Curcio la mente, Ferrante il cecchino. Il popolo rossonero sogna…
Il Foggia torna a fare risultato ad Avellino dove i rossoneri erano accompagnati da una tradizione sfavorevole che, per gli amanti della cabala, non lasciava presagire nulla di buono alla vigilia. Ma il Foggia di Zeman da qualche settimana ha dimostrato di aver raggiunto un livello di maturità per la categoria al punto che nessun risultato è precluso a Curcio e compagni. In terra irpina, come accaduto al San Nicola di Bari, il Foggia non ha avuto pause e non ha regalato nulla all’avversario in tema di continuità di gioco in compenso si sono riviste le vecchie amnesie difensive che sono costate due reti nelle uniche due sbavature nell’arco dei quasi novantacinque minuti del match. Alla fine un pareggio che, tutto sommato ha rispecchiato l’andamento della gara e che è risultato giusto anche se a recriminare sono proprio i padroni di casa che, probabilmente, pregustavano già la vittoria. Ma nel calcio si sa i grandi calciatori, quelli simbolo di una squadra, gli uomini con più carisma possono anche essere anonimi durante la contesa ma poi quando serve tirano fuori dal cilindro la giocata che ti cambia il giudizio finale sulla prestazione. E’ ciò che ha fatto Alessio Curcio, oggetto di critiche durante la gara per il semplice fatto che non incideva sulla gara dei rossoneri, prima di imbeccare Ferrante, nell’ultimo giro di lancette, e mandarlo a rete come solo lui sa fare. Curcio la mente e Ferrante l’esecutore con un diagonale che non ha dato scampo al portiere avversario e che ha portato a undici le marcature dell’italo argentino. Un bel bottino per l’ex attaccante della Ternana che sta facendo a pieno il suo dovere e che, se si dovesse confermare anche nel girone di ritorno, spalancherebbe nuovi orizzonti anche alla formazione di Zeman. Intanto il Campionato non dà tregua e mercoledì alle 14,30 si torna in campo allo Zaccheria contro il Monterosi in quella che è la prima sfida del girone di ritorno e che anticiperà la lunga pausa invernale in concomitanza con le feste natalizie. E poi sarà mercato con la sessione invernale. A tal proposito si sa che il Diesse Peppino Pavone sta lavorando già da un po’ alla ricerca di elementi che possano fare al caso del boemo. Di nomi ne circolano già ma noi vogliamo lasciare in pace lo staff tecnico e l’area tecnica di lavorare per il bene del Foggia. E poi la garanzia quest’anno porta la firma di Zeman e Pavone e questo può bastare per lasciare dormire sonni tranquilli al popolo rossonero.
7 Commenti
Mi piacerebbe sapere quale, sarebbe stato il commento , qualora non si fosse raggiunto all ultimo secondo l ‘insperato pareggio. Ancora una volta il
risultato condiziona i commenti, che fino a poco prima del pareggio
erano di natura critica , per una squadra che comunque continua a non avere un impronta zemaniama e ad adottare un gioco solo a rari tratti soddisfacente.
Sono d’accordo con te ,Salvatore .
Guardatevi la Juve che è meglio!
Bravo Luciano…..di vedessero la Juve il Milan l’Inter…noi continuiamo solo con il Foggia ❤️?
Io non ho mai guardato o tifato altre squadre che non siano il Foggia.
Contestare quello che ho detto e che ha riconosciuto anche Zeman.
e’ il non voler vedere la realtà e l’ opportunismo con cui vengono commentate dai più le partite del Foggia in base al risultato
salvatore sei una persona che vede le cose come stanno,altri sono accecati e assetati di vittorie a prescindere,.
Per onestà intellettuale è inesatto dire che i 2 gol dell’Avellino sono state le uniche occasioni dei padroni di casa nell’arco dei 95 minuti, in quanto c’è stata in mezzo una clamorosa traversa che, ai punti, se si trattasse di un incontro di boxe, decreterebbe la vittoria dei padroni di casa. Peraltro i 2 gol irpini non sono stati frutto di svarioni difensivi, bensì di ottime giocate di Di Gaudio e Maniero.