I centrocampisti e i terzini devono costruire, gli attaccanti devono fare gli attaccanti

I centrocampisti e i terzini devono costruire, gli attaccanti devono fare gli attaccanti

“Il mio centravanti è lo spazio”, così parlava Guardiola, l’avanguardista del futból, il “visionario” che aveva esportato nel mondo il culto per il tiki taka, la cui avventura al Barça – illuminata dai lampi di Messi e orchestrata dalla sapienza di Xavi e Iniesta – si era chiusa quando aveva teorizzato una squadra senza difensori e attaccanti ma con 10 centrocampisti che occupavano posizioni differenti con meccanismi di rotazione perfetti, almeno sulla lavagna. L’utilizzo di Cesc Fabregas, una mezzala pura, come «falso 9» era troppo però pure per il Camp Nou e così l’esperimento di Pep vide il suo tramonto naturale. Anche perché in Catalogna erano affezionati a Giuly, Eto’o e Ronaldinho, e avrebbero conquistato il “triplete” nell’era Luis Enrique con Messi, Suárez e Neymar, ovvero tre “punteros” per definizione.

La realtà è che il calcio più moderno alla fine è quello più antico. “Gli attaccanti devono fare gli attaccanti e non devono costruire”, ha tuonato Zeman più di una volta, rimbrottando i suoi timidi esterni avanzati (solo sulla carta… avanzati, visto che il boemo ha candidamente ammesso che la propensione a “rinculare” dei vari Curcio, Merola e Merkaj trasforma il suo 4-3-3 in un 4-5-1 spurio!), che si trastullano in architetture di palleggio poco inclini alla verticalità del Maestro di Praga. Velocità di pensiero e precisione nell’esecuzione sono i principi costitutivi di un calcio ambizioso e offensivo. È questo forse ciò che sta mancando alla truppa del boemo, intrappolata nello scarso coraggio di osare e in un approccio tecnico allo scambio approssimativo.

C’è solo una squadra in Europa che sintetizza in maniera sublime velocità e verticalità e si chiama Liverpool. Chi avesse avuto modo di vedere il confronto tra Reds e Atlético Madrid in Champions League ha potuto ammirare i tagli “furiosi” di Sadio Mané, l’espressione più fulgida del “kloppismo” d’assalto! Quando la palla scivolava da sinistra a destra, infatti, il senegalese andava di continuo a braccare lo spazio: ha trasformato così un tiro assist di Alexander-Arnold nel secondo gol degli inglesi, quello che ha sacramentato il trionfo di Anfield. Ebbene, c’è tutto lo zemanismo in quest’azione dei Reds: “Sono i centrocampisti e i terzini che devono costruire”, ha ribadito anche recentemente il mister di Praga, nemmeno fosse Klopp a parlare! Alexander-Arnold è il laterale destro che partecipa, rifinisce e se capita – ma non come prima opzione – prova il tiro; i mediani premiano le sue avanzate e Mané trasforma l’idea teorica in una pratica spietata (la stessa cosa vale con l’altra “diagonale” Robertson/Tsimikas – Salah). Domanda: quante volte il Foggia ha rispettato questo canovaccio? Pochissime e in tempi paradossalmente non recenti. C’è stata dunque – da questo punto di vista – un’involuzione più che un’evoluzione e l’impressione di un disorientamento rispetto ai parametri storici dello “zemanismo” è sempre più forte. Toccherà ai rossoneri, la cui classifica è comunque confortante, invertire il trend di un appiattimento verso l’apatia di gioco e tornare a credere nel “verbo professato”. I centrocampisti e i terzini costruiscono, gli attaccanti devono stare in area per segnare: questa è la base. Il resto vale solo nelle discussioni accademiche tra “guardiolisti” e “strategisti”. L’anno scorso – per inciso – in finale di Champions vinse il Chelsea dello strategista Tuchel e a Pep non rimase che gettare in campo negli ultimi venti minuti 3 punte di ruolo perché il suo “centravanti”, lo spazio, si era nel frattempo proditoriamente dileguato…

8 Commenti

  • Però complimenti quindi è meglio stare zitti e guardare avanti.
    Un articolo e un espressione di pensiero che rincuora.

    Saluti

  • Appena qualche giornalista usa un po’ di coraggio e si permette semplicemente di fare una timida critica, subito compare il branco per sbranarlo e azzittirlo.
    QUESTE BESTIE non parlano del Foggia, ma passano la loro miserabile vita a “parlare di quelli che parlano del Foggia”. Non hanno idee, non hanno un cervello. Sbraitano e basta.
    SERVI. La democrazia vi ha dato la possibilità di esprimere la vostra stupidità e NOI vi faremo mangiare la lingua con l’arma della civiltà. BEDUINI.

  • Il raffronto tra Klopp e Zeman è tutt’altro che azzardato. Seguo le vicende dell’allenatore tedesco dai tempi del Mainz, onesta squadra di medio-bassa classifica nella Bundesliga, che col buon Jurgen ha toccato vertici inaspettati fino alla qualificazione alle Coppe Europee.
    Ebbene guardando il giuoco delle sue compagini non si può non notare una evidente forma di “zemanismo”, soprattutto nella gestione del gioco offensivo di cui abbiamo potuto godere a Foggia nei primi anni novanta.
    Certo i protagonisti in campo nelle file dei satanelli di allora e del Liverpool di oggi erano e sono di stoffa incomparabilmente superiore ma a Foggia i vari Baiano,Signori, Rambaudi, c’erano arrivati da illustri sconosciuti e non come già affermatissimi e pagatissimi professionisti internazionali.
    In questo sta la grandezza del Maestro. Nell’idea anarchica, soprattutto nel contesto italiota, che con il giuoco e con pedine anche misconosciute ma con specifiche caratteristiche, si possono sovvertire gli equilibri tecnico-tattici del rettangolo verde (chiedere referenze a tutti i tifosi delle squadre avversarie che ci hanno prima deriso, poi ammirato e odiato, per questo).
    Con tutto il rispetto per mister Klopp.
    SEMPRE FORZA FOGGIA

  • Se magari si arrivasse a capire di far giocare le punte laterali senza adottare la forzatura del piede invertito, si riuscirebbe a garantire maggior profondità; d’altro canto, non mi risulta che Signori giocasse sulla destra o Rambaudi a sinistra.

  • Il mister ha affermato che il Foggia è una delle squadre che tira di più in porta!!!??? Poi dice che gli attaccanti devono fare gli attaccanti e che quindi nn devono costruire gioco, ma per me il problema nn sta in questo. Immaginate se le ali nn arretrano quanti gol prenderebbe la difesa che già offre agli avversari più azioni pericolose di quelle che costruiamo…Zeman nn ha sempre bene dove ha allenato…..per ora risultati e gioco scadenti… Sono demoralizzato.

  • Speriamo che sia come dice Limardi , io ho paura che siamo vicini ad una “scoppola” e speriamo non sia domenica con la Paganese ,questa partita è un bivio , se si vince e convince potremo lottare tranquillamente per un posto di rilievo per affrontare i play off , viceversa si aprirebbe una crisi su cui si butteranno subito tutti i tirapiedi che ci sono in giro che non vedono l’ora di farlo .
    Forza Foggia Forza Zeman e tutti i veri tifosi
    Forza Foggia

  • Sig.Limardi se posso permettermi una piccolissima critica.Ha accostato degli allenatori che hanno stravinto trofei a Zeman che non ha vinto nulla se non dei bellissimi campionati a Foggia.Forse il paragone è un po’ sbilanciato a sfavore del boemo.Anche in Italia ,nelle grosse squadre ,non ha avuto grossi risultati.
    Per noi foggiani è e resterà sempre un mito per come ha dato lustro a questa città portandola ,almeno calcisticamente,alla ribalta nazionale.
    Zemanlandia ne è la prova.A Foggia ha trovato le condizioni per esprimersi al meglio,ma poi fine o quasi…..Per noi sarà sempre beato e ,per essere credibili,non rendiamolo santo….

  • Si ma guardiola e klopp si sono ispirirati a lui non mi sembra che il foggia abbia mai vinto qualcosa e dopo loro hanno avuto sempre società forti. Sacchi diceva che le società sono fondamentali per le vere vittorie. Cmq santo non è però tutti potremmo diventarlo…..

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