecnici, infatti, applicano carichi personalizzati tarati sui muscoli dell’atleta, con il Maestro sono i muscoli a doversi adattare a ripetute e gradoni. Se ci sono dubbi su questo, si passa ad altro profilo.

Mica semplice dunque per Peppino Pavone, che pure in questa sessione dovrà dare fondo a tutte le sue enormi capacità di “radarista” di talenti dal “mood” zemaniano. Un laterale difensivo che crei superiorità, un intermedio che copra gli spazi in avanti, un esterno che entri nel campo, un regista più veloce nel pensiero che nelle gambe: questi – assieme a un centrale di complemento – gli obiettivi idealmente da perseguire. Condividendoli a tre, perché – come ha detto il patron Canonico in conferenza stampa – stavolta la sua partecipazione alla campagna di rafforzamento sarà più diretta. In sintesi: ci sono Zeman, Canonico e in mezzo Peppino Pavone, l’unico in grado di coniugare le esigenze di tecnico e presidente e realizzare un’altra “opera magna”, la più stimolante – forse – tra quelle portate a termine sotto i cieli di Capitanata.

7 Commenti

  • Xme. Il Foggia e una buona squadra ma ci vorrebbe qualcosa in più di professionalità di calciatore potrebbe tentare il colpaccio. Bravo Zeman e pavone.

  • Realizzare un’ opera magna a gennaio, con pochi soldi, dopo non averla realizzata a luglio?
    Utopia!

  • Lasciate fare ai Tre,siete in ottime mani,garanzia assoluta: lOpera Magna non sara’ utopia e qualora non si dovesse concretizzare,pazienza, proverete l’ anno prossimo,ve lo profetizza un tifoso leccese che ama Zeman e Lo portera’ nel cuore fino alla fine dei tempi.Godetevelo nel frattempo,noi siamo orfani del Suo gioco, del Suo rigore morale, della Sua intelligenza e dei Suoi paterni consigli: Ad Maiora,cari tifosi Foggiani

  • Spesso mi pongo una domanda a cui non so dare una risposta: la domanda in spiccioli è la seguente. Se Zeman è Pavone sono stati per il Foggia dei miracolatori e ci hanno permesso di alzare la cresta (sportivamente parlando) dovunque perché insinuare cose che una persona di buon senso non riuscirebbe neppure a concepire. Considero questa mentalità molto vicina a chi professa di essere no vax non per motivi reali ma per mancanza di civile cittadinanza.

  • Caro Umberto, io aggiungo al tuo pensiero sottile che li considero come quelli che, pur avendo visto i drammi del Burkina Faso, poi tornano a casa e fanno le stesse fesserie di sempre.

  • Godiamoci questo trio falla c alla z la categoria per ora puo passare in secondo ordine
    Teniamoceli stretti.Dico a certi ‘ opinionisti ‘ di non seminare zizzania.

  • In realtà l’articolo è così completo che non è facile aggiungere altro. Ancelotti-Zeman, con le loro specificità e in mezzo Pavone che, veramente con pochi ma pochi spiccioli e tanto talento e “occhio” ha creato ed ancora lo farà, qualcosa di epocale a Foggia.
    Il resto sono parole in libertà, magari seduti comodamente in salotto e non in giro per polverosi campi di provincia per scovare pepite d’oro. Non è per tutti, assolutamente.

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *