Imparare dalle sconfitte si può, soprattutto se sei il Foggia “anno zero”
“La deformazione della vittoria, la stabilità dell’insuccesso”, l’ossimoro di un poeta del futból. Lo chiamano El Loco, all’anagrafe Marcelo Alberto Bielsa Caldera. Di professione fa l’allenatore di calcio. Da oltre 30 anni. El Loco è uno che finita la stagione di Premier con il Leeds si presenta al campo delle giovanili e va ad allenare i ragazzini dell’«Under 11». Icona dell’avanguardismo estetico, Bielsa è un “gemello” di Zeman non negli schemi o nei principi di gioco ma nell’etica sportiva e nella cultura del lavoro. In una delle sue posizioni filosofiche più dibattute, il DT argentino ha parlato di “vittoria come deformante perché stimola alla giocata fine a sé stessa e di un insuccesso che rende invece stabili perché spinge all’umiltà e alla voglia di migliorarsi”. Si lavora sempre per ottenere il massimo risultato, ma s’impara in particolare dalle sconfitte. È quello che deve accadere al Foggia tornato da Catanzaro con il 3° ko stagionale, il 2° esterno dopo lo 0-3 di Palermo.
L’impressione è che i giallorossi di Vivarini fossero più motivati. L’esonero di Calabro, la pesante differenza di punti rispetto al Bari, le ambizioni al momento frustrate hanno rappresentato una molla per far esplodere un connubio tra atletismo (decisivo in un campo così pesante) e cifra tecnica che hanno indirizzato il match verso i lidi calabresi. Interrotta la serie positiva di 8 turni, però, si riparte. Il Foggia è “work in progress”, mai dimenticarlo. In un processo di crescita articolato, è fisiologica la sconfitta, soprattutto quando l’ascesa è legata a un progetto da “anno zero”. Perché è qui che si colloca il Foggia 2021/22. All’alba di una nuova era. Può apparire riduttivo parlare di battute d’arresto propedeutiche al miglioramento, può urtare la sensibilità quasi narcisistica di una porzione di ambiente (non certo, peraltro, quella dei ragazzi di curva che hanno onorato la nostra città a Catanzaro, esprimendo tutta la qualità umana della gente di Foggia!) soggiogata da sogni di “grandeur” troppo spesso deragliati verso un “colpevole” illusionismo. Ma questa è la realtà. I fallimenti e i numerosi campionati di 3ª serie sono lì a ricordarlo!
Il Foggia ha appena iniziato la sua ennesima scalata, è bene ricordarlo. Qualche settimana fa, Maurizio Sarri – parlando di visioni ad ampio respiro – ha ricordato come il Liverpool fosse finito 8° in campionato nel primo anno di Klopp. Quello che è successo poi è noto al pubblico: i Reds hanno vinto tutto e oggi sono la più eccitante espressione calcistica al mondo, più del guardiolano City dai mille tocchi o dell’”onassico” PSG dei fenomeni senza… una squadra! Chiaro però che il Liverpool ha assecondato al 100% le scelte del suo tecnico e che il pubblico lo ha eletto insindacabile padrone del destino Reds nel Merseyside. Da Catanzaro si può ricominciare, riappropriandosi di rabbia e talento, abbracciando Rocca e salutando l’imminente rientro di Di Grazia (e si spera a breve anche di Merola). Facendo ovviamente tesoro degli errori commessi, nella consapevolezza però che la strada è tracciata e sarebbe delittuoso tornare indietro…
2 Commenti
Quanto sei bravo bellissimo articolo come sempre
Lunardi “Number One” . Complimenti