Il Foggia e la “paura” di osare

Il Foggia e la “paura” di osare

Ancora un pareggio, il terzo consecutivo, per il Foggia di Zdenek Zeman che sembra aver smarrito la strada che porta al successo in Campionato. Tre pareggi di fila con Bari, Taranto e Picerno, tutti con lo stesso punteggio di 1-1, con la sola prestazione del San Nicola che aveva illuso sulla crescita del gruppo al punto da far pensare ad un futuro di torneo in discesa. La prova di ieri pomeriggio in terra lucana ha segnato un evidente passo indietro, una netta involuzione nel gioco per i rossoneri rispetto alla vivacità, all’esuberanza mostrata nel derby di Bari. Primo tempo da dimenticare con il Picerno che ha fatto la partita e ha costretto il Foggia nella sua metà campo a rintuzzare le iniziative dei rossoblù dimostratisi propositivi sin dall’inizio. La manovra del Foggia è mancata soprattutto a centrocampo dove la difficoltà a costruire ha costretto spesso i rossoneri a ricorrere ai lanci lunghi  che non sono affatto contemplati nel modo di vedere il calcio del boemo. Ma non è solo quello della costruzione del gioco a centrocampo l’unico neo di questa formazione che non riesce ad esprimere ancora il calcio che vorrebbe il boemo perchè anche la difficoltà ad entrare in area degli avanti rossoneri, per creare pericoli agli avversari, resta un altro dilemma di questo primo scorcio di Campionato. C’è poi, a nostro avviso, anche una sorta di “paura” di osare in alcuni frangenti delle gare che spesso limita Curcio e compagni che raramente provano a fare la partita. Dopo la “debacle” di Palermo questo problema si è acuito maggiormente se è vero che già nel derby col Taranto e poi ieri a Picerno una volta riagguantato il risultato di parità è mancata la continuità della ricerca della vittoria quasi per paura di scoprirsi e magari subìre ancora gol. Un timore che non rientra nel modo di vedere il calcio di Zeman la cui filosofia è stata sempre quella di fare un gol più degli avversari. Dopo dodici partite ci si aspettava probabilmente qualcosa in più da questo gruppo che finora, solo a tratti, ha fatto vedere cose egregie. Eppure non è un problema di condizione fisica ma crediamo che sia più mentale per i rossoneri che dovranno fare in fretta a scrollarsi di dosso queste paure che ne frenano la crescita. E’ vero anche che probabilmente qualche elemento poco si adatta al modulo del boemo e che questa squadra ha bisogno di qualche rinforzo a gennaio per alzare la cosiddetta asticella di un gruppo già di per se valido. Mancano dei veri e propri esterni d’attacco e poi è da rivedere la posizione in campo di Alessio Curcio che tende troppo spesso ad accentrarsi facendo venire meno le sovrapposizioni tra laterale esterno di difesa ed esterno d’attacco che con Zeman servono per aggirare le difese avversarie che si chiudono. Giocando troppo per vie interne non si fa altro che sbattere contro il muro difensivo avversario che non permette di trovare sbocchi. Nelle gare sin qui giocate lo Zeman pensiero si è visto a tratti con giocate interessanti che danno spesso la sensazione che qualcosa possa accadere ma non basta per avere ragione degli avversari. E’ un pò quello che è accaduto anche ieri a Picerno dopo il gol del pareggio di Di Pasquale con la paura di osare ed il Foggia che, a parte tanta buona volontà, ha badato ad accontentarsi del punto per evitare di essere infilato in contropiede dagli uomini di Palo. Poco, troppo poco per chi vede il calcio come uno “spettacolo”. Vero Zeman?

10 Commenti

  • Zeman nn deve spiegare a noi le pecche della sua squadra, lo capisce anche un bambino quindi si dia da fare per dare gioco e continuità..,..la responsabilità è solo sua… con questo 4 3 3 riusciamo a fare ridere i polli.,ormai le difese si chiudono tutte escluso la ns. È il mister che deve dare le coordinate per arrivare al gol…se nn riesce in questo tragga le conseguenze.

  • Buonasera
    Bell articolo. La sintesi è condivisibile del momento attuale del foggia. Ma vorrei affrontare alcuni punti.
    Se questo gruppo ha paura di osare non si vedrebbero neanche le trame zemaniane arrivate anche se a sprazzi quindi il lavoro del tecnico c’è la squadra deve continuare ad insistere con il concetto e la mentalità.
    Faccio una premessa è un gruppo di ragazzi che a piace tanto ma siamo sicuri che dal punto di vista tecnico siano da c di alte quote? E quanto minutaggio hanno avuto nelle precedenti squadre ? E da quali gategorie provengono?
    Ho visto tutte le partite del foggia e fino ad ora nessuna ci ha messo sotto. È da tenere conto anche di questo. Non credo che sia un fatto di paura ma di cambiare mentalità ed avere più coraggio nell applicazione. Ma la tecnica è la tecnica e le conquiste arrivano solo attraverso il coraggio. Cmq sig alberto se zeman fosse sgamato avremmo 0 punti in classifica non 18 con il rischio che il foggia sparisse dai professionisti quindi ringraziamo il presidente la società e due figure come zeman e pavone.

  • Sti ragazzi mi sembrano insicuri …..ma possono migliorare…..il tuo ragionamento fila ma io guardo tra le pieghe…….da bl

  • Tra le pieghe…….da bl non ho capito

  • Gli schemi di Zeman sono quanto più difficile da comprendere, oggi spesso l’individualità prevale sul gioco di squadra. Oggi, in generale, si insegna più a distruggere e ripartire che a costruire, e distruggere, si sa, è più facile, e non occorrono nemmeno i piedi buoni, ma solo buoni polmoni. Nel primo campionato di Zemanlandia, che io considero essere il 1989-90 in serie B, il girone di andata fu pessimo, dove perdemmo ben 4 partite consecutive, ma non ricordo contestazioni a Zeman. Il girone di ritorno fu quasi da promozione, e, per me, fu in quel secondo periodo che, nacque la Zemanlandia vera e propria: nel girone di andata i calciatori (che pure si chiamavano Barone, Rambaudi e Signori, ecc…) non avevano capìto granchè di quello che voleva Zeman.
    Da lì in poi è storia nota, ed è più facile da ricordare, ma per raccogliere frutti di squadra occorre “seminare” da squadra e, secondo me è quello che ancora manca a questo gruppo. Quando questo processo di “semina” terminerà, (magari occorreranno altri tre mesi), allora potremo dire se Zemanlandia è tornata oppure no! Una cosa, però, non riesco proprio a comprendere: è l’ostinazione del mister a far giocare Martino a sinistra : va bene che a 74 anni sembra ancora lucido, ma……….. se Signori fosse stato schierato a destra, avrebbe segnato gli stessi gol ? Poi, oggettivamente, il campo di Picerno è peggio di S. Michele. Un caro saluto a Tiziano. Mario – Parma Rossonera

  • Non conosco le Vs.eta’,ma posso garantirvi che,da ultra settantenne,il gioco arioso di Zeman lo tengo ancora sta.pato nella mente.
    E non.mi si dica che erano altri tempi e che si giocava un altro calcio!
    Pure allora le squadre avversarie ci aspettavano e trovavano praterie in contropiede,ma almeno ci divertivamo.Spesso il famoso gol in piu’ zemania no lo si faceva.
    Oggi non si vede un tiro in porta.degno di questo nome,ieri il portiere ha giocato alle belle statuine,,a centrocampo non si gioca di prima in quanto il controllo di palla(fateci caso,non riescono a stoppare il pallone) e’ approssativo.
    In attacco non c’e’ nessuno,Ferrante torna troppo indietro.
    Ed allora di cosa stiamo parlando?
    Il bel gioco di Bari e’ dovuto al campo largo ed al Bari che doveva fare la partita e li’ ci siamo infilati
    Ma gli altri?Ti pressano e non ti fanno giocare e noi ci mettiamo del nostro
    Voglio solo sperare che questo sia un anno transitorio che possa servire per meglio amalgamare la squadra per il futuro.
    Cordialita’

  • Con Curcio, giocheremo sempre in 10. Ha fatto lo spavaldo, facendosi lisciare per tutta l’estate. Ma non attacca la porta, non interdice, non costruisce, corre come un pappamolle con i parastinchi in evidenza con le calze abbassate. Ci danneggia e in attacco il solo Ferrante non basta. Se Zeman vuole un 4.3.3 ha bisogno di tre attaccanti, veloci che puntano la porta. Curcio non si capisce che cos’è.

  • Considero il tuo commento abbastanza condivisibile, tranne che sul discorso Martino.
    Hai ragione, non é un esterno sx ma interpreta egregiamente quel ruolo se posizionato sulla sua corsia naturale, la dx. Evidentemente Zeman si trova a dover sostituire un calciatore come Nicoletti che fin ora ha dimostrato ampiamente di meritare il posto.Sono perfettamente d’accordo sulla tua analisi iniziale,a Foggia siamo abituati a veder giocare, ma per arrivare ai livelli a cui abbiamo assistito negli anni in cui Zeman ha regalato al mondo del calcio qualcosa di nuovo,il tifoso dimentica a cosa abbiamo dovuto assistere nell’anno della D e quello successivo in B.Bisogna avere il coraggio di comprendere ancorché prima che capire, che in una squadra costruita dal nulla, che c’é molta differenza tra la teoria e la pratica.Quello che provi durante gli allenamenti non sempre ti riesce per il semplice fatto che nella fazione opposta ci sono altrettanti 11 calciatori che vorrebbero vincere quanto te.Trovo inutile fare commenti insensati che pur dimostrano quanto, la gente di questa città, sia legata alla maglia.
    Concludo dicendo che a Foggia c’é un detto che cita : a processione s ved quann s’arrtir.
    Buon campionato.
    Zafó

  • Il Foggiano boccalone sogna sotto l’ombrellone.
    Anche quest’anno.
    Ad agosto parlava di Serie B e di Zemanlandia. E insultava chiunque la pensasse diversamente.
    A settembre, dopo le prime sconfitte. Calma. Occorre tempo. Fra 6 partiti voleremo.
    A ottobre, dopo numerosi risultati deludenti. Ci vuole tempo. Il gioco di Zeman è complicato.
    A dicembre. Tranquilli faremo mercato e voleremo in primavera.
    A marzo. Mah. Qualcosa non va. Ma vinceremo i play-off.
    A maggio, dopo aver perso i play-off. VINCIAMO L’ANNO PROSSIMO.
    E poi nell’estate 2022.
    Il Foggiano boccalone sogna sotto l’ombrellone…e si ricomincia.
    E’ un MEDIOCRE INDIVIDUO CHE NON IMPARA MAI.

  • Quante chiacchiere. Il tempo sarà galantuomo e raccoglieremo i frutti. Ci vuole pazienza con Zeman, molta pazienza.

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