…Se il Foggia fosse un gambero…
Un Foggia in cerca di conferme scende al “Renzo Barbera” di Palermo dopo i due successi consecutivi ad Andria ed in casa col Messina dove si era evidenziata l’oramai fase evolutiva del 4-3-3 impostato da Zeman.
Nemmeno il tempo di battere la palla al centro che al quarto minuto, su un errore della difesa, è Floriano, imbucato da Brunori, ad infilare il portiere Alastra. I rossoneri nonostante il gol incassato a freddo cercano di portarsi a testa bassa in avanti con buone trame offensive e con un buon possesso di palla, senza però impensierire seriamente l’estremo difensore rosanero Pelagotti.
Palermo che aspetta il Foggia nella propria metà campo per partire in contropiede e fare male alla difesa, oggi disoganizzata, dei satanelli, con il solo Brunori in avanti coadiuvato da Fella e Floriano che, partendo dalla linea di centrocampo, mettevano in seria difficoltà la linea difensiva allestita da mister Zeman. Al 20′, dopo un errore in fase d’impostazione del centrocampo foggiano, è il rosanero De Rose a riconquistare il pallone ed a lanciare una ripartenza micidiale con Brunori che infila per la seconda volta l’incredulo numero uno rossonero. Primo tempo che si chiude con la squadra pugliese che si porta in avanti senza creare seri pericoli alla squadra siciliana.
Nella seconda frazione di gioco mister Zeman inserisce Rizzo Pinna a centrocampo e l’albanese Merkaj al posto di uno spento Merola. Secondo tempo da cui ci si aspettava una risposta diversa dai rossoneri, in campo apparsi meno pimpanti rispetto alla prima frazione di gioco e quasi rassegnati alla sconfitta. All’85’ il Palermo si conquista anche un calcio di rigore con Soleri atterrato in area di rigore da Girasole, che lui stesso realizza dai nove metri battendo per la terza volta Alastra e chiudendo defnitivamente la contesa.
Un Foggia prevedibile quello sceso oggi in Sicilia che non ha mai disdegnato le belle trame offensive disegnate dal Boemo, ma che non ha mai seriamente impensierito la squadra isolana se non con un discreto possesso palla. Di contro il Palermo, che senza ombra di dubbio ha preparato meglio la partita rispetto ai rossoneri, aspettava la squadra di Zeman per colpirla in contropiede con micidiali ripartenze. Sconfitta che sicuramente ci poteva stare alla vigilia, contro una pretendente alla vittoria fnale del girone C della Lega Pro, ma che lascia l’amaro in bocca ai tifosi, soprattutto dopo le ultime due prestazioni esaltanti dei satanelli. Sta di fatto che come non ci siamo esaltati dopo Andria e Messina, sicuramente non ci butteremo nello sconforto dopo la brutta sconfitta di oggi, ma una cosa è chiara, la vera identità di questa squadra è ancora lontana dall’essere rivelata e al momento, a parte il consolidamento della zona play-off, nulla si può chiedere a questi ragazzi.
Al momento i rossoneri possono essere paragonati ad un gambero, un passo avanti, la fase evolutiva del gioco tradotto nelle due vittorie consecutive e due indietro, la brutta sconfitta di oggi condita da un gioco poco spumeggiante.
9 Commenti
Una la vinci e una la perdi, se non fai ca**ate riesci a salvarti.
Ma non si era parlato di campionato ambizioso? Di Serie B? Dove stanno i preparatori dei carri da vincitore? Già spariti?
Ma io mi domando,se la squadra gioca il 4 3 3 credendo di fare più gol e poi nn Ti fai infilare in contropiede A CHE SERVE TUTTO QUESTO SE NON A SODDISFARE L’EGO DI QUALCUNO! AD UN CERTO PUNTO SE LE VITTORIE NN ARRIVANO ARRIVERÀ QUALCUNO CHE IMPOSTERÀ LA SQUADRA PER NN PRENDERLE MAGARI FACENDO PURE GIOCO SPETTACOLO.
Come ho avuto modo di dire in estate, ci siamo subito e con molta fretta dimenticati di quello che aveva fatto in sordina e con molta signorilità il buon Marchionni che è stato poco elegantemente sacrificato per una minestra riscaldata e ormai anche avariata.
È un mio pensiero e spero, per il bene del Foggia, di essere smentito.
È un modo di fare calcio ormai superato e che qualsiasi ragazzotto o vecchio volpone sa come bloccare. Pressing a tutto campo, contropiede d tutti in difesa le armi vincenti.
In precedenza non avevamo forse un gioco spumeggiante ma con una difesa attenta e qualche ripartenza si faceva risultato.
Ma Zeman non aveva detto di non sapere che farsene di Kragl?E tutti i commentatori non parlavano già del ritorno al calcio champagne?
Canonico non aveva detto che ora si sarebbe visto il vero Foggia?
Ma non era l’anno del ritorno in B?
Comunque spero sempre che abbia ragione il mister……
IO avrei richiamato subito Nanu Calderisi, ottima persona e ottimo allenatore…
Zeman e’ il più bravo allenatore da sempre ma con questa squadra non andrà lontano.chi non lo segue fuori subito,prima che sia troppo tardi.
Le squadre di Zeman hanno bisogno di tempo, più di tutte le altre! Non possiamo fare finta di non saperlo! Il suo gioco è prevedibile? certo come tutti gli schemi di questo mondo, con una piccola differenza : che nelle squadre di Zeman i suoi “prevedibili” schemi vengono realizzati (dopo un po’ di tempo che giocano insieme) a velocità tali che le squadre avversarie faticano a tenere sotto controllo ragazzi che corrono il doppio di loro! Per attivare questi sincronismi occorre molto tempo: non certo in questo campionato. E poi non mi sembra che la Società abbia mai parlato di Serie B per quest’anno. Forse che Canonico conosca il Boemo meglio di noi?
Il gioco di Zeman ha bisogno di due cose: tempo per forgiare la squadra e interpreti all’altezza del compito assegnato. Anche si tempi d’oro lasciavamo a volte praterie, ma in avanti i gol si facevano e questo ti salvava spesso la partita. Ieri non si poteva pretendere da Zeman il rinnegare la sua filosofia di gioco, anche se, se lo avesse fatto, non avremmo preso tre gol… Regalati tutti e tre.
DIFESA DA REINVENTARE, ” DI jENNO ” PERCHE’ NON VIENE PIU’ UTILIZZATO PER LO SCOPO?