Quando la fede incontra il calcio
Questi giorni di festa, tra pranzi luculliani e momenti di religiosità, ci tengono momentaneamente lontani dal nostro Foggia, seppur col cuore sempre vicini.
Voglio approfittarne per un momento di ripasso storico ricordando quando la Fede religiosa “incontrò” il nostro Foggia esattamente un lontano 31 gennaio 1965.
Il grande Francesco Patino così parla di quel giorno memorabile: “il boato all’ingresso in campo fu agghiacciante”, con Mario Corso che gli disse, guardandolo in faccia: ”Non ho mai visto qualcosa di simile”… eppure ne aveva calcati di campi il grande mancino italiano!
25.000, ma forse anche più, tifosi accolsero l’ingresso in campo delle due squadre: il Foggia e l’Inter euromondiale del mago Herrera e di tanti fuoriclasse.
“Rumore infernale dei tavoloni di legno del vecchio Zaccheria”, con un pubblico a spingere ad una vittoria epica, celebrata in libri e canzoni e racconti… 11 giocatori contro 11 fuoriclasse mondiali.
Avvenne tutto nel secondo tempo: Lazzotti, Nocera, poi Peirò e Suarez… e mentre tutti sembravano rassegnati ad una imminente sconfitta, un bolide ancora di Nocera a scrivere la Storia che molte altre squadre, pugliesi e non, possono solo studiare.
Ma cosa c’entra la Fede? C’entra eccome.
I milanesi guidati da Herrera avevano fatto visita a padre Pio il quale con la consueta ironia, di cui spesso dava prova, aveva predetto loro che non c’era nulla da fare nella partita contro il Foggia ma che si sarebbero rifatti in seguito.
Ebbene…
L’inter vinse lo scudetto, la Coppa dei Campioni e la Coppa Intercontinentale, certo, ma perse a Foggia: contro 11 giocatori e 25.000 spettatori a spingerli alla vittoria… più Uno da casa… il grande Padre Pio!
❤️?
A. B.
5 Commenti
Brividi… e speriamo che il tuo articolo venga letto anche da chi non ancora ha ben compreso quale maglia indossano!!!
Io c’ero
Meraviglioso
La maglia è la stessa che ha nell’iconografia San Michele Arcangelo… difatti riflette chi si trova innanzi. Ecco perché nella corazzata si ravvisa l’avversario.
Grazie per il suggestivo articolo. Condivido anch’io.
Avevo solo 15 anni ed uno zio porto’ me e mio fratello piu’ piccolo da San Severo .
In macchina ascoltavano la radio .
1° tempo : 0-0 .
Allorquando parcheggiamo nei pressi dello stadio,una signora affacciata ad una finestra ci disse : 2-0 per il Foggia .
Ci precipitando verso lo stadio curva nord di V.le Ofanto e quando a 20 minuti dalla fine aprirono i cancelli , tutti dentro per un posticino dove si stava con le dita ficcate nelle maglie della rete di recinzione .
Ricordo benissimo gente che pregava e piangeva.
Immagini scolpite nella mente tutt’oggi .
Tutto indimenticabile.
Grazie dell’ospitalita’
Era una domenica di sole con una temperatura gradevole. Quello era il giorno della mia festa ed al mattino avevo assistito ad un brutto evento che mi aveva molto rammaricato. A pranzo concluso accompagnati una mia ospite tifosissima dell’Inter che non finiva di sminuire le capacità della mia squadra nei confronti della sua. Quell’incontro rappresentò il punto di svolta nella mia vita. Che emozione, che gioia, che entusiasmo . Quel giorno dalla squadra scaturi’ il genio ed il valore. Dicono i tedeschi che si era di fronte ad un “Erlebnisse ” che è un evento che divide un’esistenza in un prima e in un dopo. Dio li benedica tutti quelli di quella squadra.