Il nuovo «Umanesimo» zemaniano ai tempi della penalizzazione
Il fulmine ha colpito a ciel sereno, le nubi insidiano l’orizzonte. C’è da lottare ancora: nulla di nuovo sulla piana del Tavoliere. Sgombriamo il campo dagli equivoci: questa non è una piazza che si nutre di vittimismo cosmico. I teoremi complottisti lasciamoli ad altri salotti, magari più vicini alla politica… Zeman non è l’obiettivo di una nuova manovra da “servizi segreti deviati”, il suo prestigio è raccontato dai premi che continua a collezionare lungo lo Stivale ed è testimoniato dalle frequenti visite del presidente di Lega Ghirelli dalle parti di Via Gioberti. La battaglia legale è appena iniziata, le carte racconteranno la loro verità processuale, ma la dialettica democratica – a volte – si scrive anche con arringhe appassionate o vizi di forma incomprensibili per i comuni mortali senza toga. Si chiama stato di diritto, che ogni tanto si ricorda pure di avere dei… doveri!
A noi – però – piace il football. Quello delle scarpette che lucidano il manto bagnato dell’Antistadio in un’umida giornata di novembre. Quello che elegge San Ciro teatro di dibattiti atletici da tramandare, quello di un Maestro che prova a trasformare giocatori “normali” in eroi della fatica. Peccato dover parlare di penalizzazioni e ricorsi quando si cominciano a vedere sottili spiragli di “Umanesimo” zemaniano. Il giocatore al centro del globo. I segnali però non sono giunti dal 3-0 ai danni di una Paganese spuntata e già liquidata in Coppa Italia o dalla doppietta di un Curcio “con fissa dimora” (o quasi) in area di rigore; o ancora dal ruggito del Tigre Ferrante, epigono di una scuola rioplatense che ha inventato virtuosi del gol «dal nulla» come Batistuta, Crespo e Higuaín.
L’alba del nuovo “zemanesimo” ha il volto pulito di un ragazzo di 21 anni, Filippo Tuzzo, esploso nella Primavera del Chievo dove Paolino Mandelli, che in rossonero ha divorato campo e strappato applausi, lo ha tradotto in attaccante dopo che il baby fenomeno Vignato era approdato in Prima squadra. Due partite, una in Coppa Italia e una in campionato, e subito la sensazione che il Maestro stia forgiando un’altra creatura a sua immagine e somiglianza… calcistica. Il buon Filippo ci ha ricordato in qualche interpretazione (per ora solo in potenza) un po’ il Rambaudi romano, cucitore di gioco di raffinata intelligenza e feroce applicatore dei dettami di Zeman: semplici sensazioni – a fronte di tante “imperfezioni ideologiche” (come quella di rimanere troppo largo sulla fascia!) – ma molto positive. Le stesse regalate dall’ascesa di Garofalo e (in misura minore) di Di Jenno, due che parevano destinati nemmeno un mese fa a entrare in distinta appena negli allenamenti “congiunti”. Un po’ alla volta il Maestro sta facendo proseliti: non ci sono più solo i titolari, o presunti tali, a dettare legge, il resto non è mancia ma moneta sonante. Che Zeman saprà come “spendere”. Tutti studiano, pochi insegnano. Lui riesce ancora a farlo. Piccoli Tuzzo crescono. È questa la notizia della settimana! Ah dimenticavamo: c’è anche la penalizzazione. E allora si torna a combattere. Come sempre a Foggia!
7 Commenti
Come sempre impeccabile !!! Questo è il calcio che mi piace quello che lei racconta , non i pro e i contro , a favore ed a sfavore …..
Complimenti!!
Penso che parlare con franchezza e lealtà sia la cosa più utile. Le procedure amministrative di merito contestate sono note a tutti gli operatori del settore. Peraltro sono state recentemente aggiornate ( giugno ?!) per arginare , cito parole testuali riportate nelle cronache , il “fenomeno degli avventurieri” nel calcio. Il relatore del Tribunale Federale è il dott. Andrea Giordano che credo sia un magistrato della Corte dei Conti .Allora nulla a ciel sereno ma consapevolezza dei possibili rischi di subire le sanzioni irrogate in caso di inadempienza. Lo scoprire poi che al centro del ” globo” vi sia l’uomo mi trovi d’accordo, ma questo è detto da più di 2500 anni con i risultati che abbiamo sotto gli occhi. Un abbraccio
Come al solito bellissimo articolo chiaro sereno e pieno di spunti contenuti bellissimi. Grazie
È un piacere leggerla e ascoltarla.
Ora si vedra’ il livello di civilta’ calcistica dei foggiani. Accerchiato di affetto i calciatori e Zeman e che Dio ce la mandi buona. Sarebbe deleterio per il Foggia un atteggiamento distruttivo. Nel bene e nel male sempre forza Foggia.
Giampaolo Limardi è un fine cultore della materia calcistica e merita ribalte nazionali. É un orgoglio avere questo romano trapiantato a Foggia.
Da un foggiano trapiantato a Roma..?
Il sig. Limardi scrive molto bene e da competente. Si vede la differenza rispetto agli altri giornalisti o opinionisti.
Ma nel caso specifico , a mio avviso, sbaglia nel non dare inportanza a ciò che è successo , sminuendolo a mero accidente.
Le infrazioni commesse sono serie e dense di conseguenze in quanto , ove confermate anche negli altri i gradi di giudizio, verosilmente comprometteranno la permanenza degli attuali dirigenti.