Il brutto anatroccolo
Brutto, ma veramente molto brutto il Foggia visto ieri a Palermo. Una involuzione inspiegabile alla luce delle due vittorie consecutive precedenti. Un pareggio con la Juve Stabia, una vittoria con la Fidelis Andria, una vittoria con il Messina ed una sconfitta a Palermo fanno scendere le quotazioni della squadra di Zeman.
Tutto alla vigilia del trittico di derby con Monopoli, Bari e Taranto.
Un campanello dì allarme?
Non direi, nel calcio, che non è una scienza esatta, mai abbattersi e mai esaltarsi. I ragazzi rossoneri stanno imparando a conoscersi meglio e le loro gambe, cioè i loro attrezzi da lavoro, stanno smaltendo le tossine dei carichi di lavoro del Boemo.
Due regali colossali sono costati due gol che non siamo riusciti a recuperare, la difesa non è stata all’altezza, male Markic e Sciacca, ma anche Martino schierato dalla parte del piede opposto e Garattoni si sono fatti coinvolgere dalla debacle di reparto.
Per non parlare del centrocampo con Rocca e Petermann assenti e avulsi dal gioco, lenti ed impacciati con passaggi sbagliati come sul secondo gol.
Un attacco evanescente dove sia Ferrante che Merola non hanno inciso, ma anche Curcio è sembrato fuori dal contesto della partita.
Bisogna subito resettare il tutto e ricominciare perché ci attende un ciclo di gare con squadre molto organizzate e costruite, vedi il Bari, per vincere il campionato.
Quindi di cosa vogliamo parlare? Possiamo solo ripetere fino alla nausea che bisogna avere pazienza e aspettare la crescita di una squadra nuova, giovane e costruita in poco tempo, a ritiro iniziato, da Peppino Pavone. Stratega del calcio che ha sempre saputo dove andare a prendere i calciatori adatti agli allenatori che lavorano con lui.
Ma il Maestro Boemo dovrà anche pensare dopo otto gare di fare dei cambiamenti appena saranno tutti a disposizione.
Un esempio sarà inserire Di Pasquale al centro della difesa e Maselli di spalla a Gallo e Rocca a centrocampo. Impiegare Merkaj e Merola come laterali e al centro alternare Ferrante o Curcio, potrebbe essere una nuova soluzione.
E qui mi fermo, perché altre parole sarebbero superflue e non ho voglia di sostituirmi a Zeman, ma dopo quanto visto a Palermo dei cambiamenti tattici mi sembrano assolutamente indispensabili.
Siamo ancora in zona play off anche se abbiamo perso tre posizioni in classifica, non possiamo allontanarci troppo, quindi riprendere la marcia con una vittoria domenica prossima contro il Monopoli sarebbe la migliore medicina.
I tifosi sono umorali, si preoccupano quando vedono prestazioni come quella di Palermo, ma poi si buttano alle spalle la brutta giornata appena vissuta appena arriva la rivincita con bel gioco e risultato nella partita successiva.
Rimaniamo con i piedi a terra guardando il bicchiere mezzo pieno, rimbocchiamoci le maniche e speriamo di non dover regalare ancora partite come quella di ieri, perdere si può ma lottando e cercando di incidere di più nel corso della gara.
In questo modo si può giustificare anche una sconfitta, altre ce ne saranno fino al termine cella stagione, ma così come a Palermo no.
Ieri abbiamo visto il brutto anatroccolo, domenica prossima vogliamo vedere undici leoni pronti ad azzannare l’avversario di turno e buonanotte ai suonatori (pardon, agli iettatori).
FORZA RAGAZZI, NOI SIAMO IL FOGGIA.
4 Commenti
Tutto giusto ma chiedere a Zeman un cambio tattico mi fa pensare che non abbiamo capito di chi stiamo parlando…. non aggiungo altro.
Caro Giulio quando parlavo di cambi tattica mi riferivo Angli uomini so bene Che Zaman non cambiera MAI lo Schumacher ma provave ALTRI calciatori quello si. Ti ringrazio per il COMMENTO e mi dispiace se non mi sono spiegato bene nell’articolo.
Il rendimento di un giocatore e le capacità di un allenatore si valutano durante tutta la settimana di lavoro, personalmente mi limito a seguire solo le partite domenicali, non ho tempo purtroppo di seguire anche gli allenamenti.
Se il mister sceglie quella formazione è perché reputa siano i migliori o i meno peggio.
Attendiamo il girone di andata per giudicare ed accettiamo le sconfitte senza drammi siamo una squadra in costruzione con un progetto biennale.
Un caro saluto anche a lei e buon lavoro.
Attenti, giù le mani da Zeman e pavone. Chi critica vuole un ennesimo fallimento del Foggia. Alla stampa tutta non alimentiamo critiche ingiuste verso chi è il meglio.