Il Maestro non si misura con le conquiste ma con il rispetto
La frase più congrua l’ha detta Stefano Casale, attaccante del Foggia a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 e interprete del primo Zemanlandia di Capitanata, durante la trasmissione “Bordocampo” di FoggiaGol Tv: “Zeman ha visto prima di tutto e di tutti quanto di buono ci fosse in un giocatore normale.” Zeman, sempre Zeman, fortissimamente Zeman… è inevitabile legare le vicende rossonere a quelle del Maestro, in una settimana che lo ha visto al centro di una polemica a distanza con Cassano, il quale ha risposto a una provocazione dialettica del boemo su Totti evocando l’oltretomba da cui il tecnico di Praga sarebbe ricomparso. Ma al di là di queste stilettate mediatiche buone appena per Staffelli e il suo Tapiro, il personaggio Zeman resta fonte continua di discussione. “È una persona dall’intelligenza straordinaria”, lo ha definito Stefano Casale che con lui esordì tra i Pro; per qualcuno però è un vincente “imperfetto” o un perdente “perfetto” (decidete voi!), uno che sacrifica all’altare del «bel gioco» anche il risultato, che nello sport qualcosa conta pure! In realtà Zeman cerca il risultato attraverso la sua visione di calcio. Che è ed è stata integralista! Ovunque, anche nella Capitale in serie A, a dispetto di chi – forse non avendo cognizione del periodo “trasteverino” del boemo – ha sostenuto che solo a Foggia il mister di Praga abbia potuto esprimere tout court il suo pensiero filosofico e operativo. In realtà nella sua ultima Roma non si fece problemi ad escludere un leader come De Rossi che aveva contestato i suoi metodi di lavoro, e nella Lazio, la compagine più forte guidata in carriera da Zdenek, si scontrò più volte con il bizzoso ma straordinario croato Boksic, che molti anni dopo – però – avrebbe fatto mea culpa riconoscendo in pieno le ragioni del boemo. Prima di salutare il Pescara (portato in «A») ha lasciato in eredità un play di nome Verratti, per la gioia delle casse del Delfino rimpinguate dai petroldollari del PSG; quando fu esonerato dalla Roma nel 2013 se ne andò invece avendo lanciato due “bambini” in difesa. Uno si chiamava Marquinhos, aveva 17 anni, era stato preso dal Corinthians per 3 milioni di euro e ne portò in dote ai giallorossi 31; l’altro era Alessio Romagnoli, 18 primavere all’epoca, “cria” del settore giovanile della Roma e venduto al Milan per 27 milioni di euro, bonus più, bonus meno!
Il problema non è Zeman, ma cosa rappresenta Zeman! Zeman non si misura con le conquiste ma con il rispetto! È uno che raccoglie bottigliette dopo un’amichevole in ritiro, è uno che riceverà a Picerno l’ennesimo premio di una stagione sotto quest’aspetto già trionfale, è uno che non cambierà mai modulo per non rinnegare 50 anni di calcio. È uno che non ha paura di schierarsi perché ha le idee scolpite nel suo sorriso “anemico”. Zeman è il custode del bene più prezioso della comunità foggiana: la dignità! Zeman vuole vincere, ma non chiedetegli solo di vincere. “Se il mister mi dicesse di giocare in porta lo farei”, ha dichiarato in conferenza stampa Gallo, uno dei “certificati di garanzia” di quanto affermato da Stefano Casale: “Zeman ha visto prima di tutto e di tutti quanto di buono ci fosse in un giocatore normale.” Zeman vuole vincere, ma a modo suo. Con giocatori normali da far diventare “fenomeni”. Il calcio è cambiato, l’utopia zemaniana no! Vediamo se un signore di 74 anni, con il vizio di divertirsi ad allenare, sarà ancora capace di sfidare le leggi del pallone. Se ci riuscirà standing ovation, altrimenti chapeau lo stesso Maestro. La tua gente ti sarà comunque grata!
8 Commenti
Complimenti bel commento, vorrei solo aggiungere che quando allenò la roma nel ’97 ’98 ’99 fece un lavoro straordinario dopo i disastri dell’era Bianchi, con un gran gioco mai visto da queste parti e gettò le basi dello scudetto vinto poi da capello. Il lavoro che fece su Tommasi è semplicemrnte straordinario, Di Biagio disputò un europeo fantastico a Francia ’98. Il presidente Sensi disse che Zeman fù mandato via non per motivi tecnici ma politici, perchè dopo lo scandalo doping una società del nord in particolare gliela avrebbe fatta pagare
Certo sig. Franco parlando con lealtà e franchezza occorre ricordare che Zeman si è ritrovato a competere nei campionati italiani più “dopati”. Vogliamo dire i nomi riportati nelle cronache del tempo ?! Li vediamo ancora in giro pingui di denaro ed altro come si legge. E allora di cosa parlano Cassano ed altri altri .
Per non dire quello che successe con il lecce, ma a quei tempi imperversava nel calcio italiano il trio delle meraviglie Bettega Giraudo e Moggi
Un ultima cosa poi mi taccio. Non credo che zeman sia inviso al potere del calcio solo per il fatto del doping, che pure diede tanto fastidio, ma soprattutto per l’ultima parte della frase che lui disse pubblicamente: il calcio, per poter sopravvivere “deve uscire dalle farmacie e dagli UFFICI FINANZIARI” e in questa frase cè tutta la sua idea di calcio. Nella sua carriera ha ampiamente dimostrato che si può fare calcio competitivo e di qualità anche con rose di giocatori presi da serie minori pagati poco ma valorizzati per merito di tanta competenza, professionalità e anche per un gioco propositivo che sviluppa i talenti e che piace ai tifosi. Te lo immagini se altre società e allenatori seguirebbero questa idea di calcio in Italia? Il potere dei procuratori verrebbe
ridimensionato? Il mercato sarebbe meno controllabile? I costi verrebbero abbattuti? Le squadre minori potrebbero competere con le squadre più blasonate? Si parla di miliardi. Ecco, queste sono domande che mi pongo io ma che sono sicuro si pone anche chi comanda il calcio
Buongiorno faccio i complimenti al sig. Gianpaolo i suoi articoli sono sempre ben esposti e bellissimi da leggere, e ai sig. Gaetano e Franco per il loro pensiero pieno di verità. Seguo zeman da quando avevo 15 anni ora ne ho 54 da Licata fino ad ora. Mi colpì subito tutti di lui e quando sacchi si fece conoscere erano i miei allenatori. Ho sfiorato il calcio professionistico per poco e ho conseguito il patentino di allenatore a 25 anni.
Vivo a pescara e ho avuto il coronamento di un sogno vedere zeman dal vivo seguire i suoi allenamenti settimanali e vedere quel gruppo crescere con promozione in serie A. Ho tanto da dire, ma vedere una rosa di ex primavera e qualche giocatore di categoria e vedere quel calcio con il connubio bel calcio e risultati che dire. Dico che si può fare anche oggi. Forza foggia.
Complimenti per il bel commento. Condivido tutto. Anche io seguo il Maestro dal 1990 in tutte le squadre che ha allenato. Un allenatore di questo calibro in Serie C lo si vede solo in Italia e tutti i colleghi lo riconoscono. E tutti dimenticano che è stato l’artefice del più grande miracolo sportivo, dopo lo scudetto del Verona 1985. La salvezza nel 1992/93 con ragazzi della C1 C2 e Sciacca dall’Interregionale. Nessuno ci credeva, neanche i tifosi foggiani. Tutti gli addetti ai lavori (inclusi Lippi e Sacchi) dichiararono ad inizio campionato che quella squadra avrebbe fatto 5 o 10 punti al massimo.
30/05/1993 Foggia-Cagliari 1-1 il Foggia salvo matematicamente. Io c’ero. Tutti nel piazzale dello Zac a festeggiare. Aspettavo di vederlo. Niente. Dopo un’ora usci il pullman del Foggia. Con l’autista c’era solo il Maestro, dietro lo tendine. Provarono a fermarlo e farlo scendere. Niente da fare, non c’era nulla da festeggiare, Lui sapeva che si sarebbero salvati.
Come al solito gli articoli del Signor Limardi perfetti !!!!! Non si puo’ aggiungere altro se non aiutare il Calcio Foggia a raggiungere quegli obiettivi che Zeman ha in testa e che servirebbero ad aiutare questa bistrattata citta’
Complimenti Signor Limardi e Forza Foggia
Esiste il mondo degli zemaniani e quello degli antizemaniani. Appartengo al primo mondo ed è per questo che sentire lodi del Maestro mi rinfresca la giornata. Vedo il Foggia giocare e non posso ignorare che la qualità del gioco sarebbe ottima, ma i ragazzi non sono tutti tecnicamente dotati per il gioco cui siamo abituati. Penso che sia solo una questione di tempo e poi le cose miglioreranno. Lo auguro a tutti i tifosi. FF